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traduzione da lesechos.fr

Un anno dopo l'inizio del caso dei motori diesel truccati, chiamato Dieselgate, tocca adesso a Fiat Chrysler ritrovarsi nella tormenta. In una lettera inviata mercoledì alla Commissione europea (e diffusa dal settimanale Wirtschaftswoche), la Germania accusa il costruttore italo-americano di utilizzare un dispositivo illegale che gli permetterebbe di fare omologare i suoi veicoli nonostante un livello di emissioni inquinanti fino a 5 volte il limite autorizzato. Berlino domanda a Bruxelles di fare pressione sull'Italia, che sembra considerare come legali le pratiche del suo fiore all'occhiello nazionale.

Con queste pratiche - secondo i test di KBA, l'agenzia federale automobilistica - su tre veicoli (Fiat 500X, Jeep Renegade e Fiat Doblò), Fiat disattiverebbe il suo sistema di controllo delle emissioni dopo 22 minuti di marcia, mentre le procedure di omologazione di un veicolo durano circa 20 minuti. Bisogna ricordare che un regolamento europeo del 2007 autorizza i costruttori a limitare le performance del sistema antinquinamento per preservare lo stato dei motori. Lo scorso febbraio Fiat aveva affermato di rispettare la legge.

I test nelle auto transalpine realizzati nell'ambito della commissione Royal sulle emissioni diesel, hanno messo in evidenza delle emissioni di ossido di azoto molto più importanti del previsto nella Fiat 500X. Secondo le nostre informazioni il comportamento di questa autovettura sta per essere analizzato in dettaglio dal "FPEN", al quale il Ministero dell'ambiente ha domandato delle indagini supplementari su 5 modelli (due dei quali della Renault). Il risultato di queste ultime è o sarà trasmesso alla DGCCRF, l'organismo che reprime le frodi, che ha aperto a fine 2015 un'inchiesta sui sistemi anti-inquinanti. I primi risultati che riguardano la Fiat per il momento sarebbero coerenti con la scoperta di KBA, mentre quelli di Renault hanno lasciato le autorità più scettiche.

Il commento di Eleonora Evi, portavoce M5S al Parlamento europeo: "Il M5S ha sollecitato ormai da diversi mesi il Ministro Delrio a rendere pubbliche le indagini che, a detta del Ministro, scagionerebbero le auto FIAT sulla vicenda delle emissioni, ma ai nostri appelli non abbiamo ricevuto risposta. Vogliamo sapere se i test sono stati fatti davvero, su quali auto e di quali marche e con quali procedure di test! Nel resto d'Europa si è già provveduto a pubblicare i risultati, e alcuni evidenziano valori fuorilegge anche per le FIAT. Evidentemente il governo è sempre più in difficoltà e cerca di prendere tempo. Peraltro il Ministro non ha ancora risposto all'invito a testimoniare nell'ambito della commissione di inchiesta EMIS.

Non mi stupisco che l'Agenzia federale tedesca punti il dito contro l'Italia, ci sono solide motivazioni per farlo. Stiamo iniziando ad assistere al solito spettacolo sul palcoscenico d'Europa: ogni Stato membro mette davanti i propri interessi nazionali e per farlo non esita ad accusare gli altri. Ma la realtà è ben diversa. Siamo di fronte ad un intero sistema in cui tutti gli attori che ne fanno parte, dalla Commissione Europea, ai costruttori di auto fino alle Autorità nazionali che concedono le omologazioni, hanno contribuito ad avere regole facilmente aggirabili e controlli del mercato inesistenti. Il tutto a danno ovviamente dei consumatori e soprattutto della qualità dell'aria che respiriamo nelle nostre città".

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