Apocalisse smog #GallettiDoveSei?

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Ancora una volta il Ministro Galletti diserta un vertice europeo. Lo scorso 20 giugno tutti i Ministri dell'Ambiente degli Stati europei si sono riuniti a Bruxelles per stabilire la posizione comune sulle nuove soglie nazionali alle sostanze inquinanti dell'aria, dalle polveri sottili all'ossido d'azoto. Dopo lo stallo dei negoziati con la Commissione europea e il Parlamento (che grazie alla battaglia del Movimento 5 Stelle ha assunto una posizione più coraggiosa e ambiziosa), il Consiglio europeo dell'Ambiente ha deciso di riaprire i negoziati. L'Italia era presente con il Sottosegretario Silvia Velo che non ha difeso il diritto di milioni di italiani a respirare aria pulita. Il governo Renzi è eurodistruttivo perché non trasforma l'Europa in opportunità per l'Italia.

Il portavoce Piernicola Pedicini, coordinatore del gruppo Efdd della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo, svela i contenuti dell'ultimo trilogo (i negoziati fra Commissione, Consiglio e Parlamento) sulla qualità dell'aria. Recentemente l'Ocse ha messo in guardia sulle reali conseguenze dell'inquinamento che porterà 9 milioni di morti premature all'anno nei prossimi 4 decenni.

VIDEO. I Ministri dell'Ambiente degli Stati membri hanno annacquato la nuova direttiva sulla qualità dell'aria, approvata al Parlamento europeo. Adesso c'è libertà di inquinare. Ecco i dati




"Ennesima fumata nera sulla qualità dell'aria. Nella fase finale dei negoziati il Parlamento europeo, pur avendo trovato un compromesso al ribasso sugli obiettivi vincolanti al 2025, non ha ceduto al compromesso dei governi nazionali che volevano indebolire il livello di ambizione sui limiti nazionali di emissione (NEC) dei singoli Paesi.

Grazie anche al forte impegno del Movimento 5 Stelle sono stati bloccati i governi nazionali che volevano far passare delle modifiche alla direttiva che, da qui al 2030, non avrebbero ridotto l'aumento dell'inquinamento dell'aria che ogni anno provoca la colpevole morte di 430.000 cittadini europei (84.400 in Italia).

È deprimente vedere come i ministri nazionali, in particolare quelli dell'Italia, del Regno Unito, della Francia, della Romania e della Polonia possano piegarsi per favorire gli interessi dell'industria, delle case automobilistiche e dell'agribusiness contro la salute dei propri cittadini.

Il ministro dell'Ambiente italiano Galletti
(ancora una volta assente al Consiglio europeo dell'Ambiente del 20 giugno) dovrebbe spiegare cosa spinge un governo a favorire le lobby a scapito della salute pubblica. Nel 2030 Galletti non scalderà più la poltrona dove siede, ma noi abbiamo il dovere di individuare oggi le soluzioni per salvaguardare il futuro dei nostri figli e dei cittadini europei.

Dopo il Consiglio europeo dell'Ambiente del 20 giugno scorso, la presidenza Ue di turno, quella olandese, ha provato ad accelerare nelle ultime battute per trovare un accordo, ma è arrivata al tavolo con un mandato debole rispetto al livello di ambizione della Commissione e del Parlamento.

I punti principali sui quali non si è raggiunta l'intesa sono stati gli obiettivi di riduzione dei livelli annacquati, che porterebbero a circa 17 mila morti premature supplementari all'anno fino al 2030 (secondo le stime della Commissione, più di 100 mila morti tra oggi e il 2030) e l'esclusione del metano dal campo di applicazione e nessun riferimento all'accesso alla giustizia per gli eco-reati". (di Piernicola Pedicini)

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