#Cop21 non è la rivoluzione sperata, ma...

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Non possiamo essere completamente soddisfatti dell'accordo presentato a Parigi questa mattina, anzi. Peró, dalla COP21 è uscito, com'era ovvio nel dialogo fra 195 nazioni e milioni di interessi diversi (e giá averle messe attorno a un tavolo non é poco), un compromesso. Come tale, non soddisferà a pieno nessuno. Non si dice, appunto, che un buon compromesso è quello in cui tutti sono un po' scontenti? Alla vigilia, come ricorderete, avevo dichiarato nella nostra trasmissione "ultima chiamata" di essere ottimista sull'accordo. Pensate che credessi che a Parigi si sarebbe detto "Ok, dal 2020 addio alla benzina e al petrolio, tutti a energia solare!"??? No, naturalmente no. Ero ben conscio del fatto che la trattativa sarebbe stata lunga e difficile e, soprattutto, fortemente condizionata dagli interessi economici. C'è poco da dire, le possibilità di cambiamento devono fare i conti con un'economia reale che non può cambiare dall'oggi al domani. Questo sicuramente è l'aspetto peggiore della Conferenza sul Clima. Era chiaro che ci si muovesse all'interno di uno scenario già noto. Era evidente che non ci fosse la volontà di effettuare un cambiamento paradigmatico fatto di scelte coraggiosissime e drastiche. Quello che s'è portata avanti è stata una strategia di riduzione del danno. Se ci atteniamo a queste premesse, e vogliamo restare ottimisti possiamo anche spingerci a vedere il bicchiere mezzo pieno. Vediamo perché.

In primo luogo, l'obiettivo globale - unico del quale s'è parlato a lungo sui media - è stato identificato in "restare ben al di sotto di un aumento globale delle temperature di 2 gradi centigradi, con tendenza all'1,5° C". Dopo tutto quel che si è detto, è un discreto target. Resta da dire che i piani dei singoli Stati andranno migliorati e poi correttamente implementati per arrivare a questo obiettivo, dato che quelli attuali sono insufficienti: allo stato attuale porterebbero infatti a un +2,7°C.

Buono anche il proposito di introdurre un meccanismo di revisione quinquennale dei piani statali, dal 2020 e un meccanismo di revisione, sempre quinquennale, degli stocktake (analisi globale, revisione globale?) dal 2023.

Meno positiva la strategia di medio/lungo periodo. Non amo le indefinitezze, e l'accordo ne è pieno. Prima fra tutte la strategia sulle emissioni in cui si parla di raggiungere il picco "as soon as possible" (ASAP, il più presto possibile) per poi arrivare ad un "bilanciamento fra emissioni antropiche e rimozioni e abbassamenti dei gas serra nella seconda metà del secolo". Prima si parlava di decarbonizzazione, ed era molto meglio, perché adesso si prevede di continuare ad emettere, ma bilanciando con tecniche di prelievo e stoccaggio, nella seconda metà del secolo. Troppo tardi e troppo vago.

Incerta l'efficacia di un accordo che non è legally binding (ed era quello che chiedevano tutti), nemmeno per quanto riguarda l'impegno finanziario (che parte con 100 miliardi di dollari come base): avevamo detto che l'aspetto vincolante non fosse necessario, e forse avrebbe favorito un'adesione più ampia dei Paesi in via di sviluppo... In effetti gli Stati che si sono compromessi con questo accordo sono oltre 10 volte tanti quelli che avevano aderito a Kyoto, quindi... Vedremo.

Ho visto che alcuni gruppi ambientalisti hanno protestato per le strade di Parigi appena visto l'ultimo documento: capisco lo sconforto, ma mi domando cosa si aspettassero. Io sono convinto che il cambiamento venga dal basso, non dall'alto. Sono le scelte personali di tutti noi, ogni giorno, a modificare il pianeta: quella alimentari, quelle casalinghe, quelle di trasporto, quelle di consumo. Ci dobbiamo pensare ogni giorno, non delegare a due settimane di incontri a Parigi il futuro della Terra. (Marco Affronte)



IL GRANDE IMBROGLIO

Dopo la passerella dei leader a Parigi è andato in scena il grande imbroglio. Guardando in faccia la realtà e leggendo i documenti che sono stati preparati in vista dell'accordo finale i negoziati hanno ucciso tutte le speranze che le Nazioni Unite avevano riposto organizzando la Conferenza sui cambiamenti climatici.

Ecco perché è stato solo un grande imbroglio:

SPONSOR. Lo sponsor principale è una casa automobilistica. Sui vari siti internet ufficialmente collegati all'evento ci sono anche i nomi di una società dell'energia strettamente legata ai combustibili fossili, banche, una compagnia aerea, multinazionali, un produttore di pneumatici. Tutte queste società difendono interessi che contribuiscono in modo massiccio alle emissioni di gas serra che la Cop21 doveva combattere.

LOBBY. A Parigi ci sono più lobbisti ingaggiati dalle multinazionali che rappresentanti delle organizzazioni non governative. La denuncia è arrivata da Katia Roux, responsabile Action Aid Francia, che in una intervista ha dichiarato: "il ruolo delle multinazionali è smisurato. Sono presenti ovunque, spingono per arrivare a dei compromessi vicini alle loro soluzioni. Ma quello che propongono sono false soluzioni che potrebbero avere degli effetti nocivi per l'ambiente e i diritti umani".

LA FINANZA. La gestione delle emissioni di CO2 avverrà attraverso strumenti finanziari. La grande finanza vuole che venga fissato a livello globale il prezzo da pagare per emettere gas serra, preferibilmente attraverso il "cap and trade": si stabilisce un tetto massimo di emissioni così da favorire la compravendita dei diritti di emissione al di sotto di questo tetto. Questo meccanismo è già presente in Europa con il sistema ETS e verrebbe adottato anche alla Cina. Visto che l'inquinamento in Europa non è diminuito, perché importare nel mondo quello che non ha funzionato? Perché così si aprirebbe un nuovo mercato globale - quello delle quote di emissione - che moltiplicheranno le transazioni finanziarie.

AEREI E NAVI. Perché sono stati escluse dalla trattativa le emissioni inquinanti delle aerei e delle navi? I negoziatori hanno risposto off the record che viaggiando su rotte e acque internazionali era difficile "assegnare" a un Paese la quota delle emissioni prodotte. E così Parigi ha prodotto la clamorosa contraddizione fra gli sforzi (a parole) dei Paesi sviluppati che puntano a tagliare le proprie emissioni dell'80% e l'inquinamento generato dagli aerei che è destinato a triplicare.

