Gli Stati Uniti vogliono scatenare il caos

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A confini dell'Europa regna il caos. Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Turchia e adesso la storica alleanza con l'Arabia Saudita messa in discussione: nello scacchiere mediterraneo e mediorientale gli Stati Uniti non sono alla finestra. Le conseguenze del loro gioco ambiguo si ripercuotono in Europa e la crisi dei migranti ne è il più visibile frutto.


VIDEO. Per cercare di capire perché agli Stati Uniti conviene oggi il caos abbiamo intervistato Marcello Foa, giornalista e scrittore.




Perché Obama e Merkel difendono così tanto Erdogan?

Lo difendono per ragioni legate alla posizione della Turchia nello scacchiere a cavallo tra Europa e Asia. La Turchia ospita delle basi Nato da cui è possibile raggiungere qualsiasi scenario nel Medio Oriente. Obama e Merkel non vogliono perdere questo posizionamento strategico. Bisogna, inoltre, capire che cosa sta succedendo dietro le quinte. Registriamo delle politiche di facciata che vedono sia la Turchia che gli Stati Uniti combattono l'Isis, ma in realtà sia gli uni che gli altri hanno sostenuto apertamente in certi casi, anche se in maniera obliqua e sotterranea, i movimenti fondamentalisti islamici che da quattro anni cercano di rovesciare con la forza Assad. Fra questi movimenti c'è lo stesso Isis. Noi sappiamo che la Turchia commercia il petrolio dei pozzi iracheni sotto il controllo dell'Isis. Questo dimostra quanto il ruolo di Erdogan sia molto ambiguo. La sua figura dovrebbe essere, a mio giudizio, fonte di estrema preoccupazione per tutti gli occidentali e in realtà oggi viene considerato strumentale per il raggiungimento di altri obiettivi. Se analizziamo quello che sta succedendo in Europa, noi notiamo che la Merkel si è fatta mettere con le spalle al muro e oggi Erdogan ha un potere di ricatto enorme nei confronti di tutta l'Europa. Il suo atteggiamento è un aut aut: o europei mi date i soldi e mi fate entrare in Europa con una serie di condizioni vergognose o altrimenti non controllo più i flussi di profughi e vi invaderò con centinaia di migliaia di persone. Per cui la Merkel si fa ricattare da Erdogan e questo la dice lunga.


Erdogan sta islamizzando un Paese laico da più di un secolo. Gli Stati Uniti hanno ripreso la loro dottrina degli anni '70: sostenere il fondamentalismo islamico in funziona anti-russa?

Questa è una buona osservazione. Ciò accade ma non in maniera così esplicita come avvenuto negli anni '70. Io ho l'impressione che sia cambiato il paradigma: fino a qualche anno fa il Medio Oriente doveva rimanere stabile ad ogni costo, oggi invece interessa un Medio Oriente nel caos, preda di pulsioni molto forti e che coinvolgono anche Paesi ex amici. Non dimentichiamo che l'Egitto di Mubarak era uno dei più fedeli alleati di Washington e sappiamo che fine ha fatto Mubarak. Oggi l'Arabia Saudita sta finendo nel mirino con tutte queste fughe di notizie sulle pagine secretate sul rapporto dell'11 settembre: a giudicare dal tenore le rivelazioni che emergono sulla stampa americana indicano che l'Arabia Saudita non è più nel cuore di Washington. Un leader irresponsabile e molto pericoloso come Erdogan alla fine fa comodo oggi agli Stati Uniti, domani non si sa. Il disegno che ancora non abbiamo capito del tutto è quello di promuovere il caos in questa regione del mondo anziché la stabilità.


A chi conviene questo caos?

Agli Stati Uniti per ragioni che ancora non capiamo. Una delle ipotesi che si fanno è che gli Stati Uniti oggi siano in larga parte indipendenti grazie allo shale oil, il petrolio estratto dalle rocce in Alaska. Il petrolio del Medio Oriente non è più indispensabile per loro, non ha lo stesso valore strategico che ha avuto a lungo, per cui più caos c'è maggiore è la difficolta di approvvigionamento per i rivali strategici come la Cina. Questa è una ipotesi. L'altra ipotesi è che più c'è caos, più c'è bisogno di interventi miliari nell'area con tutto quello che questo comporta.


I documenti segreti di Ttipleks hanno svelato che gli Stati Uniti stanno facendo pressione per importare shale oil in Europa grazie al Ttip. E' casuale?

Il Ttip è scandaloso. I dettagli si conoscono con il contagocce e ma man mano che si vengono a sapere il quadro che emerge è di grande smarrimento per chi ha a cuore la democrazia. Il fatto che gli americani tentino di imporre lo shale il agli europei non mi stupisce perché loro proclamano molto il liberismo, il liberalismo o il libero mercato ma in realtà sanno difendere molto bene, e a volte con prevaricazione, gli interessi delle aziende che considerano strategiche. Gli americani quando ci sono questi interessi in gioco non sono affatto liberali o liberisti.


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