Mobilità urbana sostenibile: il primo step verso la rivoluzione

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Da quanto si parla dei problemi legati alla mobilità urbana? E' un argomento vecchio quasi quanto l'automobile, a cui nessuno vuole veramente prestare attenzione. Gli interessi del settore, infatti, hanno sempre sconfitto la ragione e il buon senso. Interessi contro cui il M5S ha sempre lottato, in una battaglia volta alla salute e al benessere dei cittadini. Da ieri, al Parlamento Europeo, si aggiunge un altro tassello verso quella che viene definita una transizione alla mobilità urbana sostenibile. La commissione ambiente ha infatti approvato a larga maggioranza un parere (che sarà trasferito alla commissione trasporti) curato dalla portavoce Eleonora Evi. In estrema sintesi, sono stati potenziati i concetti di trasporto pubblico, d'incentivazione al trasporto elettrico e di partecipazione dei cittadini alla pianificazione della mobilità urbana.

In questo video la portavoce Eleonora Evi vi spiega cosa è successo:

I PRINCIPALI PUNTI PROMOSSI:
Il trasporto pubblico dovrebbe subire una rivoluzione secondo le linee del M5S. Ci dovrebbe essere una progressiva riduzione delle tariffe, per arrivare alla totale gratuità del servizio, come già avviene in molte città del mondo.
Bisognerebbe sviluppare una diffusa rete d'impianti di ricarica per i veicoli elettrici utilizzando sistemi innovativi. Non costruendo nuove infrastrutture, ma sfruttando quelle già esistenti, come la pubblica illuminazione e le aree di parcheggio private (ad esempio nei centri commerciali).
La partecipazione dei cittadini è poi un fattore chiave. Anche loro dovrebbero essere coinvolti attivamente nella pianificazione della mobilità urbana, al fine di poter esprimere le proprie esigenze e proporre soluzione alternative.

COSA E' PASSATO A LIVELLO POLITICO:
Gli Stati membri dovrebbero eliminare i sussidi diretti e indiretti per i veicoli alimentati da combustibili fossili tradizionali, introducendo al contrario incentivi fiscali per i veicoli elettrici.
Bisogna garantire incentivi economici alle imprese che promuovono la mobilità sostenibile tra i dipendenti, e per le PMI che producono beni e servizi nel settore.
Le amministrazioni pubbliche, infine, prima d'investire nella costruzione di nuove strade e autostrade, dovrebbero migliorare il trasporto pubblico e rispondere alle esigenze del pendolarismo.

SI E' PARTITI DAI NUMERI...
La mobilità urbana si basa prevalentemente sull'utilizzo di vetture a propulsione convenzionale. I trasporti all'interno dell'Unione Europea dipendono quindi dai prodotti petroliferi per oltre il 96%, mentre la dipendenza dai combustibili fossili è la causa di circa il 23% delle emissioni totali di CO2 nelle aree urbane. Parlando di danni alla salute, nel 2011 l'inquinamento atmosferico ha causato oltre 450.000 morti premature, una cifra 10 volte superiore a quella legata agli incidenti stradali. L'inquinamento acustico, invece, ne ha causate 9.000.

... E DAI COSTI
Il danno alla salute dei cittadini, esposti all'inquinamento atmosferico, è calcolabile anche in termini economici per gli Stati membri. Si parla di una forbice che oscilla tra i 330 e i 940 miliardi di euro, vale a dire tra il 3% e il 9% del PIL dell'UE. E' dunque evidente come il problema, oggi più che mai risolvibile con le moderne tecnologie, sia causato dalle misteriose volontà lobbistiche tanto care a Bruxelles.

Oggi un primo passo è stato fatto. Ci rivedremo in commissione Trasporti, e poi in plenaria a Strasburgo, per capire quanto sia importante la tutela della salute dei cittadini e l'ambiente.

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