PETROLIO. L'Italia spende 3,5 miliardi di euro per sussidi alle fonti fossili, mentre impiega solo 84 milioni per il fondo verde per il clima. Gli italiani devono sapere come vengono spese le loro tasse. L'ultima analisi condotta da Oil Change International e CAN Europe dimostra che Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti sovvenzionano petrolio, carbone e gas per una cifra pari a 80 miliardi di dollari. I contribuenti pagano le lobby del petrolio, dunque pagano per inquinare il pianeta. Lo sapevate?

TTIP. Il Ttip è un trattato che ancora non esiste (non è stato approvato e i negoziati sono in alto mare) eppure già influenza le decisioni che l'Europa deve prendere. Questo documento esclusivo pubblicato su The Indipendent svela che la Commissione europea ha bloccato "due meccanismi considerati fondamentali nell'ambito della lotta ai cambiamenti climatici. Ovvero la possibile introduzione di misure per limitare gli impatti ambientali del commercio internazionale e il trasferimento di tecnologie ecologiche verso i paesi più poveri".

AGRICOLTURA. Le emissioni di gas serra prodotte da agricoltura, silvicoltura e pesca sono quasi raddoppiate nel corso degli ultimi 50 anni e potrebbero aumentare di un ulteriore 30% entro il 2050, eppure il capitolo dell'agricoltura ė stato subito escluso dalla discussione sul cambiamento climatico. Inoltre, il business delle multinazionali del cibo sta provocando disastri: la FAO, nel suo Rapporto del 2013 "Tackling climate change through livestock", ha stimato che l'allevamento agricolo è responsabile di circa il 14.5% delle emissioni di gas serra dell'intero pianeta. Questo settore influisce sul cambiamento climatico addirittura più dell'intero settore dei trasporti.

BAMBINI. A Parigi è arrivato l'appello dell'Unicef. In un rapporto appena pubblicato - Unless we act now: the impact of climate change on children - si dimostra scientificamente il peso sostenuto dai minori nei fenomeni relativi ai cambiamenti climatici. "Siccità e inondazioni sono minacce che pongono gravi rischi per tutti - si legge nel rapporto - ma i bambini, e in modo particolare i più poveri e i più vulnerabili, ne pagano le più gravi conseguenze".

MORTI. Sono stati calcolati i costi umani legati ai cambiamenti climatici. Dal 1995, dalla prima Conferenza sul clima - la cosiddetta Cop 1 - oltre il 90% delle maggiori catastrofi sono state causate proprio da uragani, inondazioni, siccità, ondate di calore o altri eventi legati alle estreme condizioni meteorologiche. In questi disastri hanno perso la vita 606.000 vite umane e oltre 4.1 milioni di persone sono rimaste ferite o hanno perso la casa. Se non si agisce subito per arrestare o prevenire i cambiamenti climatici, quante altre vittime dovremo piangere?


Il Movimento 5 Stelle era presente a Parigi e ha creduto nella speranza che Cop21 potesse cambiare davvero il mondo. Ecco cosa andava fatto:

- azzerare i sussidi all'industria petrolifera.

- potenziare i fondi europei (Life, Cosme e Horizon 2020) per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi.

- affermare le pratiche agricole biologiche e quelle del riciclo e del riuso nella gestione dei rifiuti.

- scommettere davvero sulle energie rinnovabili (e non citarle una sola volta nei documenti)

- sostenere gli sforzi dei Paesi in via di sviluppo per costruire ricchezza senza inquinamento.


VIDEO. Urlando "nulla ci fermerà, un altro mondo è possibile" osservatori e rappresentanti delle organizzazioni non governative hanno manifestato contro le ipotesi che di fatto non prevedono nessun sostanziale passo avanti nella lotta ai cambiamenti climatici. Ecco il video della protesta che nessun telegiornale vi ha mostrato.





Ecco il LIVE BLOGGING del M5S EUROPA che ha raccontato con aggiornamenti, inchieste, interviste e dirette la Conferenza dell'Onu per il clima di Parigi

venerdì 11 dicembre 2015

RUSH FINALE. L'ULTIMA BOZZA

(ore 09:36) Riprendono i lavori a Parigi per il rush finale di Cop21, la conferenza mondiale sul clima chiamata al raggiungimento di un accordo globale che rallenti almeno la crescita della febbre della Terra causa emissioni di gas serra, non più di 2 gradi rispetto all'era pre-industriale entro fine secolo. Ecco il testo della nuova bozza riscritta ieri notte. (M5S Europa)

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giovedì 10 dicembre 2015

IL TEMPO STA SCADENDO

(ore 18:00) E' indispensabile che i negoziatori a Parigi capiscano che non è più possibile guardare solo al proprio orticello, ma che se siamo qui è perché è necessaria una forte azione globale. Ed è la scienza che dovremmo ascoltare per evitare la catastrofe.
Cosa ci dice la scienza? Ci dice che se l'aumento della temperatura globale media sarà nei prossimi anni superiore a 1,5° centigradi i rischi connessi al riscaldamento del pianeta sia per la natura che per le attuali generazioni - lo dobbiamo sottolineare: non parliamo più delle "generazioni future" ma già di quelle attuali - saranno sempre in maggiore quantità e numero.

Occorre abbandonare le fonti fossili, cominciando a farlo davvero oggi. L'opzione che era prevista nell'accordo, che prevedeva una carbonizzazione entro il 2050, è un'opzione di minima che - se fosse abbandonata - equivarrebbe al suicidio. Ricordiamo inoltre che i cosiddetti "contributi nazionali" al momento presentati (e cioè le promesse di tagli delle emissioni effettuate dalle parti della conferenza e i relativi modi di implementazione) NON sono abbastanza consistenti per evitare un pericoloso riscaldamento del pianeta: se tutti i contributi fossero eseguiti alla perfezione nei modi e nei tempi, avremmo comunque un riscaldamento globale di + 2,7°!

Al momento quindi le buone intenzioni non sono ancora abbastanza, e non dobbiamo dimenticare che devono poi essere concretizzate ed è necessario sottoscrivere impegni vincoanti. Ormai fare riferimento all'ambizione non è abbastanza. Non è più sufficiente confidare nell'impegno volontario di alcuni contraenti. Occorre finanziare la lotta contro il cambiamento climatico, e raggiungere 100 miliardi di dollari USA entro il 2020 non basta più: occorre, e non solo su base volontaria, aggiungere altri fondi. Ma attenzione: si deve trattare di fondi che non vengono calcolati nell'ambito dei fondi per lottare contro la povertà ma di denaro che deve essere stanziato in maniera aggiuntiva rispetto a quelli esistenti per lo sviluppo. Occorre darsi dei target obbligatori da controllare periodicamente a livello internazionale sulla base delle responsabilità e delle capacità di ciascuno.

