Le grandi manovre dietro il #Ttip e il #Ceta

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Le parole del vice cancelliere Sigmar Gabriel, che ha definito il Ttip un negoziato fallito, fanno ben sperare ma non sono risolutive. Il sipario sul Ttip calerà solo quando gli Stati membri ritireranno il mandato negoziale alla Commissione europea e invece nell'ultimo Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, Juncker ha chiesto e ottenuto dai 28 Capi di Stato la conferma del loro sostegno con un voto di fiducia.

Il Movimento 5 Stelle vigilerà fino a quando non ci sarà la parola fine su questo trattato pericoloso per l'economia europea e per la salute dei cittadini. Le grandi manovre delle lobby sono appena iniziate. Se il Ttip infatti rallenta, il suo gemello - il Ceta - invece accelera. La Commissione europea vuole bypassare il Parlamento europeo e quelli nazionali per applicare provvisoriamente il Ceta a tempo indeterminato con il sì della maggioranza qualificata del Consiglio europeo, che potrebbe arrivare già in ottobre. Se fosse così, le grandi multinazionali che vogliono occupare il mercato europeo avranno mani libere: dietro al Ceta si nasconde, infatti, il grande rischio che passino dal Canada prodotti agricoli e alimentari Made in Usa, dove gli standard ambientali e sanitari sono molto bassi. A questo punto, il Ttip non servirebbe più a nulla e potrebbe essere anche abbandonato...

Tuttavia, le parole del vice cancelliere Gabriel sono importanti e seguono quelle di Hollande. Il fiato sul collo dei cittadini sta dando i primi frutti. Le manifestazioni nelle piazze di tutta Europa si sono moltiplicate e sono state molto più partecipate del previsto. Secondo un sondaggio, meno del 20% dei tedeschi è favorevole al TTIP e il prossimo 17 settembre sono annunciate nuove proteste in tantissime città tedesche.

VIDEO. Ecco perché il Movimento 5 Stelle si oppone al Ttip, il trattato fatto su misura delle multinazionali. INFORMATI!




L'ANALISI. I portavoce al Parlamento europeo Tiziana Beghin e Dario Tamburrano spiegano le grandi manovre attorno al Ttip e il Ceta.

IL TTIP RALLENTA

"Il negoziato per il TTIP è di fatto definitivamente fallito. A pronunciare il de profundis del trattato transoceanico è stato il vice cancelliere e ministro dell'economia tedesco Sigmar Gabriel durante un'intervista concessa alla rete televisiva pubblica Zdf.

Il rappresentante dell'SPD ha sottolineato come in 14 round negoziali non si sia trovato un accordo in nemmeno 1 dei 27 capitoli che compongono il trattato. Dice Gabriel: "Gli europei non possono capitolare di fronte alle richieste degli statunitensi".

Sebbene in questi casi sia sempre saggio andare con i piedi di piombo, la certezza è che il castello confezionato da lobby e multinazionali sta inesorabilmente crollando!" (di Tiziana Beghin)


IL CETA ACCELERA

"Il contestatissimo trattato di libero scambio CETA fra UE e Canada - il gemello minore del TTIP - troverà presto attuazione provvisoria a tempo indeterminato (cioè anche in perpetuo) per dribblare l'indispensabile approvazione da parte dei parlamenti nazionali e del Parlamento Europeo: questo, almeno, è il piano della Commissione Europea rivelato dalla testata giornalistica Politico. Si creerà così un precedente per l'applicazione dell'indigeribile TTIP e soprattutto (come nel caso del referendum olandese sui rapporti fra UE ed Ucraina) l'Unione Europea renderà completamente ininfluente la volontà espressa dai cittadini o dai loro rappresentanti. Ovvero, seppellire la democrazia senza compilare il certificato di morte.

Come il TTIP, il CETA antepone i profitti ai cittadini e all'ambiente, apre alla privatizzazione dei servizi pubblici, permette alle grandi società di far causa ai Governi in caso di leggi contrarie ai loro interessi.

Le trattative per il CETA sono state condotte dalla Commissione Europea. Per l'entrata in vigore è richiesta l'approvazione del Consiglio UE (formato dai ministri degli Stati membri), del Parlamento Europeo e di tutti i 38 parlamenti nazionali e regionali dell'UE, poiché durante il summit UE del luglio scorso i capi di stato e di governo hanno riconosciuto che il CETA è un trattato commerciale "misto", ovvero tocca anche materie di competenza degli Stati membri e non solo dell'UE. La Commissione Europea avrebbe preferito definire il CETA come un trattato di esclusiva competenza UE: in questo caso l'approvazione dei parlamenti nazionali e regionali non sarebbe stata necessaria.

Per applicare provvisoriamente il CETA a tempo indeterminato basterà il sì da parte della maggioranza qualificata del Consiglio UE, che potrebbe arrivare già in ottobre. In base ad un documento interno della Commissione di cui Politico.eu ha diffuso il leak, l'unico ostacolo è ora stabilire se escludere dall'applicazione provvisoria del CETA alcune parti del trattato, e quali: vari Stati vorrebbero lasciare da parte il capitolo relativo agli investimenti, che come il TTIP contiene il sistema ICS: si tratta della clausola ISDS (la possibilità di far causa ai Governi in caso di leggi che danneggiano i profitti) con ritocchi esclusivamente cosmetici.

In Italia nessuno sta parlando di tutto questo. In Germania, dove si susseguono iniziative e dimostrazioni contro il CETA, 100.000 cittadini hanno firmato un ricorso con lo scopo di far dichiarare incostituzionale il trattato". (di Dario Tamburrano)

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