Ora il Parlamento confessa di non aver abolito il roaming

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Se non avete ancora capito il perché l'abolizione del roaming sia solo una questione di pura facciata, vi invitiamo a leggere questo articolo che chiarisce ciò che è realmente accaduto nel corso dell'ultima plenaria di Strasburgo. Ma mentre i media hanno celebrato questa finta vittoria comunitaria a favore dei cittadini, anche nei pensieri di coloro che hanno votato in favore di questa finta abolizione ha iniziato a serpeggiare un dubbio. Che potremmo così riassumere: "Ma cosa abbiamo votato?". Scaturisce da questa scandalosa consapevolezza la rabbia del portavoce Dario Tamburrano, che nel corso della mini-plenaria di Bruxelles dello scorso mercoledì, alla presenza di Günther Oettinger (commissario europeo per l'agenda digitale) ha sentito i suoi "colleghi" europarlamentari attaccare sulle questioni roaming, "net neutrality" e "zero rating".

IL TEATRINO DI UN'EUROPA CHE NON C'E'
Incredibile ma vero. Gli stessi deputati che a larga maggioranza hanno votato la "finta" cessazione del roaming si sono resi conto dell'autentica presa in giro che hanno contribuito a creare, assieme alla messa in discussione del principio di net neutrality. Ma adesso è facile: ora che i riflettori si sono spenti e gli argomenti sono usciti dal cerchio dei media è troppo semplice alzare la voce. Bisognava pensarci prima, fare una buona informazione e votare nel modo corretto. Pazzesco anche l'atteggiamento del commissario europeo, che non ha potuto far altro che dare ragione al portavoce del M5S, ribadendo che è stata la plenaria a votare il testo, non lui (e quindi gli stessi che oggi vorrebbero criticarlo).

LA QUESTIONE "ZERO RATING"
Rimane, tra le altre cose, un punto interrogativo enorme sulla questione "zero rating". Ovvero, sull'accesso illimitato da parte degli utenti di telefonia mobile ad alcune applicazioni e siti web come parte del loro abbonamento, sottraendoli al cap, cioè al limite di traffico (1, 2, 4 GB) compreso nel pacchetto mensile sottoscritto con gli operatori. La Commissione, infatti, non ha ancora specificato in che modo i principi di neutralità della rete e diversità culturale possono proteggere gli utenti da queste prassi, che sono naturalmente anticoncorrenziali e discriminatorie. Un tassello che si aggiunge alle corsie preferenziali, di cui vi abbiamo già parlato qui.

Ascolta la rabbia del portavoce Dario Tamburrano, incredulo dinanzi allo spettacolo offerto dagli europarlamentari che solo due settimane prima hanno votato al contrario:

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