Ma si tratta di un processo al quale tutti devono contribuire, questo è assolutamente imprescindibile. Purtroppo ascoltare oggi l'International Marittime Organization (IMO, l'ente delle nazioni unite che unisce 179 paesi e uniforma le regole per la navigazione) è stato molto illuminante di come alcuni pretendano, con faccia di bronzo, di non fare la propria parte. Oggi infatti i responsabili di IMO hanno affermato che il problema delle emissioni marittime non può essere affidato alla conferenza sul clima ma deve essere risolto da loro internamente. Perché? Perché, hanno detto, le emissioni marittime sono solo il 2,2% del totale delle emissioni e grazie ai miglioramenti tecnologici nella costruzione delle navi riusciranno a fare in maniera da ridurre le emissioni, senza però voler impegnarsi a farlo ufficialmente con target obbligatori. Ricordate la foto con gli elefanti che ho fatto la scorsa settimana? Ecco, proprio quello. C'è un problema, quello dei trasporti marittimi e aerei, che qui a Parigi non si vuole vedere. E invece va affrontato.
Invece l'unica preoccupazione di IMO è quella di garantire che i Paesi loro aderenti garantiscano agli operatori del settore shipping una uniformità di trattamento. Questi operatori commerciali, che naturalmente cercano profitto dalle loro attività, potrebbero decidere di iscrivere le proprie navi a Stati o gruppi di Stati riuniti in organizzazioni regionali in cui le norme di navigazione marittima fossero meno stringenti di quelle IMO e così fare competizione a prezzi migliori visto che non dovrebbero sottostare alle regole dettate da necessità di tagliare emissioni.

Questo tipo di comportamento è un comportamento irresponsabile.B isogna far capire agli operatori economici privati che è meglio avere un pianeta pulito in cui fare business perché questo significa poter continuare a fare business. In mancanza di un pianeta pulito prima o poi anche il mondo del business sarà fagocitato dal nostro stesso inquinamento e dalla corsa al profitto. (Marco Affronte)


IL CIBO E' SOTTO ATTACCO

(ore 16:47) Le emissioni di gas serra provenienti da agricoltura, silvicoltura e pesca sono quasi raddoppiate nel corso degli ultimi 50 anni e potrebbero aumentare di un ulteriore 30% entro il 2050 se non verranno messe in campo misure concrete per contrastare il cambiamento climatico, come ha ricordato la Fao in occasione della giornata mondiale del suolo. Le nuove frontiere dell'agricoltura rispettosa del suolo si chiamano agricoltura biologica, agro-ecologia, agricoltura di conservazione. Queste tecniche producono suoli fertili, più ricchi di materia organica, e dunque di carbone, promuovono la rotazione delle sementi e la biodiversità e non utilizzano sostanze chimiche che impoveriscono il suolo. Questi suoli sono anche meno suscettibili di erosione e desertificazione e mantengono tutte le proprietà nutritive che consentono al suolo di essere più produttivo. Un suolo coltivato in maniera sana significa più biodiversità e cibo più sano a disposizione. Speriamo che i 195 capi di Stato e di Governo riuniti a Parigi per discutere di clima se ne rendano conto. (Marco Zullo)


IL TWEET ALLA COMMISSIONE


IL GOVERNO ITALIANO IN CONFUSIONE TOTALE

(ore 14:38) Ecco il tweet di Marco Affronte inviato al Ministro dell'Ambiente Galletti. Il governo ha letto la bozza dell'accordo?


POLITICHE EUROPEE INFLUENZATE DAL TTIP

(ore 13:35) Alla Conferenza Onu di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici Cop21 "a me la posizione dell'Unione europea proprio non piace, perché mette davanti a questo enorme problema la questione economica". Carlo Martelli, senatore del Movimento 5 stelle e vicepresidente della commissione Ambiente di Palazzo Madama, critica l'orientamento secondo il quale "qualunque soluzione che verrà trovata a Parigi non dovrà intervenire sugli accordi di libero scambio che si stanno negoziando o sono già conclusi". In questo modo, a suo avviso, è "come se l'Ue dicesse che non si può mettere alcun tipo di tassazione ambientale sui prodotti o sui servizi che arrivano da Paesi con i quali abbiamo accordi commerciali, o addirittura da quelli con cui stiamo ancora negoziando". Ecco l'intervista integrale al vicepresidente della Commissione Ambiente del Senato, il portavoce Carlo Martelli.



PIU' RIUSO, MENO RIFIUTI PER UN MONDO NUOVO

(ore 12:59) Nelle culture preurbane il rifiuto era in grado di reinserirsi nei cicli biologici naturali, l'avvento della società industriale ha cambiato tutto. È oggi necessaria una nuova trasformazione del concetto di rifiuto. Le imprese devono ripensare radicalmente gli attuali modelli di produzione, basati su una crescita illimitata. Dobbiamo iniziare a fare business puntando davvero sul riutilizzo, per creare così nuovi posti di lavoro verdi ed assicurare una prospettiva migliore alle future generazioni, con una rapida transizione verso un sistema economico, ed industriale, circolare. (David Borrelli)


LA GRANDE DELUSIONE DEL M5S

(ore 12:02) In questo video il portavoce Marco Affronte spiega perché Cop21 rischia di trasformarsi in un grande imbroglio.



DOCUMENTO SEGRETO RIVELA POSIZIONE AMBIGUA DELL'EUROPA

(ore 10:00) Il Ttip è un trattato che ancora non esiste (non è stato approvato e I negoziati sono in alto mare) eppure già influenza le decisioni che l'Europa deve prendere. Questo documento esclusivo pubblicato su The Indipendent svela che l'Europa sta bloccando "due meccanismi considerati fondamentali nell'ambito della lotta ai cambiamenti climatici. Ovvero la possibile introduzione di misure per limitare gli impatti ambientali del commercio internazionale, e il trasferimento di tecnologie ecologiche verso i paesi più poveri". (M5S Europa)


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mercoledì 09 dicembre

RIVOLTA CONTRO LA BOZZA DI ACCORDO

(ore 18:32) Grande delusione. La bozza presentata oggi dal Ministro degli Esteri francesi Laurent Fabius, sul quale stanno negoziando i 195 Paesi riuniti a Parigi, non soddisfa gli osservatori e i rappresentanti delle organizzazioni non governative. Urlando "nulla ci fermerà, un altro mondo è possibile" decine di persone hanno manifestato contro le ipotesi che di fatto non prevedono nessun sostanziale passo avanti nella lotta ai cambiamenti climatici. (M5S Europa). Ecco il video della protesta:



