L'#EuroNightmare corre veloce come il Titanic

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Pieter Cleppe, Head of Open Europe Brussels: "Per salvare l'Euro si è andati verso la centralizzazione. Ma ci sono numerosi studi che indicano come questo non sia il volere dei cittadini europei. Che desidererebbero l'esatto opposto. Inoltre, non c'è alcuna evidenza empirica che dimostri come un sistema basato su una moneta come l'Euro riesca a sopravvivere. Per questo è meglio discutere al più presto le alternative".

Jacques Sapir, Economist, Director of Studies at EHESS: "Affinché il federalismo funzioni, servirebbero 200 miliardi di Euro. Questi soldi dovrebbero essere trasferiti dai Paesi più ricchi (per la maggior parte dalla Germania). I tedeschi, tuttavia, non possono pagare simili somme altrimenti la loro economia andrebbe in frantumi. Le riforme necessarie per far funzionare l'UE erano chiare a tutti fin dal 1999, si parla di unione fiscale e sociale. Perché non sono state fatte?".

Roland Vaubel, Economist, Mannheim University: "Italia, Grecia, Malta e Finlandia non sono adatte a far parte dell'Eurozona. Non commerciano in prevalenza con la zona Euro, bensì col resto del mondo. È un assurdo non accorgersene. Inoltre, in un sistema di cambi fissi, se non puoi aggiustare la moneta sei costretto ad agire sui salari. È ciò che sta succedendo a Paesi come l'Italia, a cui deve essere data la possibilità di uscire dall'Euro senza lasciare l'Unione Europea".

Peter Oppenheimer, Economist, Oxford University: "Con l'Euro si è confuso il mezzo con il fine. Quando si blocca il tasso di cambio bisogna essere consapevoli che si stanno creando delle turbative sui mercati e sull'economia in generale. La Germania, oggi, sta usufruendo di una moneta svalutata per la propria economia, si sta arricchendo a dismisura non lasciando nemmeno le briciole ai Paesi mediterranei".

In questo momento l'Europa è come il Titanic. Angela Merkel e i suoi sottoposti sono il comandante che non vede (o si rifiuta di vedere) l'enorme montagna di ghiaccio contro cui ci stiamo per schiantare. La Commissione Europea, con tutti i suoi burocrati, sono i musicisti che continuano a suonare mentre la nave sta affondando. Perché in questa Europa che imbarca acqua ad ogni miglio, tutti fanno finta che nulla sia successo. Il Movimento 5 Stelle in Europa ha voluto da sempre cercare di aprire gli occhi anche agli altri gruppi politici. Le conferenze sui fallimenti dell'Euro che i portavoce Marco Zanni e Marco Valli hanno organizzato nel corso di questi due anni di lavoro hanno definitivamente rotto il tabù sull'uscita dalla moneta unica a livello istituzionale. L'ultimo di questi incontri - "How The European Dream Has Turned Into A Nightmare" - ha visto la partecipazione di numerosissimi economisti di prestigio (oltre a quelli di cui sopra anche Marco Mori - Lawyer, author of The Decline of Democracy, Legal Analysis of the Genesis of a European Dictatorship - e Lidia Undiemi - PHD in Law & Economist, author The Blackmail of the Markets) e di altre forze politiche, finalmente disposte a dialogare e ad aprire la mente su un tema così complesso. Da affrontare con la massima competenza possibile.

Siamo ormai prossimi ad altre due scadenze decisive e come il Titanic le stiamo abbracciando a velocità massima e senza alcuna precauzione. Da un lato la questione Grecia terrà ancora banco, probabilmente già nel mese di luglio. Andranno infatti in scadenza 2/3 miliardi di Euro di bond ellenici detenuti dalla Banca Centrale Europea, liquidità che il Governo greco dovrà chiedere in prestito per l'ennesima volta a creditori che potranno imporre condizionalità drammatiche. La stessa storia che si ripete fino a quando non ci sarà la definitiva rottura. In secondo luogo, l'UE sarà sottoposta all'esito del referendum inglese, che cambierà per forza di cose l'attuale assetto istituzionale indipendentemente dal suo esito.

Come dicevamo, per evitare di fare la fine del Titanic, occorre istituire il più velocemente possibile un Piano B credibile, attuabile e concordato. L'alternativa sarà rappresentata da un'azione unilaterale dei Governi, che romperebbero così lo schema tanto caro a Mario Draghi secondo cui: "L'Euro è irreversibile".

Il commento finale di Marco Zanni:

I video della conferenza:

Prima parte dell'incontro:

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