Rompicapo MPS, la quiete prima della tempesta

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Come farà il Governo a risolvere il rompicapo di Monte Paschi? Perché questa volta, in ballo, non ci sono solo i poveri azionisti dell'Etruria, ma l'intera stabilità di un sistema che è arrivato al capolinea. Né l'esecutivo italiano, né quello europeo (Commissione europea) possono permettersi un bail-in di proporzioni gigantesche, anche se stando alle regole che questi signori hanno sottoscritto dovrebbe essere l'unica opzione possibile. Il Governo italiano sa che un secondo bail-in distruggerebbe definitivamente la credibilità politica del Partito Democratico e probabilmente porterebbe al collasso il sistema bancario italiano; allo stesso modo la Commissione europea è consapevole che forzando il salva-banche su Monte Paschi - qualche settimana dopo la Brexit - si arriverebbe alla rottura definitiva non solo della Zona Euro, ma anche dell'Unione Europea. Una follia a cui l'Eurogruppo (ovvero i ministri delle finanze dei Paesi che adottano la moneta unica) sta cercando una soluzione.

Peccato che siano stati i rappresentanti del nostro Governo, nel corso degli anni, a generare il problema assieme a tutte le istituzioni dell'UE.

Questi dilettanti allo sbaraglio prima hanno accettato supinamente ogni vincolo europeo, senza nemmeno sapere cosa stessero firmando, e adesso negoziano in ginocchio a Bruxelles le possibili vie d'uscita. Sul banco ci potrebbe essere:

- creazione di una seconda (enorme) bad-bank: verrebbero impacchettate tutte le sofferenze attraverso uno schema che vi abbiamo già illustrato qui. Un'azione che replicherebbe il metodo Banca Etruria su scala nazionale: si trufferebbero i cittadini risparmiatori in modo che acquistino in maniera inconsapevole i pacchetti (tramite fondi di investimento di vario tipo). Quest'operazione non elimina il rischio delle centinaia di miliardi di crediti deteriorati del sistema bancario, ma lo sposta solo da un operatore (la banca) ad un altro, mettendo una pezza in termini temporali.

- rastrellamento di soldi per creare un altro fondo ibrido (forse a livello europeo?) simile al tristemente celebre Fondo Atlante (che potrebbe essere conseguente alla creazione della mega bad-bank): si inizierà lo smaltimento dei crediti deteriorati attraverso la creazione di un fondo. Ma il problema rimane lo stesso: da dove arrivano i soldi? Perché nel caso del Fondo Atlante non è stato ancora chiarito.

Nel caso del salva-banche non si è utilizzato il fondo interbancario (che, ricordiamolo, è privato) perché la normativa sugli aiuti, come specificò la Commissione europea, impedisce non solo di usare soldi pubblici, ma anche solo avere una regia pubblica allo schema. Due pesi e due misure: quando si tratta di cittadini truffati, il Governo e la Commissione europea non muovono un dito e interpretano in maniera ortodossa la normativa, mentre per liberare le banche dalla spazzatura si utilizza quella "flessibilità" che il buon Renzi tanto aveva propagandato.

In un mondo normale non ci si dovrebbe nemmeno porre il problema di utilizzare soldi pubblici o privati per salvare un sistema bancario. Inutile ricordare che a dicembre, per la prima volta, i risparmiatori che avevano investito in obbligazioni bancarie (che sono una cosa completamente diversa dalle obbligazioni "corporate") hanno perso il loro denaro. Non era mai successo prima perché la banca centrale (in questo caso Banca d'Italia) tramite il Governo aveva sempre esercitato una sorta di garanzia finale e di "moral suasion" verso il sistema bancario privato. Il problema reale è stato creato ad arte dalle regole comunitarie e all'interno di questo sistema, in conseguenza a una disastrosa gestione che vedeva dirigenti e politici italiani banchettare allegramente.

L'Italia ha avuto una concreta possibilità di ribaltare il dogma europeo già a dicembre: il Governo avrebbe potuto bypassare i vincoli facendo ricorso al bail-out come riportato dalla commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Le conseguenze sarebbero poi arrivate, non si sa quando e in quale misura. Ma una cosa è certa: l'Italia non può più accettare simili imposizioni, specialmente in virtù del fatto (e qui parliamo del rapporto costi/opportunità) che l'Unione Europea non restituirà mai i 40 miliardi di Euro che le banche italiane hanno perso in capitalizzazione di borsa durante il periodo post bail-in. Soprattutto, non ridarà indietro i risparmi ai 170mila risparmiatori truffati.

Secondo il Movimento 5 Stelle prima devono venire i cittadini. I loro risparmi sono tutelati dall'articolo 47 della Costituzione Italiana. Senza di essi non esisterebbe lo Stato, ovvero quella figura giuridica a cui le banche devono prestare umile servizio. I risultati portati a casa da questi dilettanti allo sbaraglio - che si sono accaniti nell'applicare alcuni Trattati fondati sul nulla -, parlano di un'instabilità fortissima del sistema bancario e di costi altissimi che gravano sui contribuenti. L'unico sistema bancario sano è quello regolamentato da una vera separazione bancaria e da una banca centrale pubblica che eviti il collasso provocato dall'ingordigia dei partiti.

Aprile 2014. Beppe Grillo all'assemblea di MPS:

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