LA FRANCIA PRESENTA LA NUOVA BOZZA

(15:37) Ecco l'ultima bozza su cui i negoziatori cercano una convergenza alla Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi. Da questo si parte per il rush finale che dovrebbe portare a un accordo. Nella maggior parte degli articoli più controversi sono presenti tre opzioni: la soluzione che delude, quella ottimale e il compromesso. Adesso si fa sul serio. (M5S Europa)


IL BIOLOGICO RIMEDIO CONTRO L'INQUINAMENTO

(ore 12:45) Promuovere l'agricoltura biologica. Deve essere questo uno degli obiettivi primari al centro dell'accordo sul clima che i paesi dell'Onu stanno cercando di trovare in questi giorni a Parigi. Secondo studi recenti, se tutte le superfici agricole fossero coltivate con metodi biologici, le emissioni di Co2 causate dall'agricoltura potrebbero ridursi del 23% in Europa e del 36% negli Usa. E questo perché accrescere il tasso di sostanza organica nel terreno rappresenta il più importante sistema di assorbimento di carbonio sul nostro pianeta. Senza dimenticare che un'agricoltura biologica e sostenibile è anche il miglior strumento per prevenire il dissesto idrogeologico e i disastri che ne derivano. E' importante, infine, che tale obiettivo sia promosso nei paesi sviluppati, come in quelli in via di sviluppo ed emergenti. Non è solo una questione ambientale, ma anche etica e sociale. (Rosa D'Amato)



IL PUNTO SUI NEGOZIATI (DIARIO)

(ore 11:46) Ascolta e condividi il racconto sull'andamento dei negoziati. Nella Conferenza per i Cambiamenti Climatici di Parigi, Marco Affronte ha incontroato il Commissario Miguel Arias Cañete. Ecco in questo video come è andata.




(ore 11:37) IN ATTESA DELLE SOLUZIONI CONCRETE


IL PROGRAMMA DEI LAVORI DI OGGI




ATTESA PER NUOVA BOZZA DI ACCORDO

(ore 10:09) Meno tre giorni alla prevista chiusura dei lavori delle Conferenza sul Clima di Parigi. Il presidente della COP21 presenterà oggi alle 13 un nuovo progetto di accordo, risultato del lavoro a livello ministeriale di questi ultimi due giorni. "Adesso dobbiamo passare alla stesura del testo finale", ha detto Fabius ai ministri ieri sera, al termine di una giornata di intensi negoziati che però non hanno ancora sciolto i nodi principali. "Prevedo di presentare una versione ripulita del teso domani (oggi, ndr) alle 13", ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, aggiungendo "resta ancora un lavoro considerevole". A quel punto le delegazioni disporranno del pomeriggio per prendere conoscenza del testo , poi è convocata una nuova riunione alle 17 "per le vostre prime reazioni", ha concluso Fabius. "L'obiettivo è un testo finale in un tempo compatibile con l'adozione formale della COP per venerdì alle 18". (fonte, askanews)

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martedì 08 dicembre 2015

++ AGGIORNAMENTO DA PARIGI ++

(ore 19:08) I paesi piú ricchi, pari al 10%, sono responsabili del 49% delle emissioni globali. Ora questo 10%, che ha combinato un casino, dice al restante 90% che devono sí crescere, ma devono farlo in modo sostenibile... In sintesi, uno dei motivi per cui é cosí difficile trovare un buon accordo qui a Parigi. (Marco Affronte)




L'EVEREST CAMBIA: I GHIACCIAI DIVENTANO LAGHI.

(ore 17:45) Non credete ai cambiamenti climatici? Guardate le foto pubblicate dal Washington Post e riprese da Il Post. Sull'Everest, il tetto del mondo, i ghiacciai si sono trasformati in pozzanghere e piccoli laghi. Il riscaldamento globale non conosce confini.

L'OMBRA DELLE MULTINAZIONALI SUI NEGOZIATI

(ore 16:45) A Parigi ci sono più lobbisti che rappresentanti delle ONG. La denuncia arriva da Katia Roux, responsabile Action Aid Francia, che in una intervista dichiara: "il ruolo delle multinazionali è smisurato. Sono molto presenti, spingono per arrivare a dei compromessi vicini alle loro soluzioni, ma sono false soluzioni che potrebbero avere degli effetti nocivi per l'ambiente e i diritti umani". Ecco il tweet dell'intervista. (M5S Europa)


IL PUNTO SUI NEGOZIATI

(ore 16:14) Come stanno andando i negoziati di Parigi? Il punto di Marco Affronte in questo video.




IL MOVIMENTO 5 STELLE A PARIGI

(ore 15:18) FOTO. I portavoce del M5S al Senato Michela Montevecchi e al Parlamento europeo Marco Affronte stanno partecipando alla Conferenza sul clima di Parigi. Gli incontri di oggi li hanno visti impegnati con la presidenza lussemburghese del Consiglio europeo, con gli industriali della chimica e con il Ministro francese dell'Ambiente Segolène Royal. Obiettivo è convincere tutti sul traghettamento al modello di sviluppo che produce carbonio zero!




QUAL E' LA MAGGIORE CAUSA DI INQUINAMENTO AL MONDO?

(ore 13:09) Un video che racconta, attraverso slide animate, l'enorme ma sottovalutato impatto ambientale dell'industria zootecnica. Quale sarà il futuro del pianeta e delle sue specie viventi, se continueremo a rimanere indifferenti, a non cambiare le nostre abitudini consumando carne e prodotti di origine animale? Ne abbiamo parlato qualche giorno fa, qui al Parlamento europeo, con il team di Cowspiracy: The Sustainability Secret invitati da Eleonora Evi in vista di questa tanto attesa COP21. (M5S Europa)




I FONDI EUROPEI CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

(ore 11:59) Gli attori economici e politici devono includere il cambiamento climatico come un fattore chiave che influenza oltre la salute dei cittadini anche la sfera del lavoro e del business futuro. I fondi europei, come ad esempio LIFE , possono dare una sterzata importante nella tutela della biodiversita` e degli ecosistemi, nella creazione di aree verdi nei centri urbani. Oltre a un'azione di assorbimento degli inquinanti, infatti, i parchi e le aree verdi permettono il drenaggio e l'assorbimento delle acque anche in caso di eventi estremi, "compensando" la cementificazione che rende impermeabile il terreno. Il mantenimento di aree verdi naturali con elementi boschivi risulta inoltre utile per contrastare fenomeni franosi accentuati o indotti da piogge alluvionali. I fondi Horizon2020 e COSME per le PMI, danno sostegno allo sviluppo delle PMI innovative specializzate nell`efficientamento energetico, nelle energie rinnovabili e negli interventi contro il dissesto idrogeologico, nell`agricoltura biologica e nel turismo sostenibile. (Rosa D'Amato)


PERCHE' L' AGRICOLTURA E' ESCLUSA DAL NEGOZIATO?

