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di Eleonora Evi, Movimento 5 Stelle Europa

Rispettare le emissioni per non avvelenare i cittadini? Nemmeno per sogno. È quello che pensano le autorità italiane, che quindi si allineano alla volontà delle case automobilistiche. Le condizioni favorevoli per testare le automobili sono quelle in laboratorio, non certo su strada: per buona pace dei nostri polmoni.

Il Movimento 5 Stelle ha denunciato l'indecente rapporto del Ministero dei Trasporti nel corso della scorsa plenaria a Strasburgo. La conferma dei sospetti è arrivata, puntualmente, ieri nel corso dell'audizione - all'interno della commissione EMIS del Parlamento europeo - di Antonio Erario, capo divisione Normative e accordi internazionali, dipartimento dei Trasporti. Alle domande del M5S sono state date risposte evasive quando non palesemente false. Insomma, la solita supercazzola cui siamo abituati da anni.

In primo luogo hanno detto di non aver finito di testare tre veicoli FIAT (dei 14 testati tra modelli FCA e non) - proprio quelli con emissioni più elevate - per mancanza di tempo (non vi era traccia di questa strampalata giustificazione nelle risposte al questionario inviato precedentemente per iscritto alla Commissione EMIS). Inoltre, hanno continuato, pensavano fosse illegale fare indagini con metodi diversi da quelli indicati nella normativa, anche se non esiste alcun provvedimento legale in questo senso. Di fatto, con un escamotage, hanno trovato una giustificazione alla loro mancata azione di controllo.

Infine, le autorità italiane fanno finta di non capire la differenza tra i software illegali per truccare le emissioni e tutti quegli accorgimenti che i costruttori di auto hanno potuto mettere in atto per superare i test in laboratorio. Quest'ultimi, in particolare, entrano nella legalità ma aggirano di fatto la normativa. A causa di questi trucchi sono state consegnate sul mercato auto diesel che hanno reso molte città italiane le camere a gas in cui viviamo oggi.

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