Dieselgate, M5S si appella al Mediatore Europeo

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Dopo lo scandalo Dieselgate e il conseguente risarcimento agli USA da parte di Volkswagen, il Movimento 5 Stelle è stata l'unica forza politica in Italia ed Europa a mettere in campo azioni concrete per ripagare i cittadini truffati ed avvelenati da decenni di truffe e finanziamenti ricevuti dalle case automobilistiche (tedesche e non). La portavoce Eleonora Evi ha recentemente depositato una denuncia al Mediatore Europeo (Ombudsman) per fare luce sulla vicenda e avviare finalmente un'indagine ufficiale a livello comunitario.

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Lo scorso 18 e 19 luglio, infatti, il Movimento 5 Stelle è stato ad Ispra, in visita al JRC, ovvero il Centro Comune di Ricerca della Commissione europea. L'occasione è stata organizzata nell'ambito della commissione d'inchiesta EMIS sullo scandalo Dieselgate. Durante la visita si sono visti in azione i famosi PEMS - "Portable Emission Measurement System" - che dovranno misurare le emissioni delle auto direttamente su strada come da nuova proposta legislativa della Commissione europea (che introduce i test RDE, "Real Driving Emission"). Sembrerebbe un'ottima notizia, se non fosse che, come vi avevamo già spiegato qui, la misurazione delle emissioni sarà di fatto annacquata dai "Fattori di Conformità". Ovvero, da quel moltiplicatore che consentirà alle auto d'inquinare un buon 110% in più fino al 2020 e poi un 50%, senza limiti di tempo.

Questi fattori sono stati fortemente voluti dai comitati tecnici (e quindi i vari governi degli Stati membri) e votati favorevolmente persino dal Parlamento europeo. Hanno deciso di tutelare beceri interessi nazionali e lobbistici, perché su questi moltiplicatori non vi sono spiegazioni tecniche che ne giustifichino l'esistenza. Si è trattato di una decisione puramente politica, una supposizione confermata "a telecamere spente", come si suol dire, anche dagli esperti tecnici del JRC.

Intanto, secondo i dati pubblicati da Emission Analytics, il 97% delle auto diesel supera il limiti consentiti tra le 11 e 22 volte: una scandalo perpetrato senza precedenti. Un problema enorme, soprattutto in Unione Europea dove circolano un numero doppio di vetture rispetto agli USA, di cui circa il 50% diesel (contro meno dell'1% di quelle oltreoceano). Siamo anche di fronte ad un problema di salute pubblica. Le morti premature in Europa causate da inquinamento atmosferico sono 460mila all'anno, per un costo sanitario dell'ordine dei 330 miliardi di Euro. I cittadini ci rimettono in salute, finanziano lo sviluppo di tecnologie alternative per le case automobilistiche (come è stato fatto per anni con i fasulli Euro5 ed Euro6) e pagano ancora per i costi sanitari.

Infine, come avevamo ribadito a Strasburgo in questa conferenza stampa, vari paesi europei come Francia, Olanda e Belgio hanno avviato indagini sul parco auto circolante. Nella maggior parte dei modelli testati le emissioni di Ossidi di azoto (Nox) risultano avere valori 6/7 volte superiori ai limiti consentiti per legge. Questi studi sono accessibili al pubblico: per questo, oggi, possiamo affermare che anche alcuni modelli FIAT risultano avere valori fuori norma. Eppure, il Ministro Graziano Delrio continua a non fornire informazioni circa le indagini che il suo ministero dice di aver condotto.

Ora non rimane che aspettare l'azione del Mediatore Europeo e se, e quando, il ministero italiano si degnerà di pubblicare i documenti. A partire da settembre la commissione d'inchiesta EMIS vedrà altre importanti audizioni che coinvolgeranno l'Italia, a partire dallo stesso Delrio, passando per le autorità di omologazione, arrivando alla direzione esecutiva del gruppo FCA.

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