(ore 11:04) Il 5 dicembre è stata la giornata mondiale del suolo voluta dall'Onu. La Fao ha organizzato una serie di incontri e conferenze per far comprendere la vera funzione del suolo e ne ho approfittato per fare due chiacchiere con il direttore della Fao a Bruxelles, Mustapha Sinaceur. Il suolo non serve soltanto per la produzione agricola, ma è l'elemento determinante per contrastare il cambiamento climatico. Peccato che l'agricoltura non venga considerata così importante dai potenti della terra, che hanno escluso il settore dalla discussione sul cambiamento climatico, come se l'agricoltura intensiva non producesse enormi quantità di gas serra. Senza contare il grande equivoco sul quale giocano i governi per favorire le multinazionali del cibo: la popolazione cresce, dunque dobbiamo produrre di più. Sbagliato. E lo dice anche la Fao che non parla di aumentare la produzione, ma di aumentare la produttività dei terreni. Come? Attraverso un'agricoltura che li rispetti, che non li eroda. (Marco Zullo)

VIDEO. Marco Zullo intervista il Presidente della Fao di Bruxelles.



600 MILA MORTI SULLA COSCIENZA

(ore 9:45) Un rapporto pubblicato settimana scorsa dall'Ufficio per la riduzione dei rischi delle Nazioni Unite ha calcolato i costi umani legati ai cambiamenti climatici. Dal 1995, dalla prima Conferenza sul clima - la cosiddetta Cop 1 - oltre il 90% delle maggiori catastrofi sono state causate proprio da uragani, inondazioni, siccità, ondate di calore o altri eventi legati alle estreme condizioni meteorologiche. In questi disastri hanno perso la vita 606.000 vite umane e oltre 4.1 milioni di persone sono rimaste ferite o hanno perso la casa. Se non si agisce subito per arrestare o prevenire i cambiamenti climatici, quante altre vittime dovremo piangere? (M5S Europa)

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lunedì 07 dicembre 2015

+++ AGGIORNAMENTO SUI NEGOZIATI +++

(ore 17:46) "Nessun passo avanti. Tutte le strade sono aperte". Con queste parole il Commissario europeo per l'azione per il clima Miguel Cañete riferisce ai parlamentari europei (il portavoce M5S Marco Affronte è presente) sull'andamento dei negoziati di Parigi. (M5S Europa)

FOTO. Il Commissario Cañete durante il suo intervento a Parigi davanti ai 15 parlamentari europei



ALLARME ROSSO A PECHINO

Per la prima volta nella sua storia a Pechino è allarme rosso. Il governo ha proclamato una allerta generale dopo che in città sono stati superati di ben 10 volte i limiti consentiti dalla legge dell'inquinamento. Questa foto parla da sola. Vorresti vivere in una città così?




COSI' VOGLIAMO SALVARE IL MONDO?

(ore 17:00) Ecco quanto spendono i "grandi" del mondo per tenere in vita l'industria del petrolio. Con i loro sussidi tutti questi Paesi stanno uccidendo il mondo (M5S Europa)



QUANTO CI COSTA IL PETROLIO?

(16:10) Ecco il testo adottato al termine della prima settimana di trattative: ha 48 pagine e comprende numerose opzioni e "nodi", nessun riferimento all'abbandono ai sussidi alle fonti fossili. La nuova analisi condotta da Oil Change International e CAN Europe appena rilasciata in occasione dei negoziati sul Cop21 delle Nazioni Unite rivela che Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti sovvenzionano a spese dei contribuenti petrolio, carbone e gas per 80 miliardi di dollari , mentre i loro impegni totali al Green Climate Fund ammontano solo 2 miliardi di dollari all'anno. Miliardi di dollari potrebbero essere utilizzati per sostenere l'azione per il clima e l'adattamento agli impatti climatici nei Paesi poveri, basterebbe spostare le centinaia di miliardi di dollari di sostegno pubblico per i combustibili fossili e usarli per invertire la rotta sull'azione per il clima.

L'ITALIA SPENDE 3,5 MILIARDI DI EURO PER SUSSIDI ALLE FONTI FOSSILI MENTRE IMPIEGA SOLO 84 MILIONI PER IL FONDO VERDE PER IL CLIMA, 42 VOLTE MENO. (Piernicola Pedicini)



PASSAPAROLA, I CAMBIAMENTI CLIMATICI MINACCIANO IL MONDO

(ore 14:31) Il Passaparola pubblicato sul blog www.beppegrillo.it è con Paola Albrito, Direttore Ufficio Onu per la riduzione dei disastri, e Barbara Mariani, Responsabile Clima ed Energia, Confindustria Bruxelles. Cosa si nasconde dietro #Cop21?

ASCOLTA E CONDIVIDI PER FAR CRESCERE CONSAPEVOLEZZA!



I BAMBINI LE PRIME VITTIME DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

(ore 12:58) A Parigi è arrivato l'appello dell'Unicef. In un rapporto appena pubblicato - Unless we act now: the impact of climate change on children - si dimostra scientificamente che i bambini sostengano il peso maggiore dei cambiamenti climatici. "Siccità e inondazioni sono minacce che pongono gravi rischi per tutti - si legge nel rapporto - ma i bambini, e in modo particolare i più poveri e i più vulnerabili, ne pagano le più gravi conseguenze". Unicef fa un appello ai leader del mondo: se tenete davvero alla vita dei bambini, bisogna agire immediatamente. (M5S Europa)



I NEGOZIATI ENTRANO NEL VIVO

(ore 10:05) Adesso si fa sul serio. Dopo la prima settimana dedicata a studi, analisi, approfondimenti e passerelle dei leader, la Conferenza di Parigi entra nel vivo. Ecco il link per osservare in diretta tutti i principali avvenimenti. Intanto, il portavoce al Parlamento europeo Marco Affronte è arrivato a Parigi per partecipare alla fase più importante, quella dei negoziati.

