#EnergiaLibera per distruggere il terrorismo

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"Vorrei invitarvi a una riflessione. Al collegamento che tutti noi conosciamo tra la geopolitica dell'energia e quella del terrore. Siamo responsabili di un modello di sviluppo basato sul fossile. Sappiamo che abbiamo alimentato un flusso di ricchezza enorme verso determinati Paesi che ora hanno mezzi, uomini e risorse economiche per andare a creare tragedie come quella di Parigi.
Noi siamo responsabili del nostro futuro. Gli obbiettivi più vincolanti e ambiziosi (in campo energetico) sono la via per la pace e la prosperità
".

LA GUERRA DELL'ENERGIA
Precisiamo che non siamo i soliti "grillini" che spingono per il pannello solare a prescindere. Oggi tutti stanno capendo quanto è importante la materia energetica negli equilibri del mondo. I colloqui fra Putin e Obama per un impegno congiunto contro l'ISIS sembrano già un ricordo lontano mentre serpeggia ancora il gelido vento della guerra fredda. Chi ci dovrebbe difendere dai terroristi è impegnato a bombardarsi vicendevolmente per un pozzo di petrolio in più. Le armi che abbiamo venduto all'Arabia Saudita e alla Turchia sono le stesse che dopo aver ammazzato un po' di curdi e di siriani tornano alla base. In Europa, nelle mani dei terroristi. L'unico modo per uscire dal corto circuito è che gli Stati del mondo - riuniti a Parigi in occasione della COP21 - decidano di fare passi concreti per farci uscire dalla dipendenza del petrolio e puntare ovunque sulle energie rinnovabili, sul risparmio energetico, sulla manutenzione e sul riciclo, uscendo dall'orgia del consumismo e dello spreco.

L'UNIONE ENERGETICA SECONDO L'UE
Per questi motivi Dario Tamburrano ha voluto scuotere l'aula di Strasburgo nel corso dell'ultima seduta plenaria, alzando il velo sull'atavico problema dell'indipendenza energetica dell'Europa. L'occasione è stata la comunicazione della Commissione Europea "Una strategia quadro per un'Unione dell'energia". Una relazione che tratteggia la via che l'UE dovrà seguire per dare il suo contributo all'indispensabile riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell'effetto serra. Gli impegni a questo proposito dei grandi della terra, come detto, saranno l'oggetto della conferenza COP21 di Parigi.

TORNA (ANCORA) IL NUCLEARE
I target UE in materia sono decisi da tempo: entro il 2030, il 27% dell'energia dovrà provenire da fonti rinnovabili; dovranno esserci il 40% di emissioni in meno e il 27% di efficienza energetica in più rispetto al 1990. Il Parlamento Europeo ha sempre condiviso l'ultimo obiettivo, ma ha ripetutamente chiesto (l'ultima volta in ottobre) il 40% di efficienza energetica e almeno il 30% di rinnovabili. Al momento di votare in commissione ITRE lo scorso lunedì 10 novembre, molti esponenti delle maggiori forze politiche sono stati colpiti da amnesia. Il capitolo sui vincoli per le rinnovabili è stato infatti "cassato" in favore dell'ennesima mostruosità: l'UE dovrebbe finanziare l'energia nucleare. E' bastato questo affinché il M5S si schierasse contro l'ennesima presa in giro energetica, costringendo la delegazione a bocciare gli ottimi risultati portati a casa.

QUALCOSA DI BUONO C'E'
La commissione ITRE ha comunque votato per riconoscere che il "fracking" può non essere una tecnologia praticabile nell'UE, dati i suoi alti costi. Nonostante si sia dimenticata dei vincoli di cui sopra, ha sancito che lo sviluppo delle rinnovabili è fondamentale per l'UE; la loro integrazione nel mercato energetico deve essere prioritaria; bisogna promuoverne l'autoconsumo; l'UE deve impedire modifiche retroattive agli incentivi (all'Italia fischieranno le orecchie).
Gli emendamenti M5S più importanti riguardano invece l'imposizione di livelli minimi di produzione di energie rinnovabili in nuovi edifici; l'agevolazione di reti locali e regionali di energie rinnovabili; l'obbligo di utilizzo di energia pulita, quando ce n'é in abbondanza e a buon mercato, per i veicoli elettrici e gli impianti domestici.

UN QE PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA
Se alla COP21 questa tanto attesa svolta venisse finalmente sancita, coglieremmo due piccioni con una fava: salveremmo il pianeta e sconfiggeremmo il terrorismo. In un colpo solo.
"Si è parlato di allentare il patto di stabilità per quanto riguarda le spese in sicurezza. Gli obbiettivi della transizione energetica sono ambiziosi e hanno bisogno d'investimenti; e noi non crediamo che l'attuale modello economico possa avere una visione di così lungo periodo.
C'è quindi bisogno di un New Deal, un nuovo Quantitative Easing per finanziare la transizione energetica europea. La sfida è grande e straordinaria
".

La denuncia del portavoce Dario Tamburrano in plenaria:

La commissione ITRE non promuove la transizione energetica:

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