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L'Italia è il Paese più a rischio povertà dell'Unione europea. Lo scioccante dato è stato censito direttamente dall'Eurostat che certifica il numero di persone che stanno per "diventare povere" nel Bel Paese: il 28,7% della popolazione nel 2015 (17,4 milioni di persone).

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Un numero impressionante che si aggiunge a quelli poco rassicuranti dell'intera UE, in cui il "rischio povertà" o esclusione sociale raggiunge quota 118,7 milioni nel 2015. In aumento rispetto ai dati del 2008, quando scoppiò la crisi economica più lunga della storia: allora erano 115,9 milioni.

Stiamo parlando di quasi un quarto dell'intera popolazione europea, composta da 500 milioni di cittadini. Sono quindici i Paesi dove l'indice è aumentato, con l'Italia che registra un pesantissimo +3,2%, dietro alla Grecia curata dalla Troika (+7,6%), a Cipro (+5,6%) e alla Spagna (+4,8%), dove la Commissione europea vorrebbe addirittura sospendere i fondi strutturali.

Un altro dato interessante che emerge tra le righe del rapporto è la performance dei Paesi che adottano la moneta unica, chiaramente peggiori degli altri. Polonia, Romania e Lettonia diminuiscono il coefficiente, mentre le economie periferiche - che vi abbiamo riportato sopra - soffrono.

È questo il sunto di folli politiche economiche votate all'austerità, ai diktat tecnocratici e ad ignobili regole di bilancio. Quando sentirete ancora il PD spendersi con parole roboanti contro la Troika o il trattamento riservato alla Grecia, saprete che anche grazie a loro stiamo toccando il punto sociale e "solidale" più basso di questa Europa.

Avranno parlato di questo a cena il Bomba e il presidente Obama, dopo essersi magari resi conto che i dati INPS sull'occupazione e i licenziamenti certificano l'ufficiale decadenza del Bel Paese?

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