Riduzione delle spese: il PD si oppone anche a Strasburgo #EuropaSprecona

parlamentoeuropeo-taglioindennita-privilegicasta-m5s-5stelleeuropa-beppegrillo.png


Ogni anno si ripete sempre lo stesso copione. Il bilancio messo in campo per il buon funzionamento dell'Unione europea aumenta. Nel 2017 sarà di oltre 150 miliardi di Euro, quasi 300 Euro a testa per ogni cittadino. La Corte dei Conti, prima del voto di oggi con cui si è confermato l'ennesimo incremento, aveva evidenziato solo nel 2015 oltre 5 miliardi di errori amministrativi. Ovvero soldi concessi che sono stati letteralmente buttati dalla finestra. Quello che più scandalizza sono però gli immensi sprechi della macchina che macina debiti tra Bruxelles (dove ci sono anche le sedi di Commissione e Consiglio), Strasburgo e Lussemburgo. Ovvero tra le 3 sedi del Parlamento europeo.

Fa sorridere sapere che il premier italiano abbia minacciato ieri l'UE di non concedere il bilancio in sede di Consiglio all'Unione Europea, quando i suoi a Strasburgo hanno bocciato ogni proposta M5S di riduzione delle spese. Il tutto mentre il Parlamento europeo si appresta a negare (domani e per l'ottavo anno consecutivo) il discarico al Consiglio stesso, ufficialmente per mancanza di trasparenza. Il Movimento 5 Stelle ha proposto tagli per eliminare questa follia, in un periodo in cui vengono chiesti sforzi disumani ad ogni cittadini dell'Unione. Gli emendamenti, come detto, sono stati rigettati anche dagli eurodeputati italiani del Partito Democratico. Che come capita a Roma, proprio non vogliono saperne di rinunciare ai loro benefit in salsa comunitaria.

Ad essere state cestinate sono state proposte di buon senso su:
- riduzione degli stipendi e di tutti gli innumerevoli benefit di cui godono i membri di Commissione, Consiglio e naturalmente Parlamento europeo (che invece aumenteranno);
- annullamento totale dei soldi destinati alla propaganda della moneta unica, che gode di una linea di bilancio dedicata a convincere i cittadini europei che è cosa buona e giusta (anche qui si registra un aumento);
- rimessa in discussione degli oltre 2 miliardi di Euro destinati all'inutile Piano Juncker, che funziona solo a fare propaganda alla Commissione e ai Governi compiacenti (altro aumento registrato);
- rimessa in discussione dei miliardi di Euro di fondi concessi alla Turchia del dittatore Erdogan;
- annullamento di tutti i fondi concessi a partiti e fondazioni europee;
- abolizione delle inutili 3 sedi del Parlamento europeo che costano ogni anno - tra viaggi e rimborsi - oltre un miliardo di Euro;
- taglio delle innumerevoli agenzie europee;
- azione specifica di critica ai fondi europei per il TAV.

E così via per oltre 140 emendamenti, tutti eliminati in modo compatto dalla maggioranza del Parlamento europeo.
Questa macchina è scappata ad ogni controllo democratico, ma fortunatamente possiamo fare nomi e cognomi di chi proprio non vuole saperne di cambiare nemmeno le virgole e ha votato contro praticamente a tutte le proposte:
- PD (gruppo S&D): Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Cofferati, Costa, Cozzolino, De Castro, Gasbarra, Gentile, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Mosca, Panzeri, Paolucci, Pittella, Sassoli, Viotti, Zanonato, Zoffoli, Soru (che ufficialmente risulta nei non iscritti). Altri eurodeputati del Partito Democratico hanno votato in ordine sparso.
- Forza Italia (gruppo PPE): Cesa, Cicu, Cirio, Comi, Dorfman, Gardini, La Via, Martusciello, Maullu, Mussolini, Patriciello, Pogliese, Salini, Tajani.
- ECR: Fitto, Sernagiotto.
- gli italiani della GUE hanno votato in ordine sparso.

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo