Ttip e Ceta mettono nei guai il Ministro Calenda

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Chi ha messo Carlo Calenda a navigare la barca Italia nel mare tempestoso che dovrebbe portare verso il Ttip o il Ceta? Calenda ha lavorato in Ferrari, nella Sky di Rupert Murdoch e in Confindustria. Sceso in politica nel 2013 con Scelta Civica di Mario Monti, non viene eletto. Trombato alle elezioni viene ripescato dal governo Letta prima e con Renzi diventa ministro dello Sviluppo economico, un dicastero che, come ha dimostrato l'inchiesta giudiziaria Trivellopoli, è mangiatoia di affaristi e lobbisti. E proprio loro sono i principiali sponsor di Ttip e Ceta: due accordi commerciali che solo grazie alla forte iniziativa politica del Movimento 5 Stelle sono alla ribalta delle cronache politiche e delle analisi economiche. Hanno provato a negoziarli in segreto e a farli passare in sordina, ma Brexit ha dimostrato che i governi non possono prendere i voti e scappare. Devono rispettare la volontà dei cittadini. Senza il Movimento 5 Stelle e la dura opposizione di piazza di centinaia di migliaia di cittadini in tutta Europa, il Ttip sarebbe già concluso. Non è vero Calenda?

CETA
Lo scorso 30 maggio Calenda ha preso carta e penna e ha scritto una lettera alla Commissione europea chiedendo che il Ceta non venga approvato dal Parlamenti nazionali dei 28 Paesi membri. Fermiamoci per capire meglio: un Ministro trombato alle elezioni chiede, a nome di un governo non eletto da nessuno, che una Commissione non eletta dai cittadini sottoscriva Trattati senza il voto di Istituzioni democratiche ed elette a suffragio universale. Per fortuna Calenda conta come il due di picche, tant'è che la stessa Commissione europea gli ha risposto dando ragione al Movimento 5 Stelle: siamo orgogliosi che il Ceta sarà un accordo misto, votato cioè sia dalle Istituzioni europee, sia dai Parlamenti degli Stati membri, come da sempre il Movimento 5 Stelle chiede. Oltre a opportunità come meccanismi di protezione degli investimenti e un aumento delle quote di esportazione, dietro al Ceta si nasconde il grande rischio che passino dal Canada prodotti agricoli e alimentari Made in Usa, dove gli standard ambientali e sanitari sono molto bassi. I rappresentanti dei cittadini si devono esprimere.

TTIP
Assieme a quella della Merkel, la posizione di Calenda è in Europa la più liberista. Estremo difensore del Ttip, forse pensava di non dover mai rendere conto del suo operato. Peccato però una petizione contro il Ttip è stata sottoscritta da oltre 3 milioni di cittadini europei e che negli ultimi mesi milioni di cittadini siano scesi in piazza per dire no a questo Trattato. In una intervista Calenda ha detto che: "Il Ttip secondo me salta perché siamo arrivati troppo lunghi sulla negoziazione. C'è una mancanza di fiducia verso tutto quello che è internazionalizzazione e una mancanza di delega a una governance europea certa". No Calenda se il Ttip salta è solo grazie alla pressione di cittadini liberi che chiedono cibo sano, protezione per le loro piccole e medie imprese e standard ambientali che non uccidano il pianeta nel quale viviamo. Per un Ministro dei poteri forti questi sono concetti lontani, ma per milioni di cittadini questi sono diritti da difendere e non da svendere.


VIDEO. Il Ttip spiegato bene.

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