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Vi ricordate cosa successe a marzo 2016? Grazie all'azione del Movimento 5 Stelle in Europa fu approvata una risoluzione dall'intero Parlamento europeo (a rappresentanza di 500 milioni di cittadini) che impegnava la Commissione Europea a non rinnovare l'accordo con Philip Morris. Oggi questa azione si è trasformata in realtà, perché l'esecutivo comunitario ha chiuso la possibilità di rinnovare l'accordo con la multinazionale del tabacco. Una battaglia portata avanti in particolare dal portavoce Piernicola Pedicini, il primo a denunciare il buco nero e lo strano giro di soldi alimentato da un sistema d'intese per nulla efficiente.

Si possono chiamare in mille modi gli "accordi" con l'industria del tabagismo, ma la sostanza non cambia. Nel 2003 l'Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la convenzione per la lotta al fumo: la cosiddetta "Framework Convention on Tobacco Control". Quest'ultima mira a ridurre in tutto il mondo le malattie e il numero di decessi dovuti al tabacco, e a fermare il mastodontico problema della contraffazione. Infatti, una grossa quota delle merci illegali proveniva direttamente dalle aziende produttrici, che hanno innumerevoli sedi distaccate in varie località. L'UE ha deciso di approvarla a modo suo, stringendo accordi con quattro principali produttori: "Philip Morris International" nel 2004, "Japan Tobacco" nel 2007, "British American Tobacco" nel 2010 e "Imperial Tobacco Limited", sempre nel 2010. Secondo i termini di queste intese pluriennali, i produttori devono pagare un totale collettivo di $ 2.150.000.000 a favore dell'UE e degli Stati membri.

Come denunciato dal Movimento 5 Stelle, il sistema anti-contraffazione ha fatto acqua da tutte le parti e i soldi pagati dalle multinazionali si sono dimostrati un'ingerenza politica a scapito dei cittadini. Solo per fare un esempio, nonostante la Commissione Europea abbia dichiarato prematura l'adozione di qualunque tecnologia per la tracciabilità prima della definizione degli standard, il Governo Italiano voleva affidare quest'ultima alla multinazionale Philip Morris (controllore e controllato in quel caso coinciderebbero). Invece di accogliere il protocollo contro il commercio illegale di tabacco dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del 2012, che all'articolo 8 prevede l'obbligo per i governi nazionali di non "appaltare" il monitoraggio ai produttori di tabacco, il Governo è andato va in direzione diametralmente opposta. Senza parlare della Fondazione Open del Primo Ministro, finanziata direttamente dalla stessa Philip Morris.

La Commissione europea ha dunque seguito il volere del Parlamento - seguendo a sua volta l'indicazione dei portavoce del Movimento 5 Stelle - per minare alla radice un problema su cui i soliti speculatori erano già pronti ad affilare le armi. L'invito all'esecutivo comunitario, inoltre, è quello di proporre un nuovo regolamento che istituisca un sistema indipendente e trasparente per la tracciabilità e rintracciabilità del tabacco grezzo tagliato, dei filtri e delle cartine utilizzati dall'industria del tabacco. In questo modo sono stati trasferiti in Europa tre principi fondanti del Movimento 5 Stelle: la lotta alla frode; la volontà di avere massima trasparenza; e la tutela della salute dei cittadini (italiani e di tutta l'Unione Europea).

Video archivio (febbraio e marzo 2016). Eccovi la battaglia del portavoce Piernicola Pedicini:

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