Whistleblower: M5S incastra il Comitato delle Regioni #IoStoConRobert

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Che mondo sarebbe se il controllore venisse sanzionato e giudicato dal controllato?
Un mondo tagliato su misura per il Comitato delle Regioni (CdR), una delle tante istituzioni comunitarie - con sede a Bruxelles - che deliberatamente decide d'ignorare una risoluzione del Parlamento Europeo, diverse sentenze del Tribunale della funzione pubblica e altrettante conclusioni dell'OLAF. Il soggetto è sempre lui: Robert McCoy, il whistleblower maltrattato e licenziato solo per aver svolto scrupolosamente il proprio lavoro. Dopo aver denunciato il marcio occulto del CdR ponendo all'attenzione le più bieche pratiche di corruzione che lo infestano, professione per la quale era retribuito, è stato buttato fuori dagli stessi che aveva denunciato.
Siamo arrivati oltre al paradosso, come se un allenatore espellesse l'arbitro.
Questi signori della paura che siedono nei board delle istituzioni capiscono un solo linguaggio, quello dei soldi. Il portavoce M5S Marco Zanni ha quindi deciso di prenderli in controtempo, proponendo alla Commissione Budget di negargli un trasferimento di bilancio (e quindi il finanziamento) fino a quando la situazione non sarà risolta. Richiesta che è stata in parte accolta. La discussione e il voto sono stati rimandati per approfondire ulteriormente il caso.

CHI SONO I WHISTLEBLOWER?
I whistleblower sono le "gole profonde" delle istituzioni. Il loro ruolo è di fondamentale importanza per la trasparenza. Sono loro ad avere l'importantissimo compito di denunciare pubblicamente alle autorità attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda. Più un whistleblower lavora bene, più trasparente sarà l'istituzione che rappresenta. Maggiore è il grado di corruttibilità del whistleblower, maggiore sarà la corruzione all'interno dell'istituzione.

IL CASO DI ROBERT MCCOY
Robert McCoy da dodici anni combatteva una battaglia per ottenere giustizia. Fu molestato e infine licenziato dal suo posto di lavoro per aver svolto la sua professione in modo scrupoloso, segnalando pratiche di corruzione imbarazzanti all'interno del Comitato delle Regioni. Con la pressione del Movimento 5 Stelle la figura di Robert McCoy è stata riabilitata completamente. Abbiamo vinto la battaglia per la trasparenza costringendo il Parlamento a schierarsi. Ma non è bastato, perché il Comitato delle Regioni si rifiuta di applicare le sentenze.

COSA DOVEVA SUCCEDERE
A seguito del voto in plenaria di aprile 2015, il Comitato delle Regioni dovrebbe rispettare le conclusioni della sentenza del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione Europea, del 7 maggio 2013, e dare seguito, senza indugio e integralmente, alle richieste del Parlamento Europeo contenute nella sua decisione del gennaio 2004. Secondo voi cosa è successo da allora? Assolutamente nulla. Peccato per loro, perché noi non ce ne siamo dimenticati.

Sulla figura dei whistleblower si ergono i più mastodontici conflitti d'interesse. Anche in Italia, come abbiamo visto, è più facile stare dalla parte dei corrotti. Questa è una battaglia di civiltà, di coerenza e di trasparenza. Robert McCoy è un simbolo, oltre che un uomo onesto.

La difesa del M5S con Marco Zanni, in Commissione BUDG:

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