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Immaginate due giocatori davanti al gioco da tavolo Risiko. Uno punta tutti i carri armati contro i territori dell'altro che risponde...non tirando i dadi. Fra Europa e Cina potrebbe andare proprio così: l'Europa alzerà bandiera bianca se entro il prossimo 11 dicembre concederà lo status di economia di mercato (MES) alla Cina. Con questo scenario cadranno automaticamente tutti gli strumenti di difesa commerciale che servono a difendere le imprese europee da pratiche sleali. Le parole di Cecilia Malmström, Commissario europeo al Commercio Internazionale, non lasciano presagire nulla di buono. Nel suo ultimo intervento pubblico si è decisamente schierata a favore di questa concessione, paventando "serie conseguenze umane ed economiche sull'Europa". Questo è terrorismo psicologico. Le uniche conseguenze che oggi l'Europa conosce sono quelle che vivono le imprese vittime della concorrenza sleale cinese. Negli ultimi 5 anni il numero delle misure antidumping approvate dalla Commissione europea sono state costanti.

TABELLA. Le misure antidumping prese dalla Commissione europea negli ultimi 5 anni.

I settori più colpiti dalla concorrenza sleale sono: siderurgia, meccanica, chimica, ceramica, bulloneria, carta, calzature, tessile e arredo. Dietro ogni misura di difesa approvata ci sono anni di sacrifici di aziende e lavoratori costretti a dover gareggiare con un concorrente dopato da sovvenzioni pubbliche, costi dell'energia bassissimi, sfruttamento della manodopera, anche quella minorile. I dati relativi ai Paesi di provenienza dei prodotti assoggettati a inchiesta da parte della Commissione europea non lasciano dubbi su chi gioca sporco:


TABELLA. Nel 2015 una nuova procedura d'inchiesta aperta su due ha riguardato la Cina.



Alla Cina fa gola il più grande mercato del mondo
e lo aggredisce ogni giorno senza il benché minimo rispetto. Che fine faranno tutte le imprese che oggi riescono a stare a galla grazie ai dazi commerciali imposte ai prodotti cinesi? I dati più aggiornati relativi alle indagini aperte dalla Commissione europea nel primo trimestre del 2016 confermano questo trend.


TABELLA. Nel 2016 su 9 indagini aperte, ben 7 riguardano la Cina




C'è solo un modo per difendere le imprese europee dall'estinzione: dire #NoMesCina. Il Movimento 5 Stelle ha lanciato una ambiziosa consultazione pubblica in tutta Europa. I cittadini hanno a disposizione il sito web www.meschinawhynot.eu per poter esprimere la propria opinione. Solo così si possono contrastare decisioni prese a porte chiuse.

VIDEO. David Borrelli spiega come partecipare alla consultazione pubblica #NoMesCina




Per informare i cittadini della votazione e dei rischi dell'invasione cinese i portavoce del Movimento 5 Stelle hanno organizzato degli incontri pubblici in queste città ai quali siete tutti invitati:

Bologna: Venerdì 1 aprile h20 (Centro congressi 7gold, via dell'arcoveggio 49/5)
Milano: Sabato 2 aprile h14 (Lombarday, Piazza Natale Confalonieri 3 Cinisello Balsamo)
Roma: Domenica 3 aprile h11 (Roma Scout Center, Largo dello Scautismo 1 )
Napoli: Domenica 3 aprile h16 (Mumble Rumble Club (Via Giuseppe Bonito 19 B)
Verona: Venerdì 8 aprile h20.30 (Teatro Stimate, Via Carlo Montanari)
Torino: Sabato 9 aprile h11 (Centro #SosEquitalia, Via Talucchi 2)

Questo è il primo esempio di democrazia diretta organizzata direttamente da una Istituzione europea. Facciamo vincere l'Europa dei cittadini! PARTECIPA ANCHE TU e passaparola!

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