crisifinlandia-euroinomani-m5s-5stelleeuropa-euro-fuoridalleuro-2.jpg


Che fine hanno fatto i falchi finlandesi?
Quelli alla Jyrki Katainen (ex primo ministro e attuale vice-presidente della Commissione Europea per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività) per intenderci, che rimarcavano le malefatte della Grecia intimandole la vendita del Partenone a copertura dei debiti. Ora, il nuovo Paese in recessione dell'Eurozona è proprio la Finlandia. L'ennesima prova del fallimento della moneta unica si abbatte sulla prima della classe: loro sì che avevano fatto tutti i compiti a casa.

DA PRIMA A ULTIMA
La Finlandia è la prima dell'UE nell'indice di competitività globale del World Economic Forum. È prima in tutto il mondo per le scuole primarie, l'istruzione superiore e la formazione, l'innovazione, i diritti di proprietà, la tutela della proprietà intellettuale, il quadro normativo e l'affidabilità legale, le politiche anti-monopolio, i collegamenti delle università in ricerca e sviluppo, la disponibilità di tecnologie. La corruzione non esiste in Finlandia, la parola mafia quasi non è scritta sul dizionario.
Eppure è in recessione. Anche solo per contiguità geografica, economica e sociale, verrebbe da pensare che se la Finlandia sta male, anche Svezia e Norvegia non versino in condizioni floride. E invece, se la prima sta tenendo il passo della Grecia (almeno in termini di andamento del PIL) le due vicine stanno macinando numeri economici da capogiro.

comparazione-PIL-2.jpg

LA CAUSA E' L'EURO
Cosa distingue le economie di Finlandia, Svezia e Norvegia? Principalmente esiste un fattore strutturale che le differenzia: l'Euro. Helsinki iniziò ad adottarlo dal primo gennaio del 1999. Stoccolma continua invece a "stamparsi" le sue corone svedesi (pur essendo nell'UE), mentre Oslo - oltre a produrre la corona norvegese - non è nemmeno all'interno dell'Unione Europea. Però possiamo stare tranquilli noi italiani, come dice la propaganda dei media la colpa non è della moneta unica. Se la Finlandia è in crisi, continuano a ripetere e ripetersi (anche nei corridoi del Parlamento Europeo), è colpa della Nokia, principale esportatore del Paese, finito nelle mani di Microsoft. O forse, dicono, tutto è da ricondurre al crollo della domanda di carta, o magari alle sanzioni comminate alla vicina Russia.
L'importante è fissare il dito, mentre uno stuolo di saggi indica con insistenza la luna. Fa male dirlo, ma la storia si ripete, ancora. "Il problema della Finlandia non è l'Euro, ma i salari troppo alti rispetto all'esportatore tedesco". A dirlo è Alexander Stubb, attuale ministro delle finanze finlandese nonché espressione dell'ingerenza della Troika nelle democrazie degli Stati. Gli omologhi italiani sono Mario Monti, Giorgio Napolitano, Matteo Renzi e compagnia bella.

IL PROBLEMA DELLA SVALUTAZIONE
Andava tutto bene fino al 2008, anno in cui le tre scandinave crescevano più o meno alla stessa velocità. Poi lo shock esterno, la crisi internazionale generata dagli USA, e la reazione delle monete. Oggi Svezia e Norvegia stanno bene perché in quegli anni hanno potuto fare una politica di svalutazione pura, andando a toccare la corona. Sapete invece qual è l'altro sistema per deprezzare una valuta? Tagliare i salari, unica strategia possibile quando hai ceduto la tua sovranità. Infatti, a smentire le parole del premier finlandese che vi abbiamo riportato, è la storia stessa del suo Paese. La Finlandia reagì rapidamente a una crisi ben più grave di quella del 2008, quando negli anni '90 (a seguito del crollo dell'URSS), il PIL si contrasse per tre anni consecutivi (1991-93), con una perdita complessiva di circa il 10%. Per ovviare al disastro sociale Helsinki decise di sganciarsi dallo SME - l'accordo per il mantenimento di una parità di cambio prefissata -, svalutando di oltre il 25%. Inoltre, grazie a politiche fiscali aggressive, passò da un surplus del 5% a un deficit del 6%, stimolando in maniera incredibile la domanda interna. Queste operazioni economiche, complicate per molti ma banali agli addetti ai lavori, sono negate dai Trattati europei e dal Patto di stabilità.

LA FINLANDIA: COME GUARDARSI ALLO SPECCHIO
La Finlandia di oggi è la proiezione dell'Unione Europea che verrà, qualora dovesse permanere la follia dell'Euro e degli euroinomani. La sinistra italiana, oggi rappresentata da Matteo Renzi, dovrebbe chiedersi dove ha smarrito i propri valori se l'unica politica concessa ai Governi è la svalutazione del lavoro (leggasi "Jobs Act") e la distruzione del welfare. E' già successo in Grecia, ce lo ricordiamo tutti. Sta succedendo in tutto il Sud Europa in maniera più o meno camuffata dalla comunicazione dei leader di Governo. Continuerà anche al Nord fino a quando resterà un solo grande esportatore: il Paese leader (Germania?) con una bilancia commerciale spaventosamente in surplus, mentre tutti gli altri saranno sommersi dal debito.

PENSIAMO AI FATTI
Non è populismo, sono fatti concreti. Dati, analisi e commenti di grandi economisti corroborano le nostre tesi. Il Movimento 5 Stelle continua la sua battaglia contro il vincolo di cambi fissi dell'Euro anche e soprattutto in Europa. I portavoce sono costantemente al lavoro, stanno costruendo un gruppo di lavoro internazionale con tutti i Paesi che si sono accorti o hanno cambiato idea sulla folle impostazione economica dell'UE. Saremo sempre di più. Chiediamo di avere la possibilità di uscire dalla moneta unica senza abbandonare i valori costituenti dell'Unione Europea. Non abbiamo scelto di entrarci, ci devono almeno dare la possibilità di cambiare i Trattati e decidere sulla nostra sovranità. Noi non molleremo mai.

Altri due grafici sulla situazione finlandese dall'introduzione dell'Euro:
produzione industriale-2.jpg
fallimenti-2.jpg
__________

Ascolta e diffondi la denuncia dei portavoce Marco Valli e Laura Agea:

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo