Un'altra macabra scoperta su #Expo: la "zona bio" è una finzione

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Su Expo è stato scritto tutto e il contrario di tutto. La grande esposizione universale è una bufala, un piano per fare favori alle grandi multinazionali del junk-food. Ci siamo stati con il nostro portavoce Marco Zullo, volevamo vedere - tra questi giganti del cibo spazzatura - l'oasi di pace e benessere dedicata alla biodiversità. Sulla cartina l'area era piuttosto grande ed attrezzata. Ma dal vivo la scoperta è stata sconcertante. Stiamo parlando di uno spazio ben delimitato (per non dire sacrificato), dove si trovano un supermercato, una pizzeria e poco altro. In questa zona non ci si arriva nemmeno per sbaglio. L'area si trova di fronte all´ingresso Est, da dove entra appena l´1,2% dei visitatori. I padiglioni più visitati, così come l´ingresso Ovest, distano oltre due chilometri.

IL TRUCCO SULLE METRATURE
L'escamotage per mascherare i metri quadrati mancanti con il vuoto è un sentiero verde. Una sorta di giardinetto da condominio (ben curato ci mancherebbe) percorribile a piedi, un semplice raccordo che ad ogni passo si stringe per non far notare la gettata di cemento. In questa via, che sulla cartina risulta catalogata interamente come "zona bio", i visitatori non trovano padiglioni dedicati alle nuove tecniche nel campo del biologico o dell´agricoltura biodinamica. Come nei centri cittadini delle nostre città ci sono, manco a dirlo, i grandi marchi, McDonald´s e Coca Cola, che a suon di fatturato hanno convinto gli organizzatori a diventare addirittura sponsor dell´esposizione universale.

I GRANDI ASSENTI
La corruzione nel sistema di appalti, la speculazione edilizia, le opere inutili, i padiglioni non ancora terminati. Di tutto questo abbiamo già parlato. Ma è necessario recarsi fisicamente a Milano per capire i limiti e le contraddizioni di un'esposizione universale che doveva presentare al mondo un nuovo modello agricolo e alimentare. Un´esposizione dedicata al cibo dovrebbe essere imperniata sulle nuove frontiere dell´alimentazione, legate ad un utilizzo sostenibile delle risorse ambientali, animali ed economiche. E in quello che appare come un immenso parco giochi, un paese dei balocchi per grandi facilmente impressionabili, gli unici a non trovare spazio sono i piccoli produttori, le PMI che fanno della ricerca, della qualità e della sostenibilità la loro ragione di essere. A loro nessuno ha chiesto quali siano le nuove sfide dell'alimentazione.

In questo video Marco Zullo vi spiega tutto e vi fa fisicamente vedere il trucchetto adottato per mascherare il nulla inserito al posto della "zona bio":

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