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Il vaso di Pandora del diselgate è ormai aperto e coinvolgerà, verosimilmente, tutti i produttori di automobili. È stato consegnato alla Commissione EMIS il rapporto italiano sul comportamento emissivo di alcune vetture. È un rapporto scandaloso, che rasenta il ridicolo e che giustamente scatenerà, in Europa, numerose polemiche. Il Governo italiano - come nello stile del Bomba - tenta di prendere in giro i parlamentari europei destinatari del dossier, cercando di scagionare in particolare il produttore FCA con a capo Sergio Marchionne.

Tanto per cominciare, si può affermare che la Commissione europea abbia perso l'ennesima buona occasione per indicare una metodologia univoca da far seguire per le misurazioni. Il Governo italiano si è voluto spingere oltre: se gli altri Paesi hanno adottato strumenti quantomeno omogenei, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trattato le vetture in modi diversi, occultando scientificamente i dati più scomodi. Non solo, fisicamente le automobili sono state testate in stabilimenti diversi. Ad esempio, le Fiat in quelli della FCA di Torino: alla faccia del conflitto d'interessi.

Nel report in questione si dice siano stati analizzati 15 veicoli, come dicevamo solo 8 di questi al CNR. I cicli utilizzati per le prove sono stati: "NEDC a freddo" e "caldo", "NEDC invertito" e "Urban". A figura 14 si dividono due grandi gruppi: da una parte FCA, dall'altra il resto. Qui compaiono per la prima volta i nomi delle vetture relativi alle emissioni di ossidi di azoto, ma viene completamente persa traccia della quindicesima macchina. Ebbene, con i test a caldo tutte le automobili Fiat superano il limite del 200% o anche 300%: parliamo della Panda 1.3, dell'Alfa Romeo Giulietta 2.0, del Doblò 1.3, della Giulietta 1.6, della Jeep Cherokee 2.0, della Lancia Y 1.3 e della Fiat 500L. Sono le performance peggiori in assoluto.

Compare poi un dato che rappresenta il rapporto tra i test effettuati a caldo e freddo, e tra quelli inverso e freddo. In questa fase scompaiono del tutto l'Alfa Romeo 1.6, la Lancia Y e la Jeep Cherokee, ovvero la vettura che aveva segnato i valori più alti fino a quel momento. Si entra ancora nel dettaglio delle macchine non Fiat, riportando i valori coi cicli a caldo, freddo, inverso e Urban. Ma proprio l'Urban, misteriosamente, scompare dalle italiane, per lasciare il posto a un nuovo ciclo inverso a caldo (mai apparso prima), abbellito da voluminosi cerchi rossi.

Come ciliegina sulla torta, nell'ultimo grafico è assente dalla Fiat 500 e dal Doblò anche l'ultimo ciclo inserito. Il report si chiude con le prove su pista, dove le italiane superstiti sono appena quattro. Per tutte le macchine non Fiat è stato studiato il rapporto tra temperatura esterna e percentuale di attivazione del dispositivo EGR (una tecnologia per abbattere gli ossidi di azoto). Per FCA, invece, si segue lo stesso copione: l'omissione del dato.

Eleonora Evi, portavoce M5S al Parlamento europeo nel corso della plenaria di Strasburgo: "Nonostante le deboli aspettative sull'efficacia di questa commissione di inchiesta, sono dell'idea che il lavoro stia portando numerosi elementi significativi utili ad individuare mancanze, debolezze e opacità dell'intero sistema di omologazione dei veicoli e del controllo delle loro emissioni. Una cosa è sicuramente ormai certa. I Defeat Devices sono solo la punta dell'iceberg dell'intero sistema.
Colgo l'occasione per denunciare pubblicamente che il Rapporto di indagine sulle vetture Diesel Euro 5 commercializzate in Italia realizzato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti italiano è un insulto al lavoro della commissione di inchiesta di questo Parlamento e soprattutto è gravemente offensivo nei confronti dei cittadini europei, che meritano serietà, competenza e massima trasparenza da parte delle istituzioni.
Il Rapporto è volutamente incompleto e omissivo.
Le indagini sulle 15 auto, inizialmente citate nel rapporto, seguono procedure diverse a seconda che si tratti di auto del gruppo FCA o meno. Addirittura le auto FIAT sono state testate nei laboratori FCA a Tornino mentre le altre nel CNR. Si perdono completamente le tracce di alcuni modelli Fiat e Jeep, questi letteralmente spariscono dai grafici e dalle tabelle del documento: guarda caso sono modelli per i quali vi sono i più forti sospetti che montino dispositivi illegali, in un caso, dispositivi che pare si spengano dopo 22 minuti, esattamente 2 minuti dopo la fine del ciclo di test di omologazione, e nell'altro un modello che nei test a caldo ha mostrato emissioni di NOx ben tre volte la norma.
Siamo davanti ad un tentativo maldestro di nascondere i valori reali delle auto FIAT. Il M5S proporrà di rispedire al mittente questo rapporto che è un'offesa alla commissione EMIS, al Parlamento europeo e ai cittadini italiani ed europei
".

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