L'infinita telenovela del glifosato, intervista a Eleonora Evi

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di affaritaliani.it (Tommaso Cinquemani)

Glifosato sì, glifosato no. É questo il dilemma che attanaglia i legislatori europei. Il glifosato (più correttamente glifosate) é l'erbicida più utilizzato al mondo e ad oggi il maggiore produttore é la statunitense Monsanto. Il prodotto viene spruzzato sulle colture, ma anche lungo strade e rotaie o negli spazi pubblici per uccidere le 'erbacce'. La Commissione doveva rinnovarne l'autorizzazione ad inizio anno, ma a Bruxelles sono in stallo.

Il punto é che lo Iarc (International agency for research on cancer) ha inserito il glifosato tra le sostanze 'probabilmente cancerogene'. A complicare la situazione ci ha pensato l'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che invece lo ha definito come 'probabilmente non cancerogeno'. Ecco dunque il motivo dello stallo.

Se il Parlamento europeo ad aprile ha chiesto una proroga di sette anni perché vengano effettuati nuovi studi, il Consiglio Ue (cioè i governi europei) hanno preferito non prendere decisioni lasciando la patata bollente alla Commissione europea che ha proposto un rinnovo di 18 mesi nell'attesa che l'Echa (European Chemical agency) presenti le conclusioni di un nuovo studio, previste per il 2017. Ora si attende che gli Stati prendano una decisione a riguardo, ma intanto in Parlamento a Strasburgo i deputati del Movimento 5 Stelle chiedono che il glifosato venga bandito.

Il perché lo abbiamo chiesto ad Eleonora Evi, che insieme ad altri eurodeputati ha eseguito un test delle urine risultando la 'più contaminata' della delegazione italiana.

Evi, perché chiedete che l'autorizzazione al glifosato non venga rinnovata?
"Per un principio di precauzione. É vero che non ci sono studi che affermino che il glifosato sia cancerogeno al cento per cento, ma io credo che basti la certezza che non lo sia per vietarne l'uso".

Lo Iarc ha inserito il glifosato in una lista di sostanze 'probabilmente cancerogene'. Nella stessa lista però ci sono anche alimenti come la carne rossa e le patatine fritte...
"Molti ne fanno una questione di quantità. É vero che certe sostanze tossiche se assunte a livelli bassi non hanno effetti. Il problema é che oltre ai possibili effetti cancerogeni, col glifosato ci sono probabili effetti come interferente endocrino".

Su questo c'é stato un voto del Parlamento europeo proprio settimana scorsa, di che cosa si tratta?
"Sono sostanze che interferiscono con il sistema ormonale e anche in minima dose hanno degli effetti negativi sul nostro organismo. Le conseguenze sono pesanti: gli studi parlano di malformazioni a livello del feto, difficoltà dell'apprendimento, infertilità...".

Su questo punto il Parlamento é stato molto duro con la Commissione, come mai?
"La Commissione già due anni fa aveva pronta la pubblicazione dei criteri con cui definire gli interferenti endocrini, che ad oggi non hanno una definizione chiara. É stato peró bloccato tutto con la scusa che mancava una valutazione socio-economica di tali criteri, nonostante la valutazione scientifica fosse giá stata fatta. Anche in questo caso ci sono degli interessi economici che qualcuno ha voluto difendere".

Chi é che ha bloccato il dossier?
"E' stata l'ex segretario generale della Commissione europea, l'irlandese Catherine Day. Le pressioni dell'industria su Bruxelles sono forti, lo abbiamo visto anche con l'Efsa".

Puó essere piú chiara?
"L'Efsa ha pubblicato uno studio in cui afferma che il glifosato é probabilmente non tossico. Noi peró facciamo fatica a ritenere l'Efsa un interlocutore credibile visto che alcune persone che lavorano lí provengono dal mondo dell'industria e hanno il compito di prendere decisioni sugli ex datori di lavoro. Inoltre l'Efsa non ha compiuto studi propri sul glifosato, ma ha rivalutato tutti gli studi giá utilizzati dallo Iarc piú alcuni non revisionati pubblicamente eseguiti da Monsanto stessa".

Il glifosato é l'erbicida più utilizzato in Europa. Per alcune colture é considerato essenziale. Eliminarlo dal commercio non rischia di colpire gli agricoltori?
"Ce ne rendiamo conto, ma qui si sta parlando della salute delle persone. Comunque la nostra proposta va al di là del glifosato: noi proponiamo una transizione del modello agricolo che abbandoni le logiche di massimizzazione delle produzione con l'uso della chimica e abbracci dei principi di sostenibilità, come quelli garantiti dal biologico".

Video archivio (maggio 2016). Gli sconvolgenti risultati dei test:

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