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di Dario Tamburrano, EFDD - Movimento 5 Stelle Europa

Un blog belga ha pubblicato (con tanto di allegato leak di un documento UE) la notizia che rivela come l'Italia stia attivamente remando a Bruxelles contro le nuove etichette energetiche frutto del nuovo Regolamento UE di cui il Gruppo EFDD - Movimento 5 Stelle è relatore. Il nuovo quadro regolatorio, approvato a grande maggioranza dal Parlamento Europeo a luglio, grazie alle migliori informazioni sull'efficienza energetica degli elettrodomestici, consentirebbe un ingente risparmio energetico e di denaro a 500 milioni di cittadini in 28 paesi membri e obbligherebbe a test di utilizzo in condizioni reali e rimborsi all'acquirente in caso di prodotti rivelatesi non conformi.

Mettere i cittadini europei in grado di scegliere elettrodomestici (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni, televisori, aspirapolvere, caldaie, etc) meno energivori, ha come conseguenza non solo una bolletta dell'elettricità meno salata, ma anche una minore emissione di gas serra immessi nell'atmosfera, responsabili dei cambiamenti climatici che tutti abbiamo sotto gli occhi.

Secondo i calcoli della Commissione Europea, le etichette energetiche unite all'ecodesign sono in grado di indurre un risparmio energetico pari a 175 Mtep (175 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) all'anno entro il 2020: all'incirca la quantità di energia consumata in un anno dall'Italia. Lo scopo può essere raggiunto solo eliminando l'attuale giungla delle etichette: in origine l'efficienza energetica di tutte le apparecchiature era misurata attraverso un'unica scala A-G, ma adesso esistono 9 scale diverse per 15 gruppi di prodotti; in qualche caso vanno da A+++ a D, in altri da A a G, in altri ancora da A++ a E, e così via. Risultato: una gran confusione. E' molto facile credere che una lavastoviglie di classe A+ sia efficientissima, mentre al contrario é la più inefficiente.

L'assemblea plenaria del Parlamento Europeo ha accolto la nostra "filosofia" secondo cui bisogna tornare il prima possibile all'iniziale, univoca e chiara scala A-G, facendo rapidamente sparire tutti i "+". Le date votate dal Parlamento per l'arrivo in negozio delle prime nuove etichette sono: ottobre 2018 per alcune categorie (come lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi), gennaio 2022 per tutti gli altri gruppi di prodotti e gennaio 2026 per le caldaie.

Però il nuovo regolamento può entrare in vigore solo se il Parlamento Europeo ed il Consiglio UE (l'altro co-legislatore europeo) trovano l'accordo su un testo comune: per questo sono in corso i triloghi che costituiscono il penultimo passo dell'iter legislativo verso l'adozione del regolamento.

Il Consiglio UE è espressione dei Governi degli Stati membri, e il documento svelato rivela che, all'interno del Consiglio UE, l'Italia si sia messa d'accordo con Spagna, Polonia e Repubblica Ceca: le nuove etichette energetiche, dicono questi Paesi, per alcuni prodotti non devono comparire nei negozi prima del 2022, per altri nel 2026 e che dovremmo aspettare almeno al 2032 per quanto riguarda le nuove etichette per le caldaie. La presa di posizione induce l'intero Consiglio UE, attualmente sotto Presidenza Slovacca, a un atteggiamento opposto a quello del Parlamento Europeo: rallentare di almeno 4 anni e fino a 6 anni la sparizione dei "+" e della confusione dai negozi.

Ecco l'ennesima prova di come Matteo Renzi, che si autoproclama in TV amico dell'efficienza energetica e dell'ambiente, nei fatti faccia l'interesse della lobby dell'energia fossile inducendo gli italiani (e gli europei) a consumare più energia e a spendere più soldi, come dimostra anche l'architettura della nuova bolletta elettrica voluta dal suo Governo e di cui abbiamo fatto un caso in sede europea.

Luglio 2016. Il voto alla plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo:

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