Gli affari Isis-Erdogan, ci sono le prove

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"Il principale consumatore del petrolio rubato dai legittimi proprietari, Siria e Iraq, è la Turchia. Abbiamo le prove." La dichiarazione del governo russo conferma i dubbi sollevati dal Movimento 5 Stelle Europa in un post pubblicato settimana scorsa su connivenze, collaborazioni militari e affari della famiglia Erdogan e i terroristi dell'Isis.

Quelle che erano opacità, adesso diventano prove alla luce del sole. Il Ministero della Difesa russo ha ripreso tre vie d'accesso al confine fra la Turchia e la Siria e ci sarebbero i filmati del passaggio di camion che trasporterebbero almeno 200mila barili di petrolio al giorno. Secondo le stime del governo russo i jihadisti ricavano due miliardi di dollari l'anno da questo traffico, soldi con il quale finanziano gli attentati terroristici in Europa. Ecco le prove fotografiche.

L'Europa non può essere alleata di chi finanzia, direttamente e indirettamente, il terrorismo islamico. Negli ultimi 10 anni i contribuenti europei hanno finanziato il governo turco per oltre 9 miliardi di euro.

L'ultima tranche di 3 miliardi di euro stabilita domenica nel vertice Ue-Turchia a Bruxelles non deve essere versata, se prima non ci sono delle risposte chiare da parte di Erdogan. Da che parte sta la Turchia?

VIDEO. In questo video i portavoce del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao e Dario Tamburrano spiegano gli interessi geopolitici in gioco e chiedono che l'Europa cambi posizione.




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