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Il governo sta svendendo il siderurgico italiano. Il decreto firmato dal Ministro Guidi affida il futuro occupazionale e ambientale dell'Ilva a una cordata di imprenditori amici. Nella nuova società avrà un peso determinante, inoltre, la Cassa Depositi e Prestiti con una percentuale che potrebbe oscillare tra il 35 e il 40 per cento. Il governo vuole usare la Cassa Depositi e Prestiti e il nuovo fondo strategico della Banca Europea degli Investimenti FEIS (il famoso piano Juncker), cioè i risparmi postali degli italiani detenuti dalla CdP e i soldi dei contribuenti al bilancio europeo nel FEIS.Tutto per garantire meno rischi possibili ai compratori delle grandi aziende private vicine alla politica e ai consigli d'amministrazione delle banche.

Fra i nomi che trapelano ci sono quelli del gruppo Marcegaglia alleata con Mittal. Ricordate la vicenda Alitalia? Ecco, che ritornano i capitani coraggiosi che investono con la garanzia dei risparmi degli italiani. Lo schema è semplice: se la nuova società farà utili se li terrà, mentre se ci saranno perdite queste saranno socializzate.

La città di Taranto subisce ancora una volta l'umiliazione di una pietra tombale che il Governo e la sua miope articolazione locale vogliono posare sulla necessità di riscatto e riconversione dello stabilimento e per la quale i portavoce del Movimento 5 Stelle non si arrenderanno MAI. Svendere il siderurgico di Taranto non farà che allungare l'agonia economica della fabbrica e quella sanitaria di Taranto. Vogliono riportare la produzione di acciaio a regime, delegando ai nuovi proprietari l'onere della cosiddetta opera di ambientalizzazione.

Sull'Ilva la Commissione europea è pronta ad aprire una procedura di infrazione verso l'Italia, considerando aiuti di Stato i 300 milioni di prestito inseriti nell'ultimo decreto legge, gli 800 milioni di prestito inseriti nella legge di Stabilità 2016 e gli altri 400 milioni garantiti con una legge del marzo 2015.

Questa è la seconda privatizzazione dell'Ilva negli ultimi venti anni. Adesso però le cose sono diverse. C'è il Movimento 5 Stelle che difende nelle Istituzioni quella parte di cittadinanza che vuole poter lavorare senza morire.


VIDEO. Stamattina, con un gruppo di operai Ilva, la portavoce al Parlamento europeo Rosa D'Amato ha manifestato davanti al Tribunale di Taranto. Dodici operai hanno denunciato all'autorità giudiziaria di aver subìto una inspiegabile e clamorosa violazione della loro privacy: documenti e dati sensibili sono stati disponibili per mesi sul sito della curatela, con nome, cognome, codice fiscale e addirittura IBAN di chi si è insinuato al passivo della Ilva S.p.A, in amministrazione straordinaria. Ecco le sue dichiarazioni ai giornalisti.


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