C'è un problema, evidente, che nessuno sembra voler affrontare nelle trattative di Parigi: non vengono mai prese in considerazione le emissioni di navi e aerei quando si parla dell'accordo. Per il Movimento 5 Stelle dovrebbero essere incluse. (M5S Europa)


FOTO. Marco Affronte con gli elefanti. Perché gli elefanti? Perché qua, quando c'è un grosso problema che tutti ignorano, dicono che c'è un elefante nella stanza.

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venerdì 04 dicembre 2015

IL GOVERNO SI VERGOGNI, A PARIGI SOLO IPOCRISIE E BUGIE

(12:45) Renzi arrivato a Parigi ha detto che serve un accordo vincolante, ma l'unico obiettivo vincolante per limitare la temperatura al di sotto dei 2° è limitare l'esplorazione e di nuovi giacimenti di fonti fossili e di petrolio, gas e carbone da riserve già conosciute come in Basilicata. Da un semplice conto aritmetico: secondo le stime prudenziali disponibili, la CO2 totale che sarebbe rilasciata nell'atmosfera se tutte le riserve oggi conosciute di combustibili fossili fossero bruciate è pari a 2.795 GT. Stiamo parlando, dei combustibili fossili già identificati e pronti ad essere estratti. D'altra parte, la massima quantità di CO2 che può essere prodotta dalla combustione futura dei combustibili fossili se vogliamo avere l'80% di probabilità di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 2°C (obiettivo peraltro per nulla prudente alla luce dell'accelerazione dei fenomeni legati al cambiamento climatico che emerge dagli studi più recenti) è pari a 565 GT.

Quindi, per rimanere al di sotto di 2°C, solo 565 GT di CO2 possono essere emesse, contro le 2.795 GT - cinque volte di più - pronte ad essere bruciate. E' evidente che limitare l'estrazione di combustibili fossili è molto più semplice da ottenere e molto più efficace che limitare le emissioni di CO2. Vista la posta in gioco, non solo non possiamo permetterci che la COP21 si traduca in un fallimento, ma non possiamo neanche accontentarci di misure parziali e di difficile implementazione. Renzi con lo Sblocca Italia nella realtà, ha raddoppiato le estrazioni e approvando decreti di compatibilità ambientale per nuovi permessi di ricerca e concessioni di estrazione petrolifera. (Piernicola Pedicini)


UNA IMMAGINE, UNA VERITA'

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IL RUOLO DI CINA E INDIA

(11:00) Se è vero che Europa e Stati Uniti sono i mercati più appetibili per il commercio di Cina e India, queste ultime subirebbero un pesante tracollo finanziario qualora sospendessimo i commerci con loro. Dobbiamo quindi fare leva su questo immenso potere negoziale e sfruttarlo per costringere Cina e India ad adeguarsi ai parametri. La Cina inoltre parla di un lontanissimo 2030 per avere soglie vincolanti ma io mi chiedo se per allora avremo ancora un pianeta da difendere! (Fabio Massimo Castaldo)


UN ACCORDO AL RIBASSO NON SALVERA' IL PIANETA

(ore 9:30) Se tutti i Paesi mantenessero le promesse di taglio delle emissioni con cui si sono presentate a Parigi, entro fine secolo la temperatura globale aumenterebbe di 2,7 gradi. Siamo quindi ben oltre l'aumento di 2 gradi che gli scienziati considerano una sorta di punto di non ritorno, un limite oltre il quale i danni causati dal riscaldamento globale sono considerati irreversibili. Come possiamo essere soddisfatti con queste premesse? In questi giorni si parla tanto di nuovo accordo sul clima. Ma se l'accordo non sarà vincolante chi rispetterà gli obiettivi di taglio delle emissioni? Un accordo vincolante non è credibile. Per il Movimento 5 Stelle non è importante l'accordo, ma la QUALITA' dell'accordo che verrà raggiunto a Parigi. Qualità significa sapere con precisione quali siano gli impegni finanziari messi sul piatto dai Ue, Usa e dagli altri Stati per garantire la transizione energetica. Qualità significa monitorare le azioni messe in campo dagli Stati e correggerle se inadeguate.
Qualità significa predisporre dei piani nazionali a supporto delle politiche di contrasto al cambiamento climatico. Bisogna sostenere la crescita delle fonti rinnovabili e disincentivare l'uso di fonti fossili. Se queste condizioni non saranno presenti nell'accordo, non potremmo certo esultare se l'Etiopia si impegna a tagliare le emissioni di gas serra del 64%. (Marco Zullo)

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giovedì 03 dicembre 2015

LE PROPOSTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE VOLANO A PARIGI

(ore 17:35) Parigi non deve essere una passerella per i leader. Basta annunci, promesse, parole già ascoltate in passato. Per il Movimento 5 Stelle a Parigi si deve trovare un accordo coercitivo per tutti gli Stati: i risultati approvati devono essere monitorati da un organismo indipendente che preveda sanzioni se i Paesi non attuano gli accordi. I Paesi più sviluppati inoltre devono accelerare nella conversione della loro produzione di energia. Le rinnovabili sono LA risorsa. Ecco che cosa dirà a Parigi il portavoce Marco Affronte che rappresenta il Parlamento europeo. In bocca al lupo, Marco. In alto i cuori. Ascolta e condividi questo video.




CEMENTO E FOSSILE, A PARIGI L'ITALIA NON DA' IL BUON ESEMPIO

(ore 16:23) Sarebbe stato bello vedere a fianco ai leader del mondo anche i sindaci e i rappresentati degli enti locali. Il riscaldamento globale si deve combattere infatti, prima di tutto, sul territorio. La regione in cui sono nato - la Lombardia - è vittima tutti i giorni di una sempre più selvaggia azione politica di cementificazione e consumo di suolo. I polmoni verdi vengono tagliati per far posto a infrastrutture ambientalmente ed economicamente insostenibili come le autostrade BreBeMi, Tangenziale Est Esterna di Milano, Pedemontana Lombarda. Inoltre, si continua a investire su progetti, legati al fossile, che seguono logiche d'interesse finanziario più che di buon senso; un esempio è il nuovo progetto Gas Storage di Cornegliano a Lodi, che rientra nei progetti finanziabili dal piano Juncker con l'avallo della Banca Europea degli Investimenti e della Commissione europea. Cemento e fossile, così l'Italia vuole combattere il riscaldamento globale? (Marco Valli)


L'ITALIA RISCHIA DI PERDERE LE SUE SPIAGGE E I SUOI PORTI

(15:35) Le saline di Trapani, la foce del Tevere, la laguna di Venezia o il porto di Cagliari. I cambiamenti climatici rischiano di rosicchiare mezza Italia, quella più bella, quella che rende unica nel mondo la nostra Penisola. E' il risultato di uno studio scientifico appena pubblicato da Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile). "Per collocazione geografica e conformazione, infatti, l'Italia è più esposta di altre zone all'impatto dell'aumento delle temperature globali, con il rischio di diventare già in questo secolo sempre più simile al Nord Africa, ma anche di vedere sommerse dal mare aree costiere particolarmente vulnerabili, ben 33 in tutto il territorio nazionale". (M5S Europa)

Il portale del cinema italiano per l'ambiente ha prodotto questo video che aiuta capire perché bisogna passare a Parigi dalle belle parole ai fatti. SALVIAMO L'ITALIA.




