COL #TTIP POTRESTE CHIUDERE! LETTERA APERTA AGLI IMPRENDITORI

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"Cari imprenditori italiani,

Non c'è comizio, convegno, riunione che Renzi non suoni le fanfare al TTIP, il trattato di libero scambio fra Europa e Stati Uniti.

Il mantra è sempre lo stesso: il TTIP sarà una grande opportunità, grazie all'abolizione dei dazi e ai regolamenti comuni fra le due sponde dell'Atlantico. Ci dicono che le piccole e medie aziende aumenteranno le vendite.

In questo messaggio messaniaco sono nascoste però una serie di bugie che avranno conseguenze catastrofiche. Nel braccio di ferro negoziale in corso fra Stati Uniti ed Europa ci saranno vincitori e vinti, da una parte ci sono le grandi multinazionali e le loro potentissime lobby, dall'altra i cittadini e i piccoli imprenditori.

La propaganda pro TTIP si fonda su tre grosse bugie. Gli imprenditori devono imparare a riconoscerle per non cadere nella trappola.


LA PRIMA BUGIA

"Le multinazionali non avranno benefici".

Se fosse vero perché allora tutti gli esperi chiamati a supportare le negoziazioni in corso sono funzionari di big companies e perché l'attività di lobbying è così pressante?
La verità è che le multinazionali faranno più utili grazie ai minori costi di esportazione e conquisteranno maggiori opportunità di business a casa propria in seguito al livellamento verso il basso delle regolamentazioni.
Un esempio. L'industria farmaceutica, in assenza del principio di precauzione e delle difficili e lunghe autorizzazioni necessarie a immettere nuovi farmaci sul mercato, avrà in Europa le stesse praterie che offre il mercato americano.


LA SECONDA BUGIA

"Le PMI verranno tutelate con maggiore vigore".

E' vero il contrario. Il mercato è uno, i competitor tanti. I pesci piccoli, ossatura per decenni dell'economia italiana, diventeranno boccone per gli squali.
E' già un gioco di parole la stessa definizione europea di PMI.
Un esempio. Mettere sullo stesso piano una spa di 240 dipendenti e 40 milioni di fatturato (magari appartenente a un gruppo con 5/6 sedi nel mondo non direttamente ricollegabili per il gioco delle scatole cinesi) e l'azienda edile di provincia che di dipendenti ne ha 20 e di fatturato arriva a fatica a 5 milioni di euro.


LA TERZA (E PIU, GRANDE BUGIA)

"Le PMI sfiancate dalla crisi avranno il grandissimo mercato americano a loro disposizione".

Gli imprenditori non devono credere alla favola del mercato facile! Se un'azienda oggi non ha già un mercato negli USA, se non ha già la sua forza commerciale ben sviluppata, in che modo pensa di riuscire dall'oggi al domani a sbarcare negli Stati Uniti? Con l'assoluto immobilismo bancario di oggi, come può investire in una rete commerciale che ha prassi molto distanti dalle nostre?
Qualche esempio. Quante cantine avranno la possibilità di vedere i loro vini sulle tavole dei ristoranti di New York e Los Angeles nel giro di pochi mesi? Quanti produttori di calzature o gioielli unbranded vedranno i loro articoli nei grossi mall americani? Quante mele della Val di Non arriveranno sugli scaffali delle grosse catene americane?

Senza un'accurata preparazione, l'imprenditore medio italiano rischia di vedersi soffiare prima le quote nel SUO mercato, quello italiano ed europeo. Una volta approvato il TTIP, in un batter di ciglia le grandi catene di distribuzione americane (Wallmart per esempio che ha 1000 sedi nel mondo) invaderanno i nostri mercati con i LORO prodotti, perché i grandi operatori commerciali americani non ha difficoltà a trovare fondi per creare una solida rete commerciale nei Paesi europei.

Alcuni studi accreditati presso la Commissione europea dicono che lo scenario più ottimistico per l'Europa prevede un incremento del PIL dello 0,5% in dieci anni (cifra così ridicola da non meritare nemmeno un commento). Contemporaneamente, però, lo stesso studio ipotizza il crollo del commercio intra UE del 30/40% a tutto vantaggio dei nuovi competitor stelle e strisce.

La stessa Commissione ammette che ci saranno diminuzioni di fatturato e perdite di posti di lavoro nel breve periodo (sta parlando di VOI), salvo poi invertire il flusso nel medio/lungo periodo (qui parla delle BIG PMI europee e delle multinazionali).

Il mondo è già in parte globalizzato, le cause di questa crisi non sono di natura commerciale. Bisogna dire la verità agli imprenditori: questa crisi infinita ha radici monetarie e finanziarie.

E' nel mondo della finanza e della moneta che si devono trovare le risposte, non nei trattati di libero scambio che non faranno altro che alimentare il divario nella distribuzione della ricchezza e creare difficoltà a chi ogni giorno combatte per tenere alzata la saracinesca!

Non è più tempo di credere alle favole...."



Tiziana Beghin
Capodelegazione M5S Europa
Commissione per il Commercio Internazionale
Parlamento europeo



In questo video Tiziana Beghin spiega quanto il TTIP sia pericoloso per le piccole e medie aziende europee. #STOPTTIP

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