Olio e acciaio, governo assente in Ue #GovernoPericoloso

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A tagliare i nastri c'è la coda di Ministri e auto blu, quando invece bisogna difendere gli interessi degli italiani spariscono tutti. Ecco di che pasta è fatta il governo Renzi.

L'ACCIAO CINESE
Ieri a Bruxelles oltre 7 mila imprenditori e operai sono scesi in piazza per manifestare contro il riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina. I portavoce del Movimento 5 Stelle erano tra loro. In piazza c'erano Ministri spagnoli, francesi, britannici, lussemburghesi e tedeschi, i rappresentati dei Paesi che più risentono della concorrenza sleale cinese. Tutti tranne il Ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi che ha disertato la piazza e il successivo vertice politico con il Commissario Cecilia Malmström. La Guidi ha mandato un direttore generale che non è stato accettato al tavolo dei Ministri perché non era un politico. Ancora una volta l'Italia è stata tagliata fuori dalle decisioni che contano: nessuno ha rappresentato gli interessi di imprese e lavoratori dell'acciaio che, a causa del dumping cinese, ha perso un quarto della produzione totale in meno di sette anni. Una catastrofe.

L'OLIO TUNISINO
Fa persino peggio della Guidi il suo collega Maurizio Martina. Nel 2015 su 13 incontri del Consiglio europeo dell'Agricoltura ne ha disertati ben 9! Le sue recenti dichiarazioni contro l'import di 35mila tonnellate all'anno di olio dalla Tunisia fanno tenerezza: o non capisce nulla di come funziona l'Europa o è in malafede. Come fa a chiedere adesso alla Commissione europea un dietrofront? Il dietrofront doveva essere chiesto mesi fa quando la Commissione aveva elaborato, sottoscritto e inviato la proposta al Parlamento europeo per la ratifica finale. Il dietrofront doveva chiederlo alla sua compagna di partito Federica Mogherini, ideatrice del provvedimento. Poiché tocca al Parlamento europeo il prossimo 25 febbraio approvare o meno la proposta della Commissione, Martina dovrebbe, dunque, appellarsi al suo partito...ma come si sa i piddini sono i primi sponsor di questo suicidio economico per gli agricoltori italiani, avendo votato a favore di questo provvedimento in Commissione Commercio Internazionale. Se il 25 febbraio l'invasione dell'olio tunisino passerà in aula sarà solo per i voti decisivi del gruppo S&D, il cui capogruppo è un altro piddino, Gianni Pittella.

Siamo nelle mani di un governo di incapaci e assenteisti. Tutto questo è estremamente pericoloso per gli italiani.


VIDEO. Dov'erano i ministri del governo Renzi quando migliaia di lavoratori e imprenditori sono scesi in piazza a Bruxelles per difendere il loro lavoro? I portavoce del Movimento 5 Stelle David Borrelli, Tiziana Beghin e Laura Agea erano con loro.

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