SIAMO RESPONSABILI DI QUELLO CHE MANGIAMO

(ore 14:18) La quasi totalità delle carni e dei prodotti derivati che finiscono sulle nostre tavole proviene da allevamenti intensivi, i quali hanno un altissimo impatto ambientale influendo sull'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo. La FAO, nel suo Rapporto del 2013 "Tackling climate change through livestock", ha stimato che il settore è responsabile di circa il 14.5% delle emissioni di gas serra dell'intero pianeta. L'allevamento agricolo, infatti, influisce sul cambiamento climatico, addirittura superando l'intero settore dei trasporti. Alcuni numeri: per produrre 1kg di carne sono necessari 16.000 lt di acqua, una fattoria con 2.500 vacche da latte produce la stessa quantità di rifiuti di una città di 411.000 persone, 70 miliardi di animali di allevamento sono allevati ogni anno in tutto il mondo e più di 6 milioni di animali vengono uccisi per il cibo ogni ora. E' fondamentale fare informazione e creare consapevolezza in tutti i cittadini. Per questo motivo, il Movimento 5 Stelle Europa ha organizzato al Parlamento europeo la proiezione del documentario "Cowspiracy", il documentario sugli allevamenti intensivi realizzato attraverso il crowdfunding dai registi americani Keegan Kuhn e Kip Andersen. (Eleonora Evi)


SIT-IN DI PROTESTA A PARIGI

(12:09) Intanto, mentre i negoziati e i confronti tra le parti proseguono, alcuni attivisti hanno protestato per chiedere un accordo coraggioso che salvi il pianeta. Ecco la foto pubblicata su twitter. Come dargli torto...(M5S Europa)


COP21, IL PUNTO SUI NEGOZIATI

(ore 11:31) Il corrispondente da Parigi del Wall Street Journal rivela, in un editoriale pubblicato oggi, che i negoziatori stanno facendo i furbetti: "i leader del mondo stanno elaborando dei testi che prevedono il taglio delle emissioni di carbonio da parte dei Paesi. Ma non rientrano in questo taglio tutte le emissioni di anidride carbonica prodotte all'esterno dei loro confine". Le emissioni degli aerei o del trasporto marittimo, responsabile secondo un report presentato a Parigi del 4% delle emissioni globali di CO2, verrebbero dunque esentate. E perchè? Se l'inquinamento uccide il pianeta, non importa chi inquini, ma che sia fermato. (M5S Europa)


PROPOSTA M5S: CLAUSOLE AMBIENTALI NEI TRATTATI

(ore 10:00) La COP è da sempre una vetrina ideale per i Capi di Stato, bravissimi a riempirsi la bocca di parole lungimiranti e promesse encomiabili, ma deplorevoli quando si vanno poi ad analizzare le iniziative concrete. Almeno in questo, l'Europa è forse uno degli esempi più virtuosi, e in qualità di relatrice del report sulla Strategia Commerciale dell'UE, ho intenzione di proporre l'inserimento di clausole ambientali nei nostri trattati commerciali: si tratterebbe di un'ottima leva di negoziazione per pretendere dalla controparte il rispetto degli impegni presi in questi giorni. (Tiziana Beghin)


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mercoledì 02 dicembre 2015


DA PARIGI VOGLIAMO UN NO ALLE TRIVELLE

(ore 17:22) Auspico che la conferenza Cop 21 sui cambiamenti climatici in corso a Parigi si concluderà con annunci eclatanti. È necessario che un accordo per la limitazione delle emissioni inquinanti sia raggiunto dai 195 Paesi rappresentati al vertice e che sia vincolante. I settori industriali così si divideranno tra vincitori e vinti: avrà da guadagnarci il comparto delle tecnologie per il risparmio energetico, mentre aumenterà la pressione sui produttori di energia da carbone e petrolio ed i gruppi automobilistici in particolare, con effetti particolarmente pesanti su chi ama i prodotti fossili. Sono necessarie misure vincolanti contro il mondo degli idrocarburi, misure che obblighino a fare un passo indietro al Governo Renzi sulla spinosa questione delle inutili e dannose trivellazioni in Adriatico . (Daniela Aiuto)



ABBATTERE ALBERI PER COSTUIRE PASCOLI

(ore 17:02) La metà delle emissioni del pianeta provengono dal 10% degli abitanti più ricchi. E una delle principali cause è l'alimentazione (M5S Europa)



CAMBIAMENTI CLIMATICI, LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE

(ore 15:43) Ecco nel tweet di Marco Zatterin, corrispondente de La Stampa, le proposte della Commissione europea per contrastare i cambiamenti climatici (M5S Europa).


TUTTA LA VERITA' SULLA COP21

(ore 12:27) La Conferenza sui cambiamenti climatici non è una passerella per politici. Se le tv italiane questo non l'hanno capito, oggi il blog vi presenta un serio approfondimento con i protagonisti di Parigi: l'Onu che l'ha organizzata, il mondo delle Istituzioni che deve prendere delle decisioni e quello delle imprese, attori del modello di sviluppo.
FAI INFORMAZIONE. CONDIVIDI LA TV CHE VORRESTI




ANIDRIDE CARBONICA, I DATI DICONO CHE STIAMO SBAGLIANDO

(ore 9:35) Nonostante tutte le altre Cop precedenti (Kyoto, Copenhagen, Rio de Janiero, le più celebri) le emissioni di anidride carbonica negli ultimi 25 anni sono costantemente aumentate, come dimostra questa tabella prodotta dal'agenzia Afp. Cop21, Parigi, sarà diversa?



TERZA GIORNATA, NON ILLUDETE L'AFRICA PER FAVORE!

