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"Se ne parlava da circa 15 anni, ma alla fine sono le persone a fare la differenza". Antonio Gaudioso - segretario generale della Onlus "Cittadinanza Attiva" - ha voluto inaugurare così, rivolgendosi ai portavoce David Borrelli e Piernicola Pedicini, l'interest group "European Patients' Rights and Cross-border Healthcare". Un gruppo di lavoro che nasce con l'intento di tutelare i diritti del malato e le cure transfrontaliere nel quadro europeo, in continuità con le ultime decisioni della Commissione Europea di fornire maggiore assistenza sanitaria. Un passo importante a livello comunitario, specialmente dopo le immagini del collasso sanitario che ha coinvolto la Grecia e il suo modello di welfare. Un Paese sottoposto alla falce dell'austerità che si è visto decimare ogni più elementare diritto, anche quello alla salute.

Il cammino intrapreso assieme a "Cittadinanza Attiva" nella primavera di quest'anno vuole anche dare unità d'intenti alla battaglia per il riconoscimento comunitario della "Giornata dei diritti del malato". Una sfida che riguarda noi tutti da vicino, perché la prospettiva dei diritti cambia quando ci si confronta con la malattia. L'iniziativa è stata abbracciata in modo trasversale dal Parlamento Europeo. L'attenzione sia della politica, sia della società civile non può, infatti, abbassarsi nei momenti di crisi economica, quando politiche rigorose di bilancio toccano anche il nostro modello di welfare. Pari importanza ha l'altro tema, strettamente correlato, del diritto a curarsi in qualunque Stato membro dell'UE. Quando di parla di Europa, specialmente oggi, si pensa solo all'economia e al mercato unico. Tuttavia, il senso della cittadinanza non è stato mai costruito e, certamente, l'abolizione delle frontiere per chi è malato è un segno tangibile di progresso.

Nello specifico, la direttiva comunitaria in materia è già pienamente operativa. Ma i cittadini, che sono i veri destinatari del provvedimento pensato per favorire l'eccellenza assistenziale al di là dei confini naturali (e delle inefficienze di ogni Paese), sono poco o per nulla informati. Meno di due individui su 10 conoscono il proprio diritto di ricevere cure all'estero e appena uno su 10 è consapevole dell'esistenza dei punti nazionali di contatto, pensati proprio per fornire tutte le informazioni necessarie garantendo qualità e sicurezza. La consapevolezza crolla dal 24% registrato a Malta al 6% della Gran Bretagna. Mentre l'Italia di ferma a un misero 10%.

La conseguenza di questa mancanza d'informazione è naturale: la mobilità dei pazienti sulla base della programmazione regolamentata dalla direttiva resta bassa. La domanda degli europei, al contrario, è molto elevata: quasi la metà dei cittadini esprimono disponibilità ad andare in un altro Paese per poter ricevere trattamenti adeguati. Difetta, in questo senso, anche la cruciale informazione sui diritti al rimborso per le prestazioni ricevute: soltanto 17 dei 21 Paesi che hanno previsto l'autorizzazione preventiva sono in grado di fornire informazioni adeguate sulle domande di autorizzazione.

Il gruppo di lavoro abbraccerà anche questi aspetti, per definire e delineare senza incertezze quali sono i diritti di cui possiamo godere nelle fasi più delicate della nostra vita.
L'interest group "European Patients' Rights and Cross-border Healthcare" lavorerà per:
- rafforzare la tutela dei diritti dei pazienti nella legislazione europea, a partire dall'adozione di quelli inclusi nella "Carta Europea dei Diritti del Malato".
- promuovere iniziative per incoraggiare e garantire la corretta applicazione della legislazione europea in materia di sicurezza dei pazienti, a partire dalla direttiva 2011/24/UE sui diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera.
- sostenere attivamente la Giornata Europea per i Diritti dei Pazienti (European Patients' Rights Day) e collaborare con le associazioni civiche e di pazienti a livello nazionale ed europeo.
- esortare il Parlamento Europeo a riconosce a livello istituzionale la Giornata Europea per i Diritti dei Pazienti.

I protagonisti:

La conferenza integrale:

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