Il nucleare ucraino è un pericolo. Stop ai finanziamenti

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In Italia non ci saranno mai centrali nucleari almeno fino a quando il Movimento 5 Stelle avrà vita, ma quello che i portavoce europei hanno scoperto ha davvero dell'incredibile. In Ucraina i cittadini europei (e quindi anche gli italiani) continuano a finanziare catorci nucleari da rottamare. Il denaro - ben 600 milioni di euro - che appartiene ai contribuenti permette, infatti, di mantenere accesi ancora per decenni reattori di design sovietico, fratelli e cugini di quello esploso a Chernobyl, progettati per un ciclo di vita di trent'anni. Il suddetto programma di "modernizzazione" è finanziato con la partecipazione di Euratom (la comunità europea dell'energia atomica che coordina i programmi degli Stati UE relativi al nucleare) e di EBRD, la "Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo" fra i cui proprietari figura l'Unione Europea. La pacchia, però, è ufficialmente finita: il Movimento 5 Stelle ha svegliato la Commissione Europea con un'interrogazione che ha fatto luce sulla questione. La risposta ha dato ragione ai portavoce europei, la richiesta d'imporre standard comunitari di sicurezza ai reattori ucraini è stata accolta.

IL PROBLEMA NEL DETTAGLIO
Con questo sistema di finanziamento, l'Ucraina ha la possibilità di prolungare, come detto, la vita dei suoi 15 reattori nucleari. Ma senza effettuare la valutazione d'impatto ambientale e la consultazione pubblica con i Paesi confinanti, come è invece previsto dalla Convenzione di Espoo cui l'Ucraina e l'UE aderiscono. L'Ucraina agisce in colpevole autonomia, così come SNRIU, l'autorità ucraina per il nucleare da cui è meglio diffidare: nell'ambito del programma di "modernizzazione", SNRIU ha esteso fino al 2023 il funzionamento di un reattore giudicato pericolosamente vulnerabile da studi indipendenti. Quest'ultimi hanno dimostrato come l'usura di alcune parti supera anche di 10 volte il limite accettabile.

FERMIAMO POWER PLANT
Uno dei reattori più critici è il "numero 2" al "South Ukraine Power Plant". Nella stessa centrale nucleare il reattore "numero 1" ha compiuto trent'anni in maggio ed è fermo per permettere decine di riparazioni: quelle che SNRIU (l'autorità che non si è accorta dell'usura del reattore gemello) ha individuato come indispensabili in vista dei prossimi vent'anni di funzionamento. Sono già stati accordati altri vent'anni di funzionamento anche ai due reattori della centrale nucleare di Rivne. In dicembre, inoltre, compirà trent'anni il reattore "numero 1" di Zaporizhska, la centrale nucleare più grande d'Europa, che si trova a soli 260 chilometri dal fronte della guerra civile.

LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE
Come detto in apertura, la Commissione Europea ha trovato ragionevole la richiesta del M5S d'imporre almeno standard europei di sicurezza ai reattori nucleari dell'Ucraina. L'istanza verrà ora sottoposta all'organismo europeo che fa da supervisore alla sicurezza nucleare, l'ENSREG. Si attendono, invece, le risposte alle due lettere inviate ai furbetti di Euratom ed EBRD, i finanziatori (tramite soldi pubblici) del pericolo nucleare ucraino. La prima lettera era firmata da 26 eurodeputati (tutti del M5S gli italiani: Dario Tamburrano, Piernicola Pedicini, Eleonora Evi, Ignazio Corrao, David Borrelli e Tiziana Beghin); la seconda dai parlamentari italiani M5S Paola Nugnes, Gianni Girotto (Senato), Marco Da Villa e Salvatore Micillo (Camera).

Ascolta e diffondi la vittoria del M5S, dedicala a quelli che "non contiamo nulla":

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L'interrogazione alla Commissione Europea:
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La risposta della Commissione Europea:
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Le due lettere (prima e seconda) inviate ad Euratom ed EBRD.
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