In Europa chi denuncia l'evasione rischia dieci anni

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"Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre". Abramo Lincoln aveva capito di vivere in un mondo al contrario quando divenne presidente degli Stati Uniti d'America. Se dovesse vedere l'Europa, oggi, il suo pensiero non cambierebbe: perché quella in cui vivono 500 milioni di cittadini è un'Unione alla rovescia. Il francese Antoine Deltour (28 anni, ex impiegato della società di revisione Price Waterhouse Coopers, PWC), il cui nome non vedrete mai nel mainstream del nostro Paese, è il whistleblower che ha scoperchiato lo scandalo sulla mostruosa evasione fiscale del Lussemburgo.

Rischia 10 anni di carcere e una multa da oltre un milione di Euro. Colui che invece l'ha favorita per altrettanti 10 anni, con pratiche ai limiti se non oltre la legalità - parliamo di Jean-Claude Juncker, a capo del gran ducato per 18 anni - è stato promosso a presidente della Commissione Europea. Il tutto grazie al silenzio-assenso del Parlamento Europeo, con il PD e combriccola a lanciare i soliti slogan vuoti a cui non è seguito alcun fatto.

Il Movimento 5 Stelle difende gli informatori come Antoine Deltour, a Roma stiamo portando avanti importanti battaglie per cercare di proteggere questi scomodi paladini della verità detti whisleblowers. Due anni fa, quando scoppiò lo scandalo (il segreto di Pulcinella) Luxleaks, portammo Juncker e tutta la neo-non-eletta Commissione davanti al banco degli imputati a Strasburgo. I partiti allora difesero in massa il nuovo esecutivo e per smorzare l'opposizione venne istituita una Commissione speciale (non d'inchiesta), la TAXE, poi divenuta TAXE2, nella quale i portavoce Marco Valli e Marco Zanni hanno fatto un incredibile lavoro per individuare e bloccare queste pratiche elusive, proponendo soluzioni.

Ma al Parlamento Europeo non si sono accontentati di mandare al patibolo quelli che potremmo definire due eroi dei nostri tempi: appunto, Antoine Deltour e il più conosciuto Hervé Falciani. Qualche mese fa hanno anche voluto assolvere tutti i protagonisti della vicenda lussemburghese. Ricordiamo che lo scandalo Swissleaks, invece, è quello per cui è già stato condannato Falciani. Ma cos'hanno in comune "Swiss", "Lux" e i più recenti "Panama Papers"? Sono tre facce della stessa sporca medaglia. Nel primo sono stati scoperchiati i segreti di migliaia di evasori che utilizzano la Svizzera (loro complice) per evadere le tasse e arricchirsi a dismisura. Nel secondo al centro della scena è stato catapultato, dicevamo, il Lussemburgo.

Hervé Falciani e Antoine Deltour sono il simbolo martirizzato della dis-integrazione europea. Mosche bianche che combattono il marcio "da dentro", proprio mentre in Italia gli imprenditori chiudono per il carico fiscale elevato. Mentre ci viene ripetuto che i dipendenti "costano troppo" alle aziende visto il carico extra salario. In un mondo in cui le partite IVA devono sacrificare sei mesi del loro fatturato per pagare le imposte. Siamo criceti che corrono sulla ruota, comprati dagli 80 euro del presidente del Consiglio. Ma la pacchia sta per finire. I cittadini italiani ed europei si stanno svegliando: sono stanchi di sacrificare la loro vita per pagare i vizi dei maiali che siedono nei board delle multinazionali, a cui i politici fanno da camerieri.

Il Movimento 5 Stelle al Governo rovescerà il mondo per fargli assumere, finalmente, la sua giusta posizione. Intanto, se anche tu come noi vuoi far sentire la tua vicinanza ad Antoine Deltour, puoi firmare questa petizione online. Non molleremo mai.

Video archivio. Intervista a Falciani e Deltour:

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