#DeportazioneDiMassa per 80.000 profughi di guerra

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Mentre tutta Europa festeggia ipocritamente il fallimento del referendum in Ungheria (ricordiamoci che il partito di Orban al Parlamento europeo siede fra i banchi del PPE di Merkel e Juncker), l'Europa prepara l'espulsione forzata di 80.000 profughi di guerra: una deportazione di massa che ricorda i periodi più bui della seconda guerra mondiale. Il leak di un documento riservato - e pubblicato in esclusiva dal The Guardian - mostra il vero volto di questa Europa: forte con i deboli e debole con i forti. Il piano prevede lo stop agli aiuti all'Afghanistan se questo Paese non si riprende indietro 80.000 profughi scappati in questi anni dalla guerra civile. Il documento è stato preparato da Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ed è stato inviato al Consiglio dell'Unione europea lo scorso 2 marzo.

Con questa deportazione di massa, l'Unione europea rinnega la Convenzione di Ginevra che obbliga tutti i Paesi membri al rispetto dei diritti e all'accoglienza delle vittime di guerra. Anziché diventare esempio virtuoso di democrazia e rispetto dei diritti civili, questa Europa scimmiotta Erdogan e sbatte in faccia al povero di turno il ricatto: soldi in cambio di vite umane. L'Europa vende armi a chi finanzia direttamente o indirettamente il terrorismo, fa affari con i dittatori che affamano i loro cittadini, lascia sola l'Italia nell'affrontare il peso dell'accoglienza e adesso copia spudoratamente il modello Erdogan. Non si governa così il fenomeno dell'immigrazione.

DEPORTAZIONE DEI PROFUGHI, SCARICA IL DOCUMENTO ESCLUSIVO.


traduzione di un articolo pubblicato sul The Guardian

"Quando i donatori internazionali e il governo afghano si incontreranno settimana prossima (ndr il 4 e 5 ottobre), l'Unione europea è intenzionata a minacciare fuori dai riflettori l'Afghanistan con una riduzione degli aiuti se quel Paese devastato dalla guerra non accetta di rimpatriare almeno 80.000 richiedenti asilo. Secondo un documento riservato che pubblichiamo, l'Unione europea metterà alcuni dei suoi aiuti come "migrazione sensibile", pur riconoscendo che che la sicurezza in Afghanistan sta peggiorando.

Nel frattempo, il governo afghano sta combattendo i disordini interni e ha fallito l'obiettivo di rivitalizzare l'economia e quello di creare nuovi posti di lavori per i giovani che lasciano il Paese a flotte. Sarebbe una grande sfida per l'Afghanistan riuscire ad assorbire l'espulsione di ben 80.000 persone. Finora, nel 2016, circa 5.000 afghani sono ritornati in patria volontariamente dall'Europa. "Questo mette una assurda pressione sul governo afghano, che non è in grado di rispondere a numeri di questo tipo", dice Timor Sharan, analista del gruppo internazionale di crisi in Afghanistan.

Gli afghani rappresentano la seconda più grande comunità di migranti arrivati in Europa, con 196.170 richiedenti asilo l'anno scorso. Al vertice di due giorni a Bruxelles, che inizia il 4 ottobre, i donatori internazionali sono chiamati a stanziare circa 4 miliardi euro l'anno, una somma promessa in occasione della conferenza di Tokyo 2012. La pressione sull'Afghanistan è parte della più ampia strategia europea di concedere aiuti ai Paesi poveri ma condizionati all'accettazione dei migranti espulsi. Il migliore esempio riconosciuto di questa strategia è l'accordo di 6 miliardi di euro offerto alla Turchia in cambio di richiedenti asilo e maggiori controlli alle frontiere. Altri Paesi nel mirino sono Niger, Etiopia, Nigeria, Libano e Libia. L'UE ha anche considerato di siglare accordi simili con Eritrea e Sudan, i cui governi sono accusati di crimini contro l'umanità e di crimini di guerra. In Afghanistan, gli esperti mettono in guardia sul fatto che potrebbero essere espulse persone la cui vita è in pericolo o che vivevano in stato di indigenza.

(...)

Nel documento, l'Unione europea ammette che è "consapevole di un peggioramento della sicurezza nazionale e delle minacce verso i propri cittadini" ed è consapevole che l'Afghanistan sta subendo "un livello record di attacchi terroristi e vittime civili". Il documento aggiunge: "nonostante questo, più di 80.000 persone potrebbero potenzialmente avere bisogno di essere rimpatriate nel futuro immediato". Un funzionario europeo rivela in una mail: "non dobbiamo commentare i documenti fuoriusciti" e aggiunge che l'Europa e l'Afganistan hanno un dialogo costruttivo sui flussi migratori".

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