(ore 8:49) La terza giornata di confronto inizia nel segno dell'Africa. Il Presidente francese François Hollande ha promesso durante una riunione con una ventina di Capi di Stato africani ben 5 miliardi di euro per la costruzione di una grande "muraglia verde" che combatta la desertificazione che avanza sia verso sud che verso nord, verso l'Europa. Difficile fidarsi però della Francia che - come denunciato nei giorni scorsi dal portavoce Ignazio Corrao - ha trasformato gli aiuti allo sviluppo per i Paesi più poveri in prebende per le multinazionali del legno che stanno disboscando (e non sviluppando) la Repubblica centroafricana. Non usate l'Africa come merce di scambio, per favore! Il neocolonialismo ha causato disastri all'Africa e all'Occidente stesso (M5S Europa).

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martedì 01 dicembre 2015

L'INDIA PUNTA TUTTO SULL'ENERGIA SOLARE

(ore 19:10) Mentre l'Italia taglia le energie rinnovabili, un Paese molto più come l'India decide di investire miliardi di euro per raggiungere 12GW di energia ricavata dal solare nel 2016. Ecco il tweet dell'annuncio


LA BOZZA DEL DOCUMENTO SU CUI SI NEGOZIA

(ore 17:50) Dopo la passerella dei leader, si entra nel vivo della discussione con incontri collettivi e bilaterali fra I 190 Paesi presenti alla Conferenza del Clima di Parigi. Si parte da una bozza che il Movimento 5 Stelle vi mostra in esclusiva. Leggetela e fatevi una prima idea. All'interno c'è una data che preoccupa. La Cina inizierà a ridurre le proprie emissioni inquinanti a partire dal 2030. E' troppo tardi! Il pianeta sta morendo adesso (M5S Europa)


TUTTE LE BUGIE DI RENZI A PARIGI

(ore 16:20) In questi giorni sentirete Matteo Renzi giocare con i numeri per elemosinare un briciolo di visibilità anche da Parigi. Il Premier è impegnato a truccare la realtà per gonfiare il petto davanti ai giornali (che dimenticano sempre di fare la seconda domanda, magari dopo un fact-checking) e agli altri Paesi sparando cifre a caso sulla presunta eccellenza italiana nel campo delle energie rinnovabili. I numeri che il Presidente del Consiglio va ripetendo a pappagallo sono una lettura parziale e totalmente fuorviante di quella che è la realtà. Proprio mentre Renzi blatera dicendo che "l'Italia non ha bisogno di fare i compiti a casa" e che "siamo leader", ecco che l'Agenzia Europea per l'Ambiente annuncia che l'Italia è il Paese Europeo con più morti premature per inquinamento da polveri. Effettivamente, siamo leader, caro Renzi...

Il Premier dice che "l'Italia ha oltre un terzo della sua energia proveniente da fonti rinnovabili". Una bufala pazzesca. Quel dato si riferisce solo all'energia elettrica circolante sulla rete, non all'energia utilizzata dal sistema Paese Italia, quindi anche alle fonti primarie. Nel computo totale infatti è necessario mettere anche l'energia usata per il riscaldamento e il raffreddamento, oltre che - naturalmente - ai trasporti. In questo caso (lo certifica l'ISTAT) per l'Italia l'obiettivo è raggiungere, entro il 2020, un totale del 17% dell'energia usata da fonti rinnovabili. Oggi siamo a poco più del 12%. Il 37% di oggi di cui parla Renzi è dunque assolutamente inesistente. L'Italia ancora oggi usa principalmente idrocarburi (gas e petrolio), carbone ed energia importata - che a sua volta proviene da fonti fossili.

Questo inesistente "vantaggio" nei confronti degli altri Paesi evidentemente tranquillizza molto il nostro caro leader, se è vero come è vero che gli incentivi all'installazione di impianti rinnovabili sono ancora sospesi: dal 2011 al 2014 gli impianti di solare fotovoltaico e eolico installati in Italia sono crollati da 10.663 MegaWatt a soli 733 MW nel 2014 (Fonte: Legambiente). Questi numeri sono chiarissimi. Meno quelli invece che, ancora, promette Renzi, sempre più impegnato nella campagna delle mance: 4 miliardi di euro per il clima (?) da qui al 2020 ha dichiarato ieri. Tradotto, meno di un miliardo l'anno. Peccato che l'Italia, fra incentivi, riduzioni fiscali e sussidi elargisca quasi 9 miliardi di euro all'anno per supportare il consumo di energia da fonti fossili sui 330 miliardi che spende l'intera Unione Europea e i 5.300 miliardi a livello mondiale. (Marco Affronte)

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lunedì 30 novembre 2015

#COP21, ANCHE IL MOVIMENTO 5 STELLE E' A PARIGI

Due settimane per salvare il pianeta. Si è aperta a Parigi la XXI Conferenza delle Parti (COP21), un summit di tutti i Capi di Stato del mondo per salvare il pianeta che sta morendo soffocato dalle emissioni gas serra prodotte dall'uomo.

Il Movimento 5 Stelle sarà a Parigi con i portavoce Marco Affronte (Parlamento europeo), Mirko Busto e Massimo De Rosa (Camera dei Deputati). I portavoce saranno l'occhio, la mente e il cuore dei cittadini all'interno dei negoziati. Il loro obiettivo è quello di raccontare l'andamento delle tavole rotonde, degli incontri bilaterali e soprattutto vigilare sul comportamento dei Paesi ricchi che, in passato, si sono rifiutati di aiutare quelli poveri a investire in un modello di sviluppo non più legato all'inquinamento. L'energia si può produrre anche senza inquinare, basta volerlo. Basta sussidi ai petrolieri.

La notizia pubblicata oggi che l'Italia ha il record europeo per morti premature causate dallo smog non è una novità. Lo Stato e le Regioni se ne fregano della salute dei cittadini. Tutti i provvedimenti finora presi sono acqua fresca per far vedere che i politici fanno qualcosa, quando in realtà nulla sta cambiando. I cambiamenti climatici hanno un impatto economico, sociale e sulla vita dell'uomo.

Parigi non deve essere una passerella per i leader. Basta annunci, promesse, parole già ascoltate in passato. Per il Movimento 5 Stelle a Parigi si deve trovare un accordo coercitivo per tutti gli Stati: i risultati approvati devono essere monitorati da un organismo indipendente che preveda sanzioni se i Paesi non attuano gli accordi. I Paesi più sviluppati inoltre devono accelerare nella conversione della loro produzione di energia. Le rinnovabili sono LA risorsa.

Eppure l'Italia va in direzione opposta. Con il decreto Sblocca Italia, il governo ha "legalizzato" l'inquinamento autorizzando trivellazioni, discariche e inceneritori e soprattutto tagliando gli incentivi per le rinnovabili. Se questo è l'esempio, l'Italia dovrebbe restare fuori dalla Conferenza di Parigi. (M5S Europa)



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