#Ttip, tutta la verità sull'andamento dei negoziati

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I negoziati sul Ttip sono in alto mare. I giornali hanno nascosto come si fa con la polvere il fallimento dell'undicesimo round negoziale fra Stati Uniti ed Europa, conclusosi il 23 ottobre a Miami. La favola della grande opportunità, il treno da non perdere, sono tutte mistificazioni della realtà. La verità è che il governo italiano non è presente nei negoziati, ma lì si gioca il futuro del nostro Paese.

I negoziatori hanno annunciato di voler concludere i negoziati entro la fine del mandato di Obama, entro il 2016 dunque. Michael Punke, vice segretario USA per il commercio, ha dichiarato che i negoziati non stanno andando avanti come previsto.

Ecco i capitoli in cui si registra uno stallo.

• APPALTI PUBBLICI: uno dei punti più controversi per gli americani. I negoziatori Usa non hanno ancora inviato la loro offerta. Il mercato americano degli appalti è molto più chiuso di quello europeo. Il Buy American Act vieta l'acquisto di prodotti finiti stranieri per commesse pubbliche negli Stati Uniti. E se sono state fatte aperture per gli appalti a livello federale, rimane il dilemma su quelli locali che sono protettissimi. Gli Stati Uniti dovrebbero inviare alla controparte europea la loro offerta il prossimo mese di febbraio, poi inizierà il difficile lavoro di mediazione.

• PMI: si stanno delineando i contorni del capitolo sulle piccole e medie imprese, che verrebbero danneggiate dalla concorrenza delle multinazionali. Il punto di compromesso finora raggiunto è quello di un sito web per promuovere il commercio transatlantico. Siamo all'assurdo: mentre si cambiano le leggi per favorire le multinazionali, si lascia solo un sito web per difendere le pmi!

• IGP: gli americani non vogliono neanche sentire parlare di DOP e IGP, anche perché hanno molto da perdere da una tutela reale delle eccellenze europee. Il Made in Italy fa paura perché è sinonimo di qualità e i consumatori, quando sono liberi, scelgono sempre il meglio per sé.

• ISDS: la clausola che permette alle multinazionali straniere di fare causa agli Stati nazionali. Questo punto non è stato ancora toccato, ma gli americani vorrebbero rinforzarlo rispetto alle apertura avanzate dalla Commissione europea.

• LE AUTOMOBILI: Non si è ancora negoziato l'abbassamento dei dazi su uno dei beni principali coinvolti dal Ttip, tuttavia le lobby automobilistiche cercheranno di cambiare gli standard europee per i crash test, che alle case automobilistiche a stelle e strisce costano centinaia di milioni di euro. La sicurezza stradale non può essere messa a repentaglio.

• DAZI: l'obiettivo è quello di eliminare i dazi sul 97% delle merci scambiate, ma le offerte sono ancora inferiori a questa cifra. Probabilmente alcuni beni alimentari resteranno esclusi dall'abbassamento dei dazi doganali.

Il Movimento 5 Stelle non abbasserà mai la guardia e lotterà a Bruxelles e a Roma per far vincere #StopTtip


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