Si rischia un'altra Chernobyl, ma grazie al M5S aumenta la sicurezza

chernobyl-nucleare-ucraina-m5s-5stelleeuropa-m5s.jpg


Mai più un'altra Chernobyl. Grazie al Movimento 5 Stelle Europa d'ora in poi l'Ucraina, se vorrà far funzionare oltre l'età pensionabile le sue vecchie e pericolose centrali nucleari, dovrà confrontarsi con i Paesi confinanti, altrimenti perderà i fondi europei coi quali finanzia il mantenimento in vita dei suoi reattori. La Commissione Europea e la EBRD (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo), che eroga il denaro, hanno preso questo impegno - nero su bianco - con i portavoce del M5S al Parlamento europeo che hanno inviato una lettera insieme ad altri 26 deputati europei ad Euratom e EBRD.

La lettera denunciava il fatto che l'Ucraina abbia prolungato la vita delle sue centrali nucleari senza la valutazione di impatto ambientale in contesto transfrontaliero prescritta dalla convenzione di Espoo (valutazione dei Paesi confinanti sui rischi dell'operazione e le possibili alternative) ed esortava perciò le due istituzioni europee a sospendere i finanziamenti per l'ammodernamento dei reattori. Oltre a Dario Tamburrano, hanno firmato questa lettera i portavoce Piernicola Pedicini, Eleonora Evi, Ignazio Corrao, David Borrelli e Tiziana Beghin. Un'altra lettera é stata spedita ad Euratom ed EBRD dai parlamentari italiani M5S Paola Nugnes, Gianni Girotto (Senato), Marco Da Villa e Salvatore Micillo (Camera).

Le risposte di EBRD e di Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Europea, coinvolto in veste di governatore dell'EBRD riconoscono che il rispetto della convenzione di Espoo fa parte degli impegni presi dall'Ucraina in cambio dei finanziamenti europei per "ammodernare" i vecchi reattori e annunciano che ulteriori erogazioni di denaro avverranno solo se l'Ucraina adempirà a tutti i suoi obblighi. L'Ucraina, dunque, potrà usare i fondi europei per prolungare l'operatività dei reattori solo a patto di attuare un procedimento che coinvolga Polonia, Romania, Russia, Bielorussia: i Paesi più vicini e dunque i più interessati a evitare una nuova Chernobyl.

In Ucraina sono in funzione 15 reattori nucleari, fratelli e coetanei di quello esploso a Chernobyl 29 anni fa. Hanno problemi di sicurezza da tempo stranoti. Furono progettati per durare trent'anni e il tempo in molti casi è scaduto. Ma l'Ucraina ne prolunga l'operatività per i decenni a venire dopo averli sottoposti ad un "ammodernamento" al quale contribuiscono i fondi erogati da EBRD ed Euratom, la comunità europea dell'energia atomica che coordina i programmi degli Stati UE relativi al nucleare.

La salute dei cittadini non può essere messa in discussione. Ecco perché il Movimento 5 Stelle Europa ha preteso l'avvio della procedura per maggiori controlli europei sulla sicurezza delle centrali nucleari in Ucraina, che sono pezzi di antiquariato atomico e costituiscono spade di Damocle appese sulle teste dei cittadini europei. E' impossibile costringere l'Ucraina a spegnere le sue centrali nucleari, ma almeno si è ottenuta l'applicazione di accordi e standard internazionali. Questo dovrebbe portare o alla chiusura dei reattori o un considerevole aumento della sicurezza.

Vuoi sapere quali pericoli nascondono le centrali nucleari in Ucraina? Guarda e condividi la denuncia del portavoce Dario Tamburrano, in prima linea nella battaglia del Movimento 5 Stelle contro il nucleare.

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo