L'abbiamo spuntata per due voti #BloccatiFondiAlNucleare

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Quante volte dovremo ribadire il nostro NO al nucleare?
Ci è mancato davvero poco, ma la buona notizia è che grazie ad un emendamento del Movimento 5 Stelle la follia pro-nuclearista contenuta nel rapporto sull'Unione Energetica è stata cancellata, definitivamente. Sul filo del rasoio, il Parlamento Europeo ha bocciato la risoluzione che prevedeva aiuti di Stato alle multinazionali dell'atomico. La votazione si è conclusa con 308 voti contrari e 306 a favore. Se fosse passata, il documento avrebbe chiesto a Bruxelles di sostenere programmi a livello nazionale e comunitario incentrati sullo sviluppo di nuovi reattori.

Questo è il folle testo che abbiamo bocciato:
"Sottolinea che l'energia nucleare dovrebbe essere sostenuta in qualsiasi forma dai meccanismi di finanziamento dell'UE o dalle istituzioni finanziarie dell'UE".
Ecco la lista di voto.

REFERENDUM INALIENABILI
Il portavoce Dario Tamburrano non si è fermato qui. Come tutti sanno il popolo italiano si è espresso sull'energia nucleare in ben due occasioni: nel 1987 e nel 2011. Grazie alla votazione di Strasburgo, questi referendum saranno finalmente considerati inalienabili. Ovvero, nessuno potrà metterne in discussione la veridicità, né intentare trucchi legislativi per aggirarne i quesiti, come fece il Governo Berlusconi nel 2008 riaprendo il dibattito.

OBIETTIVI PIU' VINCOLANTI
Grazie alla collaborazione con tutti gli altri gruppi politici, incredibile a dirsi, il Movimento 5 Stelle ha chiesto e ottenuto che nel testo finale della suddetta risoluzione fossero presenti obbiettivi più vincolanti (anche a livello nazionale) e ambiziosi per quanto riguarda i target europei in termini di energie rinnovabili ed efficenza energetica. Un processo lungo che ha avuto il suo compimento a Strasburgo, ma iniziato da lontano e attraverso numerosi passaggi legislativi in Commissione ITRE.

INSERITO ALLARME SUL FRACKING
Nel testo finale vengono anche riconosciute tutte le preoccupazioni in merito alla tecnica d'estrazione d'idrocarburi mediante frantumazione idraulica. Il processo denominato "fracking" consuma enormi quantità di acqua. I rischi ambientali associati alle sostanze chimiche impiegate come additivi, fino ai fluidi impiegati nel processo di fratturazione, sono - usando un eufemismo - poco conosciute. Inoltre, una cifra tra il 15% e l'80% dei fluidi iniettati ritorna in superficie come acqua di riflusso. Lo abbiamo messo "nero su bianco" anche in Europa.

INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI
Finalmente, dopo decenni che lo ripetiamo, gli investimenti atti a ridurre il fabbisogno di energia verranno considerati al pari di quelli per nuove infrastrutture. Quindi, parlando di edilizia, saranno agevolate le misure che mirano ad una riduzione del consumo dell'intera filiera. Questo snodo è di fondamentale importanza, specialmente per l'Italia, dato che abbiamo un bisogno estremo di ristrutturare il nostro patrimonio immobiliare (storico e non). Senza questa misura non si potrà nemmeno pensare di rompere la dipendenza energetica dall'estero.

UN PICCOLO MAL DI PANCIA
Il Movimento 5 Stelle ha mantenuto fede alle promesse fino alla fine. Agendo nel solo interesse dei cittadini ha comunque deciso di votare contro la risoluzione finale, che è passata con i voti del resto del Parlamento. Perché? Il testo manteneva un riferimento alla necessità di creare una regola per quegli Stati che volessero costruire nuovi reattori nucleari. Riteniamo che i Paesi membri non debbano avere la possibilità di maneggiare l'atomico come meglio credono. Il rischio, già ampiamente documentato dal passato, è il pericolo per la sicurezza; sia di coloro che ospitano le centrali ma anche, e soprattutto, delle nazioni confinanti (e quindi dell'intera UE).

In questo video il portavoce Dario Tamburrano vi spiega tutto nel dettaglio:

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