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Il ruolo dell'EFSA, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, è stata al centro del dibattito nel corso degli ultimi mesi per via dello scontro, avvenuto con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in merito alla cancerogenicità del glifosato. Da una parte l'agenzia UE lo definiva "probabile non cancerogeno", mentre lo IARC lo etichettava come "possibile cancerogeno". Non è una guerra semantica, nemmeno una lotta che interessa l'ego della comunità scientifica. È piuttosto una battaglia di civiltà: i cittadini hanno il diritto di sapere cosa mangiano e se gli alimenti presenti nelle loro diete sono stati trattati o meno con sostanze chimiche di dubbia provenienza. E se, soprattutto, una multinazionale come la Monsanto può o meno indirizzare l'informazione appannaggio di una revisione scientifica piuttosto che un'altra. Ad oggi, con una mossa che vi abbiamo dettagliatamente spiegato in questo articolo, il glifosato è stato rinnovato per altri sette anni. Ma non è questo il punto.

IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE TRADITO
Il Movimento 5 Stelle, dalle sue origini, si batte per tutelare la salute dei cittadini, per fornire agli stessi tutti gli elementi utili ad una buona informazione. Specialmente in campo ambientale e alimentare. È una prerogativa che si dovrebbe dare per scontato all'interno dell'Unione Europea, visto che il principio di precauzione è sancito dai trattati internazionali. Purtroppo, a quasi due anni dall'ingresso della delegazione italiana del M5S al Parlamento Europeo, il famoso principio di precauzione passa sempre in secondo piano quando a fare la voce grossa sono le lobby. Il caso del glifosato fa scuola in questo senso.

LA MANCATA TRASPARENZA
Sembra incredibile, ma attualmente è impossibile sapere chi tra EFSA e IARC abbia ragione in materia di pesticidi, dato che l'agenzia europea utilizza per le sue analisi dati che non sono disponibili al cittadini. In questo quadro, la stessa EFSA non può considerarsi indipendente e trasparente: da un lato pende dalle labbra della Commissione Europea, dall'altra analizza elementi "oscuri" attraverso i quali fornisce analisi quantomeno discutibili. Nella sentenza sul glifosato, infatti, la comunità scientifica si è rivoltata, puntando il dito proprio su quei dati di partenza forniti dalla stessa Monsanto, ovvero dall'azienda che produce il principio attivo sotto inchiesta. Una contraddizione in termini che non può essere ulteriormente accettata.

LA SOLUZIONE DEL M5S
Il Movimento 5 Stelle, viste anche le recenti polemiche sul caso, ha deciso di fornire una soluzione definitiva. Ha proposto un emendamento chiave che impone, sempre, la trasparenza sui dati che vengono analizzati dall'EFSA. Questo per sgomberare ogni dubbio sull'indipendenza e sull'oggettività scientifica dell'agenzia. L'emendamento in questione è stato inserito nel discarico per il 2014 dell'autorità europea per la sicurezza alimentare. Ovvero in quel documento che concede o meno il bilancio e su cui, proprio il Parlamento Europeo, ha tutto il potere decisionale.

L'INVITO ALLE FORZE POLITICHE
Invitiamo tutte le forze politiche italiane (PD, Forza Italia, NCD e Lega Nord) e non solo a votare favorevolmente. Non possiamo più permetterci altri casi di cattiva informazione come quello sul glifosato; attualmente le zone d'ombra che la Commissione Europea vuole mantenere sono la mangiatoia delle lobby, capaci d'infilarsi tra le pieghe dei regolamenti facendo pendere o meno la bilancia a loro favore. È una situazione sintetizzata in maniera surreale dallo scontro, dicevamo, tra EFSA e IARC, che non si può e non si deve più ripetere. I cittadini pagano le agenzie europee, sono strutture al loro servizio. Meritano di sapere la verità.

Il voto in questione si terrà giovedì, nel corso della seduta plenaria di Bruxelles.
Se vuoi unirti a questa battaglia, fai sentire la tua voce e invita i partiti utilizzando: #FateComeNoi

Ecco l'emendamento:
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