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Era già successo con l'EFSA. Ora a smentire il parere dello IARC sulla possibile canceroginicità del glifosato sono fonti interne allo stesso OMS. Una storia che ha dell'incredibile ma che può essere spiegata nonostante i tentativi di mistificare quella che è un'evidenza scientifica. Il tutto per erodere alla base il principio di precauzione alla base dei sistemi di valutazione europei. La Commissione Europea ha troppo potere. Calpesta il volere dei cittadini, del Parlamento Europeo e di qualsiasi parvenza di democrazia rimasta in UE. È davvero inquietante evidenziare i legami con le industrie del settore di due ricercatori che hanno preso parte ai lavori di valutazione del pesticida più venduto del mondo. Gli stessi che hanno portato OMS e FAO a contraddire il parere dell'Agenzia Internazionale sul Cancro (IARC), secondo cui il composto è un probabile cancerogeno per l'uomo. Come dicevamo, lo stesso copione già visto con l'EFSA.

La prima ad accorgersi del marcio dilagante è stata Greenpeace, vi citiamo l'articolo apparso su Test Magazine: "A denunciare il profilo ambiguo di Alan Boobis e Angelo Moretto, è stata Greenpeace, che con una nota ha dichiarato che entrambi "hanno legami con l'Istituto Life Sciences International (Ilsi). Ilsi Europa riceve la maggior parte dei suoi finanziamenti di esercizio e di ricerca da aziende private, inclusi i produttori di glifosato Dow e Monsanto. E l'Istituto di Salute e Scienze Ambientali dell'Ilsi, (Hesi) è finanziata principalmente da aziende private, tra cui, anche qui, i produttori di glifosato Dow, Monsanto e Syngenta". Tra i membri dell'Ilsi ci sono altri big mondiali come Nestlé, Coca cola, Exxon, Pepsi, Pfizer, McDonald, Novartis, Procter & Gamble.

Nello specifico, Alan Boobis è il vicepresidente della Ilsi Europa, e allo stesso tempo è il co-presidente del progetto Risk21 gestito dall'Hesi. Secondo Greenpeace, "Boobis è stato un membro attivo di Ilsi nel corso di molti anni e ha anche agito come consulente per aziende come Sumitomo Chemical". Angelo Moretto, invece, è un membro del team direttivo del progetto Risk21, ed è membro del consiglio di fondazione Hesi. Moretto si sarebbe dimesso da un panel sui pesticidi di esperti scientifici dell'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, per non aver dichiarato un interesse finanziario relativo alla valutazione delle sostanze chimiche. Un altro membro che fa parte del panel di esperti del Jmpr è Aldert Piersma , scienziato senior presso l'Istituto Nazionale per la salute pubblica e l'ambiente nei Paesi Bassi e consulente per progetti di Salute e Scienze Ambientali Istituto di Ilsi".

Lo studio dello IARC, è bene ricordarlo, è composto da un'analisi lunga 79 pagine accompagnate da altre 13 di riferimenti bibliografici. Della presunta smentita, é disponibile un sommario di poche pagine prive di bibliografia e di cui poco più di mezza é dedicata al glifosato. Ma nemmeno questo discutibile documento in realtà smentisce la valutazione dello IARC tanto che si legge che il composto non sembrerebbe essere cancerogeno nei ratti ma lo stesso non si può dire dei topi. I prodotti di degradazione dell'erbicida, inoltre, sembrerebbero essere in grado di alterare il sistema endocrino, un fenomeno che potrebbe essere attivato ad esposizioni e concentrazioni molto basse fino alla semplice molecola (nei casi di feti in particolari fasi di sviluppo). Esiste dunque un nemmeno velato tentativo di condizionare l'esito del comitato tecnico sui pesticidi che, proprio oggi, dovrà decidere sul rinnovo del composto.

Inoltre, la valutazione del rischio sul glifosato, dovrebbe comprendere almeno altri due aspetti controversi: l'impatto sugli ecosistemi (quelli acquatici in modo particolare) e le caratteristiche del prodotto quale, appunto, interferente endocrino. Sullo strapotere della Commissione bisogna ricordare che la stessa ha apertamente violato il regolamento biocidi e non ha osservato la sentenza di condanna della Corte di giustizia Europea. Ci sono due regolamenti (n.1107/2009 sui prodotti fitosanitari e n.528/2012 sui biocidi pesticidi non agricoli) che obbligano la Commissone ad agire. I rappresentanti dei cittadini avevano decretato il divieto in tutta Europa all'uso di pesticidi che abbiano l'effetto di interferenti endocrini e l'esecutivo europeo è stato chiamato a prendere tutte le misure necessarie attraverso atti delegati per proteggere la salute pubblica. Secondo questi regolamenti la Commissione Europea doveva adottare entro il dicembre 2013 criteri scientifici da utilizzare per poi definire i prodotti attivi da inserire in una lista di interferenti endocrini al fine di limitarne l'accesso al mercato e la presenza nelle nostre vite. Cosi non è stato. Su questo aspetto il Movimento 5 Stelle Europa ha proposto di chiedere la censura della Commissione Juncker.

Alla luce di tutti questi preoccupanti tentativi di screditare il più prestigioso istituto di valutazione di cancerogenicità operante dal 1970, i portavoce del M5S chiedono agli Stati membri, Italia in testa, di opporsi a qualsiasi forma di rinnovo dell'autorizzazione dell'erbicida.

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