Apple è solo la punta dell'iceberg

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Apple è solo la punta dell'iceberg. In Europa c'è un enorme meccanismo di elusione fiscale che deve essere smantellato. La disciplina sugli aiuti di Stato utilizzata dalla Commissione per punire la multinazionale di Cupertino ha fatto piombare la situazione in un paradosso: ora perfino l'Irlanda non vorrebbe incassare i soldi - tanti - che Apple dovrebbe pagare. Perché? Semplice, gli Stati sono complici e colonne portanti del sistema tramite il quale le grandi aziende parcheggiano i loro profitti in "paradisi fiscali" non dichiarati.

Prendiamo il caso del Lussemburgo di Jean-Claude Juncker. L'ipocrisia della Commissione europea sta proprio nell'aver soprasseduto per decenni su questo scandalo, emerso solo di recente con la denuncia di Antoine Deltour. Oltreoceano hanno tenuto banco i Panama Papers, un sistema simile di cui tutti erano a conoscenza e di cui ci ha dato spiegazione un altro eroico whistleblower: Hervé Falciani.

Nel mondo esistono innumerevoli "tax ruling" implementati con accordi sottobanco tra Stati e multinazionali. Devono essere smantellati prima che le PMI - le vere vittime della disumana tassazione di alcuni Paesi - scompaiano dalla faccia del Continente.

Marco Valli, portavoce del M5S al Parlamento europeo: "Il caso Apple dimostra chiaramente come la disciplina sugli aiuti di Stato non è la regola giusta per andare a punire un'azienda, lo Stato e chi ha compiuto e incentivato questo tipo di pratica immorale. Lo stesso Paese che ha incentivato l'elusione fiscale verrà premiato con il pagamento delle tasse arretrate, e non verrà applicata alcuna sanzione alla multinazionale.

Bisogna lavorare in fretta ad una disciplina in questo senso, affinché ci sia un equo trattamento. Bisogna fare i nomi dei Paesi che non sono collaborativi. Ne parliamo da vent'anni, io sono stato di recente, con la commissione Taxe, in Lussemburgo. Ci sono più targhette a rappresentazione di società fittizie (utilizzatrici di schemi simili a quelli di Apple) che lavori e imprese reali.

Molte di queste targhette rappresentano banche, quindi gli interessi in gioco sono molto grossi e andare a toccarli sarà molto difficile. Bisogna cooperare a livello internazionale, avere coraggio e fare i nomi soprattutto in sede di Consiglio di chi si oppone. Non vanno fatti i compromessi, le PMI stanno fallendo e pagando le tasse al posto delle multinazionali. Non si può continuare così".

Video archivio. Il M5S in Lussemburgo:

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