La prova che vogliono salvare la Volkswagen

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L'assedio a Bruxelles è già iniziato. Le case automobilistiche sono passate al contrattacco e vogliono mettere a frutto i 18 milioni di euro che spendono all'anno per attività di lobby presso le Istituzioni europee. Ecco i tre indizi che dimostrano il tentativo di salvataggio della Volkswagen e dell'industria automobilistica che, come dimostrano tantissimi studi indipendenti, è complice di una truffa globale sui consumi e sulle emissioni delle automobili. Si vuole ostacolare l'introduzione di sistemi di verifica reali che consentirebbero di impedire le truffe e di ridurre le emissioni.


IL PRIMO INDIZIO
La Commissione europea sta mettendo a punto i nuovi metodi di misurazione delle emissioni dei veicoli. Non lo fa alla luce del sole, come avviene nel dibattito parlamentare per esempio, ma in riunioni tecniche in quello che viene definito "Comitologia".

Mentre i co-legislatori (Parlamento e Consiglio europeo) stabiliscono gli elementi "politici" della normativa, gli aspetti tecnici vengono stabiliti in fase di Comitologia. Con questo termine si indica, in modo abbreviato, la procedura con la quale la Commissione europea esercita i poteri di esecuzione che le sono conferiti dal legislatore europeo. In questi Comitati siedono i rappresentanti dei Paesi membri e gli esperti inviati dalla Commissione, cui spetta comunque avanzare la prima proposta che viene successivamente discussa.

Nel caso della normativa sulle emissioni dai veicoli, la Germania sta difendendo a spada tratta le posizioni dell'industria automobilistica. Il suo obiettivo è far sì che, nell'attuare i nuovi criteri per la misurazione di Co2, ossido di azoto, PM10 e altri inquinanti, si concedano dei fattori di correzione che di fatto porterebbero a un innalzamento dei limiti di emissione. Alcuni funzionari europei hanno riferito che, oltre alla Germania, anche Spagna e Slovacchia hanno assunto posizioni analoghe.

Smascherata la truffa Volkswagen, adesso le case automobilistiche vogliono la
LIBERTA' DI INQUINARE.

Secondo una fonte raccolta dal Financial Times, il costo relativo allo sviluppo tecnologico con i nuovi limiti previsti dall'Euro 6 porterebbe un aumento del costo di produzione di circa 200-300 euro per auto. Un aggravio abbordabile se serve a tutelare la salute dei cittadini.


IL SECONDO INDIZIO
Domenica scorsa il 'The Guardian' ha pubblicato un articolo che documenta questa pressione degli Stati membri per salvare il mondo delle auto. Il ministero dei Trasporti del governo britannico ha inviato a tutti gli europarlamentari inglesi una lettera con la richiesta di votare no all'introduzione di limiti di emissione più restrittivi previsti dalla Direttiva Euro 6 che impone alle case automobilistiche di calcolare le emissioni alle condizioni di guida reali, una prescrizione essenziale che, se fosse stata già in vigore, avrebbe reso impossibile la truffa Volkswagen.

Questa convergenza d'interessi fra Germania e Gran Bretagna si spiega facilmente. Il forte legame fra l'industria automobilistica e la grande finanza della City nasce dagli incroci azionari ma anche dalle modalità d'acquisto di un'auto: solo una parte di consumatori la compra cash, la stragrande maggioranza usa invece delle rate concesse da banche o società finanziarie. Il mercato dei prestiti attorno alle automobili è uno dei settori che più alimenta il mondo della finanza. Indebolirlo porterebbe a diminuire il loro giro di affari. Non è un caso che arrivi adesso il monito di Bankitalia: il caso Volkswagen avrà effetti sulla ripresa.

Ma di quale RIPRESA stanno parlando i banchieri? Di quella drogata che produce inquinamento, morti premature e prende in giro gli automobilisti?


IL TERZO INDIZIO
Nel 2008, quando l'Unione europea doveva fissare i limiti Co2 relativi al pacchetto clima 2020, le grandi case automobilistiche anglosassoni hanno preteso e ottenuto una tutela speciale per le auto di grossa cilindrata. Si è scelto di fissare un legame fra la possibilità di inquinare e la massa dell'auto, un meccanismo che ha penalizzato i produttori di utilitarie, come la Fiat a favore delle macchine più inquinanti. I risultati di questa politica dissennata sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Nonostante gli sforzi sulla carta é la stessa Agenzia Ambientale Europea a denunciare un continuo peggioramento della qualità dell'aria causa di decine di migliaia di morti premature.

Agatha Christie diceva: "un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una PROVA". Tutti i portavoce del Movimento 5 Stelle Europa sono pronti a lottare in ogni sede per combattere il sistema Volkswagen e difendere il diritto inalienabile alla salute dei cittadini.


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