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Oggi il Movimento 5 Stelle compie 7 anni. Un tempo nel quale ci si è battuti per combattere i conflitti d'interesse, ovvero l'arroganza di tutti quei politici che abusano del loro ruolo allontano i cittadini dalle istituzioni pubbliche. E oggi, esattamente come 7 anni fa, il Movimento 5 Stelle non può accettare la vergogna di ciò che sta succedendo in Europa e nel Bel Paese. Il presidente Jean-Claude Juncker rappresenta un gigantesco conflitto d'interessi vivente. Miguel Arias Cañete è un petroliere nominato commissario al clima e all'energia. José Manuel Barroso, il predecessore di Juncker, ora lavora per Goldman&Sachs. Connie Hedegaard, commissario responsabile per l'azione sul clima nello scorso esecutivo comunitario, andrà a lavorare per Volkswagen. La ex-commissaria all'agenda digitale Neelie Kroes è stata nominata consulente da Uber. Quest'ultima, in particolare, che ai "bei tempi" condannava i tentativi delle multinazionali di sfuggire alle tasse, è tra i personaggi noti con conti o aziende nel paradiso fiscale delle Bahamas.

Ma proprio mentre l'esecutivo comunitario si rivela per quello che è, cosa fa il Governo italiano? Va in leggera controtendenza, cancellando la lista nera dei paradisi fiscali. Ora i costi, spese e pagamenti derivanti dalle attività svolte nei paradisi fiscali potranno essere scaricati, senza alcun obbligo aggiuntivo. Per il fisco italiano, dunque, non esisteranno più i vari LuxLeaks, SwissLeaks, ma anche i Panama Papers e i Bahamas Papers che abbiamo citato. Fanno quasi sorridere oggi i discorsi del presidente del gruppo S&D Gianni Pittella (PD) che tanto si era speso - solo a parole - per arginare il fenomeno dell'evasione internazionale. Questa rivoluzione alla rovescia è contenuta in un comma della legge di Stabilità 2016, grazie al quale si potrà commerciale liberamente con qualsiasi società offshore e perfino scaricarsi le spese e i pagamenti effettuati dalla dichiarazione dei redditi senza giustificazioni. Una battuta d'arresto della normativa nazionale, voluta dal Primo ministro, proprio mentre nel filone dei grandi evasori iniziavano a figurare banchieri, industriali, nobili e finanzieri e tanti professionisti, avvocati, commercialisti. Vedremo col tempo quanti di loro erano amici, camerieri o maggiordomi del Premier.

La battaglia del Movimento 5 Stelle in plenaria a Strasburgo, #NOCONFLITTIDINTERESSE:

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