#RedditoDiCittadinanza contro la povertà dei bambini

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In Europa i bambini non sono tutti uguali. Quelli che nascono in Svezia, Norvegia o Finlandia hanno una percentuale di vivere in povertà molto più bassa rispetto a quelli che nascono in Italia o in Grecia. In Italia la percentuale di minori a rischio esclusione sociale raggiunge il 33,8%, nei tre Paesi scandinavi il 15%. Perché? Cosa non funziona?

In Italia e Grecia non c'è il reddito di cittadinanza. Se un bambino è povero la ragione va trovata nel fatto che la sua famiglia è povera. Secondo i dati dell'associazione Save the Children, nel nostro Paese sono ben 3 milioni e mezzo i minori a rischio povertà, senza contare oltre 1 milione di bambini e adolescenti che già vivono in povertà assoluta. Sono dati che il governo italiano conosce ma che ignora, mentre invece in tutto il resto d'Europa l'assegno di reddito di cittadinanza si moltiplica se nella famiglia sono presenti dei bambini. Qualche esempio? In Austria una persona sola percepisce 814 euro al mese, se vive in famiglia con un figlio 1.220 euro. In Germania passa da 391 euro a 1.005. Il Welfare in Europa cambia e si irrobustisce in presenza di minori. L'Italia non pervenuta.

Il Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ha proposto il reddito di cittadinanza come misura per arginare l'esclusione sociale in Europa, dove in totale sono 27 milioni i bambini a rischio povertà. Nel rapporto discusso al Parlamento europeo per contrastare questo fenomeno, la portavoce Laura Agea ha, inoltre, denunciato il fenomeno dei "working poors", i lavoratori poveri e precari. Per loro i singoli Stati membri devono poter utilizzare il Fondo sociale europeo così da incrementare la quantità, gli importi, la portata e l'efficacia del sostegno sociale.


VIDEO. I bambini sono il futuro della nostra società. Vanno difesi! Così come ha fatto al Parlamento europeo la portavoce Laura Agea. Ascolta il suo intervento.


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