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La madre degli stolti è sempre incinta. Viene da pensare questo leggendo - carte alla mano - l'ultima follia proposta dai partiti di maggioranza del Parlamento Europeo. Grazie a Pervenche Berès (S&D, gruppo politico a cui appartiene il PD) e Reimer Boge (del PPE, a cui appartengono Forza Italia e NCD) si vorrebbero introdurre nell'UE una "istituzionalizzazione della Troika" e dulcis in fundo, un "ministero del tesoro comunitario". Sembra uno scherzo ma è la triste realtà che emerge leggendo i documenti discussi ieri in una riunione congiunta delle commissioni ECON e BUDG.
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- WORKING DOCUMENT 2
Ancora una volta non si prende atto del fallimento totale della moneta unica, ma si continuano a sprecare energie preziose per cercare di rianimare un paziente che ormai è morto da tempo, quando invece sarebbe importante lavorare su un piano B che archivi questa esperienza e permetta di ripartire.

L'ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLA TROIKA
La paradossale discussione, che vi invitiamo a rivedere integralmente perché contiene tutto il repertorio della retorica eurofila, è parte di un altro vano tentativo di salvare un progetto disastroso che ha portato milioni di cittadini europei in miseria. L'Eurozona è un progetto economicamente e politicamente insostenibile, come dimostrano gli ormai ultimi tentativi di tenerlo in piedi da parte degli eurocrati. Gli sforzi tecnici non sono affiancati dalla volontà politica: salvare oggi ciò che rimane dell'Unione Europea vorrebbe dire creare un gigantesco e permanente strumento di trasferimenti fiscali tra i Paesi creditori e quelli debitori. Quindi, presumibilmente, tra la Germania e il Sud dell'Europa. Come abbiamo già spiegato, ai teutonici verrebbero chiesti 200/300 miliardi di Euro all'anno da sborsare, una cifra che manderebbe per aria la loro economia drogata da un eccesso di surplus e da una moneta svalutata. Ecco che allora i tecnocrati, dando retta sempre e solo alla voce tedesca dell'UE, propongono un finto strumento di trasferimenti che non diventi unidirezionale o permanente. A questo dovrebbe essere affiancato il collegamento del bilancio dell'Eurozona alle mitologiche riforme strutturali, compiendo quindi il passo definitivo verso l'istituzionalizzazione della Troika.

INTANTO, IN GRECIA...
Sembra fantascienza ma è proprio quello di cui si è discusso al Parlamento Europeo mentre in Grecia la purga della Troika continua a sortire i suoi effetti. Il ministero della Salute ellenico ha chiesto ieri, con una lettera ai direttori sanitari, di girare tutti i contanti a disposizione su un conto corrente della Banca centrale. Senza un'intesa con i creditori i soldi in cassa finiranno a metà maggio, poi il paese potrà raccogliere capitali solo indebitandosi sul mercato. Secondo le elaborazioni del sito "macropolis.gr", inoltre, metà dei lavoratori greci vive sotto la soglia della povertà, mentre il 21% (ovvero un quinto) addirittura non è in grado di soddisfare i propri bisogni basilari. Questo numero sale alla cifra spaventosa e criminale del 44% per i disoccupati: un esercito di senza tetto causati dalla crisi euro-indotta e dalle folli politiche della Troika.

UN MINISTRO DEL TESORO UE
Un altro elemento di forte preoccupazione, questa volta per l'Italia, è il totale asservimento del Partito Democratico al volere dei tecnocrati. Manca completamente un mandato popolare che possa in qualche modo legittimare qualsiasi scelta, in ogni direzione. Sono ormai diversi, infatti, i report da cui spuntano alcuni elementi ricorrenti: "ministero del tesoro comunitario" con un "super ministro delle finanze europeo" sono i concetti in cima alla lista che Schaubel e Weidmann vorrebbero realizzare per stringere in maniera ancora più forte il cappio tedesco intorno all'Eurozona.

IL TOTALE SILENZIO DEL PARTITO DEMOCRATICO
Dai documenti partoriti da questi signori del nulla (ancora, ricordiamolo, S&D + PPE) non c'è il minimo accenno a qualsivoglia forma di democrazia: assente, solo per fare un esempio, una norma di "opt-out" che consenta ai Governi democraticamente eletti - attraverso un referendum popolare - di scegliere se restare o meno nell'Euro. Manca la libertà nel senso più ampio del termine: ad un Paese non viene data la possibilità di autodeterminarsi con una propria linea economica e politica. Se non attraverso quella imposta dall'Unione (asservita il più delle volte, come già accade, al volere delle lobby).

In questo senso il silenzio assordante dell'Italia è un fatto più che mai preoccupante: non possiamo avallare simili scelte nonostante i voti del PD prima abbiano legittimato l'austerità e la stessa Troika. È un accanimento terapeutico su di un paziente già spacciato. Riconquistiamo la nostra dignità e la nostra libertà, altrimenti pagheremo ancora, per generazioni e generazioni, i gravissimi errori commessi perpetrati da una classe politica inadeguata e connivente.

L'unica voce italiana fuori dal coro era quella rappresentata dal Movimento 5 Stelle attraverso i portavoce Marco Zanni e Marco Valli:

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