L'occupazione verde sarà il motore del futuro

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Un miliardo di euro speso per le grandi opere, come la TAV Torino-Lione, genera 500 posti di lavoro; lo stesso miliardo nella filiera green ne genera 17 mila. Stiamo parlando di "green economy" e di "lavoro verde" e non stiamo dando numeri a caso: grazie al lavoro della portavoce Eleonora Evi, infatti, possiamo seguire in Europa la linea indicata dai dati ufficiali del CRESME, il "Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l'Edilizia e il Territorio".

IL RAPPORTO SULL'OCCUPAZIONE VERDE
Anche la Commissione Europea ha voluto dare slancio ad un settore spesso trascurato. E' stata l'Agenzia Europea per l'Ambiente a metterci dinanzi all'evidenza che rimane ancora molto lavoro da fare, sposando di fatto la linea del M5S. Nonostante gli ostacoli, infatti, il settore dei beni e servizi verdi ha visto una crescita del 50% dal 2000 al 2011, generando 1,3 milioni di posti di lavoro.

LE PROPOSTE DEL M5S
Efficientamento energetico, ristrutturazione edile, tutela del territorio, rinnovata gestione dei rifiuti: è davvero molto corposo il pacchetto di emendamenti presentato dalla portavoce del M5S in Europa. Cerchiamo qui di riassumervene gli aspetti più significativi.

Armonizzare la fiscalità: spostare la tassazione dal lavoro ai consumi e all'impatto ambientale. Con strumenti di defiscalizzazione si andrebbero a favorire quelle aziende che producono e forniscono beni e servizi ad alto valore aggiunto ambientale.

Incentivazione strumenti green: rendere efficaci i programmi comunitari volontari come Ecolabel, EMAS e "Green Public Procurement" creando le condizioni di mercato favorevoli per la loro diffusione. Quest'ultimi andrebbero a favorire l'applicazione delle nuove tecnologie verdi anche per le amministrazioni pubbliche, oltre che per il privato.

Riqualificazione: incentivare importanti settori come quello delle ristrutturazioni in ambito edile. Di pari passo, promuovere progetti di "manutenzione" del territorio (combattendo i problemi del dissesto idrogeoligico).

Fossile: eliminare tutti i sussidi, diretti e indiretti, che ancora oggi incoraggiano il consumo di combustibili fossili e parallelamente definire dei target vincolanti di risparmio ed efficienza energetici, e rilanciare i certificati bianchi.

Ciclo dei rifiuti: la Commissione Europea deve reintrodurre al più presto la proposta sul pacchetto di revisione delle direttivi sui rifiuti. Quest'ultimo poteva generare 180 mila posti di lavoro.

ORA TOCCA ALLA COMMISSIONE LAVORO
La palla passa ora alla Commissione EMPL, che avrà il compito di votare favorevolmente o bocciare la linea tracciata dal Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente. Speriamo che questa volta prevalga il buon senso, sopra il potere delle lobby.

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