UE senza sbarchi e senza muri: approvato rapporto M5S

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di Ignazio Corrao, Movimento 5 Stelle Europa.

Il Movimento 5 Stelle si batte per il Fondo fiduciario per l'Africa perché vogliamo sradicare le cause profonde della migrazione e costruire un'Europa senza sbarchi e senza muri! Chi scappa dall'Africa ha fame e sete. Chi scappa dall'Africa scappa dalle bombe di qualche assurda guerra. Chi scappa dall'Africa cerca un futuro di speranza.

L'Europa adesso deve utilizzare questo fondo e portare istruzione, salute, formazione e servizi pubblici essenziali. Gli africani non devono avere più paura di vivere a casa loro.

Anche grazie al contributo del Movimento 5 Stelle, stavolta l'Europa ha fatto la sua parte: ha stanziato 1,8 miliardi di euro da mettere in questo fondo. Gli Stati membri dovrebbero farle altrettanto ma finora non hanno mantenuto la promessa. Renzi parla di "Migration Compact" e poi alla prova dei fatti sparisce: dove sono gli aiuti allo sviluppo dei Paesi poveri che aveva promesso?

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione di Ignazio Corrao sul "Fondo fiduciario per l'Africa: le implicazioni per lo sviluppo e gli aiuti umanitari" e ha sposato le idee del Movimento 5 Stelle. Ecco l'Italia a 5 Stelle che conta in Europa!


VIDEO. Dalle denunce alle proposte approvate dal Parlamento europeo. Ecco l'impegno del Movimento 5 Stelle per costruire un'Europa senza sbarchi e senza muri.




Il portavoce Ignazio Corrao spiega che cosa è il Fondo fiduciario per l'Africa e come funziona:

"Il Fondo fiduciario per l'Africa è concepito per rispondere alla necessità di sradicare le cause profonde della migrazione attraverso degli interventi che portano sviluppo in quei Paesi che sono teatro di emigrazioni di massa. Oggi l'Europa si trova a un bivio: ha la possibilità di incidere positivamente nella vita di milioni di persone, oppure può farsi guidare dalla paura e dagli egoismi nazionali. L'Africa Trust Fund è uno strumento estremamente delicato, va programmato bene, fatto funzionare efficacemente e infine comunicato in modo adeguato.

Per riuscire a rendere efficace il fondo, è necessario:

1. operare sul lungo termine, in maniera definita e programmatica, evitando quindi di intervenire inseguendo le emergenze del momento.
2. prestare una particolare attenzione nei confronti dei Paesi meno sviluppati, facendo le opportune differenziazioni tra i diversi contesti.
3. investire su istruzione, salute, formazione e servizi pubblici essenziali.
4. coinvolgere le ONG e la società civile locale nella programmazione e nella realizzazione di tutti i progetti sul campo.
5. prevedere forme di controllo e di monitoraggio periodico sull'uso dei fondi da parte del Parlamento europeo.
6. predisporre degli obblighi di trasparenza, di informazione e di diffusione dei risultati che siano facilmente verificabili.
7. pretendere che gli Stati membri mantengano le loro promesse in materia di finanziamento aggiuntivo.

Purtroppo dobbiamo denunciare che gli impegni presi in pompa magna dagli Stati aderenti al summit di La Valletta dello scorso novembre sono falliti. Una volta spenti i riflettori i Paesi europei si dimenticano delle loro promesse e dei loro impegni. L'Europa ha fissato l'obiettivo dello 0,7% del RNL (reddito nazionale lordo) da destinare agli aiuti per lo sviluppo. L'Italia nel 2015 ha stanziato appeno lo 0,21%.

Questo rapporto è stato condiviso con tutti i cittadini grazie allo straordinario strumento di partecipazione democratica online Rousseau. Molte loro osservazioni si sono trasformate in emendamenti a mia firma e sono state inserite nel testo votato in Commissione".

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