Si chiama Volkswagen, si legge Ttip

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La Volkswagen ha sbagliato e deve pagare, ma perché questo scandalo esplode alla vigilia del discorso della Merkel al Parlamento europeo previsto per il 7 ottobre? Negli Stati Uniti sul banco degli imputati è salita la casa automobilistica tedesca ma, come dimostrato, tutti i costruttori fanno uso di pratiche scorrette per camuffare emissioni e consumi. Perché allora proprio e solo la Volkswagen? Per rispondere a questa domanda bisogna analizzare il contesto in cui si muovono i protagonisti di questa triste vicenda.


L'IPOCRISIA AMERICANA
Qualche antecedente. Per i difetti di fabbrica che avevano portato a ben 174 incidenti mortali, la General Motors viene multata di appena 900 milioni di dollari. Kia e Hyundai hanno pagato una multa di 100 milioni di dollari per non aver rispettato gli standard ambientali imposti dall'agenzia per l'Ambiente americana. Adesso, la stessa Epa è pronta a chiedere alla Volkswagen un maxi-risarcimento record di 18 miliardi di dollari, un record che ha insospettito persino il moderato New York Times.

Negli Stati Uniti solo il 2% del parco auto circolante ha un motore diesel e di questo 2% solo una piccola fetta possiede un motore Volkswagen. L'impatto dell'inquinamento "illegale" prodotto da queste auto è di gran lunga inferiore rispetto a quello prodotto in Europa, dove invece circolano molte più auto con motore truccato.

Gli Usa fanno i moralisti oggi con la Volkswagen, poi però quando si tratta di difendere le proprie compagnie perdono ogni afflato ambientalista. Durante i negoziati per il Ttip, per esempio, hanno chiesto che i gas di scarico delle proprie compagnie aeree siano esenti dalle regole europee per il controllo dell'emissione nell'aria.


I MOTIVI DI ATTRITO
Sembra quasi che qualcuno - Oltreoceano - voglia impartire una legnata alla Germania. Ecco le ragioni di questa guerra fredda:

1) La Merkel non vuole continuare all'infinito questa politica suicida nei confronti della Russia. L'embargo sta frenando la già fragile ripresa economica europea.

2) Molte inchieste e rivelazioni sul Ttip sono state fatte dai quotidiani tedeschi. L'opinione pubblica tedesca è fortemente contraria a questo Trattato.

3) La Commissione europea, su spinta proprio della Germania, ha intenzione di tassare le attività dei colossi americani del web. L'idea allo studio è quella di far pagare i profit realizzati in Europa da Google, eBay o Amazon, aziende privilegiate perché non pagano le tasse legalmente.

4) Gli Stati Uniti hanno intercettato le telefonate private di Angela Merkel dal 2002 al 2013.

5) Durante la crisi greca, gli Stati Uniti sono intervenuti pesantemente nel dibattito europeo addirittura organizzando una road map politica a Tsipras per non irritare la Germania e il Ministro delle Finanze Schauble. Lo ha rivelato il sito Greek reporter che ha pubblicato i telegrammi ricevuti dall'Ambasciatore greco a Washington.

Il caso Volkswagen ha ammazzato la credibilità internazionale dell'Europa e questa debolezza avrà delle conseguenze nei rapporti con gli Stati Uniti.


USA E GERMANIA, DUE NAZIONALISMI A CONFRONTO
Queste considerazioni geopolitiche sono suffragate anche dalle parole del Commissario europeo al Commercio Cecilia Malmström che, in una intervista al Süddeutsche Zeitung (ancora una volta un quotidiano tedesco), ha espresso forti preoccupazioni sulle conseguenze di questo scandalo sui negoziati in corso sul Ttip con gli Stati Uniti: "il caso riguarda numerosi settori ed è molto fastidioso. Ho trascorso molto tempo per spiegare alla controparte americana che in Europa abbiamo nomi ambientali rigorose e oggi scopriamo che siamo noi stessi a non rispettarle".

Gli Stati Uniti stanno cercando di distruggere l'immagine di un'Europa virtuosa e accreditarsi nel mondo come i paladini della difesa ambientale in vista della Conferenza dell'Onu per i cambiamenti climatici. Ma l'ambiente interessa loro solo quando serve a distruggere la concorrenza. E' solo un modo per difendere i propri interessi nel mondo. L'ambiente è una clava per continuare la politica fortemente protezionistica che Obama ha condotto nei suoi due mandati.

Ci sono due imperialismi che si contendono la prateria lasciata vuota dalla crisi della politica in Europa. L'Imperialismo americano e quello tedesco. In entrambi i casi l'Italia ne esce sconfitta.


Ascolta e condividi il video di Tiziana Beghin e Piernicola Pedicini. Il Ttip va fermato perché è altamente nocivo per i cittadini.

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