Chi non vuole mangiare carne #clonata alzi la mano!

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Da oggi sarete voi a poter scrivere una pagina storica all'interno del Parlamento Europeo. Stiamo parlando di clonazione animale e della legge che si sta per comporre tra le aule di Bruxelles e Strasburgo.
Grazie alla portavoce del M5S Giulia Moi il "Cloning Food" arriva su LEX per raccogliere i vostri commenti, pareri e suggerimenti.



UN PROBLEMA REALE
Studi scientifici hanno evidenziato con prove schiaccianti che la clonazione animale costituisce un rischio per il benessere degli animali. La tecnica del trasferimento del nucleo di una cellula somatica genera anomalie placentari e fetali che comportano uno scarso benessere e spesso notevole dolore alle madri surrogate utilizzate per la clonazione nonché alla progenie. La clonazione costituisce inoltre un problema estremamente delicato per i cittadini europei: ad esempio, un'indagine Eurobarometro risalente al 2010 evidenziava che il pubblico europeo non ritiene che la clonazione animale offra benefici, in quanto non sicura, iniqua e preoccupante, con una percentuale di appena il 18% di persone che hanno risposto a sostegno della tecnica.
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IL CONTESTO LEGISLATIVO
Il Parlamento Europeo ha mantenuto una ferma posizione negativa per quanto riguarda la clonazione di animali a fini di allevamento. Sulla base della risoluzione del Parlamento del 3 settembre 2008 sulla clonazione di animali a fini alimentari, la prima proposta adottata dal Parlamento per affrontare la questione della clonazione fu presentata nel contesto della proposta del 2008 relativa ad un regolamento sui nuovi alimenti, e la clonazione è proprio la questione grazie alla quale il fascicolo finì poi in uno stallo nella conciliazione nel dicembre 2011.

LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE
Il 18 dicembre 2013 la Commissione europea ha pubblicato due proposte legislative sulla clonazione di animali a fini alimentari: la proposta in esame e una proposta di accompagnamento relativa a una direttiva del Consiglio sull'immissione sul mercato di alimenti provenienti da cloni animali. Le proposte sospendono l'utilizzo della tecnica di clonazione nell'UE per gli animali a fini agricoli, l'immissione sul mercato di cloni animali viventi e di cloni embrionali nonché la commercializzazione di alimenti, come carne e latte, provenienti da cloni animali.

LA POSIZIONE DEL M5S
Gli effetti negativi della clonazione travalicano sensibilmente gli eventuali effetti positivi. Il divieto della tecnica di clonazione proposto dalla Commissione è un buon punto da cui partire. Ma non basta. La direttiva, così com'è, non riesce ad affrontare adeguatamente le valide preoccupazioni che sono state ripetutamente espresse dai cittadini e dal Parlamento Europeo. In particolare, la Commissione non ha incluso disposizioni specifiche sugli alimenti provenienti dalla progenie degli animali clonati né misure per quanto riguarda il materiale riproduttivo proveniente dai cloni e dalla progenie.
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LE PROPOSTE DEL M5S
Il primo punto riguarda la progenie e materiale germinale: la clonazione di animali a fini agricoli non avviene attualmente nell'UE e in ogni caso l'utilizzo della tecnica della clonazione è così costoso e il suo tasso di successo così scarso che l'utilizzo a fini di produzione alimentare non è redditizio. E' necessario vietare l'importazione e l'immissione sul mercato della progenie di cloni animali nonché del materiale germinale e degli alimenti provenienti da cloni animali e dalla loro progenie.

Il secondo riguarda l'ambito della legislazione: benché non così sostanziale come le prove riguardanti i mammiferi, esistono prove scientifiche che indicano uno scarso benessere nelle femmine e nella prole a causa delle procedure di clonazione nei pesci di allevamento e nelle procedure di trapianto delle cellule germinali nei volatili. È quindi opportuno che le misure proposte si applichino a tutti gli animali di allevamento e non solo gli animali della specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina, come proposto dalla Commissione.

Si passa poi al divieto temporaneo o permanente: la proposta definisce "provvisori" i divieti sull'utilizzo della clonazione, richiamandosi ad una "sospensione" dell'utilizzo della tecnica. Tuttavia, tale definizione non è giustificata da un elemento sostanziale nell'atto proposto, è quindi fuorviante e andrebbe soppressa.

Arriviamo alla scelta dello strumento giuridico: mentre la Commissione ritiene che una direttiva costituisca lo strumento più idoneo per questo tipo di normativa, in quanto consentirebbe agli Stati membri di utilizzare gli attuali strumenti di controllo per l'attuazione, la sostanza della proposta è un semplice divieto sull'utilizzo della clonazione e l'immissione sul mercato dei prodotti corrispondenti. Tale divieto sarebbe meglio applicato attraverso un regolamento.

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