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E' possibile indurre le imprese ad occuparsi seriamente di tutela dell'ambiente e della salute? La risposta è sì, perché in Europa si è affermato un concetto molto chiaro grazie al portavoce del M5S Dario Tamburrano. Sono passati numerosi emendamenti per migliorare una proposta di direttiva relativa alla diminuzione di vari inquinanti atmosferici. E la commissione di competenza nella quale questo piccolo miracolo è avvenuto si chiama ITRE, dove si parla di industria, ricerca, energia e telecomunicazioni e che di solito fa proprio il punto di vista delle imprese.
Un paradosso? Tutt'altro. Perché creare sviluppo sostenibile è possibile, esistono già le tecnologie. Quello che manca, o meglio ciò che è mancato fino ad ora, è stata la volontà politica. Hanno sempre vinto le lobby, pronte a sacrificare sull'altare del profitto la salute dei cittadini. Ma qualcosa, finalmente, sta cambiando.

UNA BOCCATA D'ARIA PULITA
Meno mercurio, meno ammoniaca. Una boccata di aria pulita è stata immessa nel processo legislativo europeo. Senza scendere in tecnicismi, è stata abolita la possibilità di ottenere sconti alla riduzione delle emissioni. È divenuto obbligatorio diminuire quelle di mercurio, così come sarà vincolante rispettare un obiettivo intermedio (l'anno 2025) per la riduzione delle stesse. Bisognerà poi monitorare gli effetti dell'inquinamento sugli ecosistemi.

LA DIRETTIVA INCOMPLETA
La proposta di direttiva originale, infatti, voleva dare applicazione all'aggiornamento 2012 del Protocollo di Goteborg, un accordo internazionale per ridurre le emissioni di sostanze inquinanti responsabili di danni alla salute umana, piogge acide, eutrofizzazione e formazione di ozono negli stati più bassi dell'atmosfera. Inoltre, voleva rendere vincolanti per gli Stati membri dell'UE le riduzioni. Fino a qui tutto bene, ma gli impegni di riduzione erano indicati come da raggiungere "entro il 2020 ed oltre". Sarebbe stato quindi possibile dilazionare il raggiungimento dell'obiettivo fino al 2030. Era questa, il 2030, la data vincolante della direttiva giunta in Commissione ITRE, un orizzonte davvero troppo lontano. Inoltre, citava nelle premesse l'opportunità di ridurre anche le emissioni di mercurio, ma ancora senza dare alcuna attuazione pratica a questo auspicio.

IL RISULTATO
Il M5S Europa è quindi riuscito ad aggiustare l'ennesima proposta incompleta della Commissione Europea e a far passare le sue iniziative ai voti in commissione. Ora la direttiva aggiornata continuerà il suo iter all'interno del Parlamento Europeo con l'esame da parte della Commissione ENVI (Ambiente), il cui compito risulta così decisamente facilitato, e poi con il voto in plenaria.

Per approfondimenti sono a disposizioni qui tutti i documenti.

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