A chi conviene la grande fuga dei giovani dall'Italia?

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Ogni anno 100.000 giovani lasciano l'Italia per cercare lavoro e fortuna all'estero. La ragione è semplice: in Italia la disoccupazione giovanile sfiora il 40%. Secondo alcune stime questa grande fuga è costata all'Italia 23 miliardi di euro di mancato gettito fiscale in 6 anni. I Paesi del Nord Europa - con la complicità della Commissione europea - hanno mille vantaggi da questa emigrazione di massa che, in molti casi, offre manodopera ben qualificata che si inserisce con successo nel mercato del lavoro.

L'Europa è complice di questo processo che sta impoverendo e desertificando i Paesi del Sud Europa perché con i vincoli dell'austerity nessuna politica seria di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro è possibile. E con il Jobs Act la precarietà è aumentata!


VIDEO. Solo il Movimento 5 Stelle chiede impegni seri contro la disoccupazione giovanile. Ecco l'intervento di Laura Agea al Parlamento europeo.




"Nel 2010 la Commissione europea comunicava al Parlamento e al Consiglio un'agenda per l'occupazione. L'obiettivo doveva essere quello di combattere la crisi e aumentare il livello di occupazione. La Comunicazione presentava obiettivi ambiziosi:

- riforma delle pensioni
- potenziamento dei servizi per l'impiego
- revisione della legislazione comunitaria in materia di occupazione
- aumento della mobilità dei lavoratori

Ad oggi, poco o nulla è stato fatto. E quel poco che è stato fatto, ha solo peggiorato la situazione della disoccupazione in Europa. Cosa dire delle riforme delle pensioni? Diversi Stati membri hanno adottato dei piani di riforma, proprio su incoraggiamento della Commissione europea. Basta guardare all'Italia o alla Grecia per capire quali siano stati i risultati. Cosa dire dell'aumento della mobilità dei lavoratori? La Commissione non può continuare a pensare che la soluzione sia incentivare i giovani a scappare dagli Stati in difficoltà per cercare salvezza in Nord Europa. Questa è la politica del "si salvi chi può". Questa Europa incoraggia i giovani a scappare dal loro Paese. Cosa dire della revisione della legislazione comunitaria sull'occupazione? Nel 2014 è stata approvata una nuova direttiva in materia di distacco dei lavoratori. Una direttiva che, fin da subito, si è presentata come un nulla di fatto. Sarebbe questa la grande risposta della Commissione alla crisi occupazionale?

Non è con i centri per l'impiego o con lo sfascio strutturale del sistema pensionistico europeo che l'Unione potrà uscire dalla crisi. Ma con decisioni concrete che rilancino la competitività di questa Unione a livello mondiale. E' proprio questo che i Cittadini si aspettano: DECISIONI serie. La Commissione non può continuare a emettere "Comunicazioni", "Agende", "Raccomandazioni", per poi scaricare ogni volta il barile della responsabilità sugli Stati Membri che, a loro volta, per rispettare l'austerity hanno le mani legate. Così non si va avanti!" (di Laura Agea)

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