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di Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

Il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza (569 voti favorevoli e 54 contrari) un rapporto del gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle che impegna la Commissione Europea a introdurre norme per responsabilizzare le multinazionali nelle violazioni dei diritti umani. Sfruttamento delle risorse, lavoratori schiavi, corruzione: se non si rimuovono le cause non si affronta con incisività il problema dei flussi migratori non controllati. Ci sono, essenzialmente, due ragioni che portano un uomo a lasciare la propria terra: scappare dalle bombe e/o dalla fame. Ripudiare le guerre e pretendere uno sviluppo economico senza sfruttamento è un primo passo per rendere il mondo più equo.

Grazie al Movimento 5 Stelle i consumatori potranno riconoscere le imprese virtuose attraverso l'adozione di un marchio europeo "abuse free". È un cambiamento epocale nelle cultura di impresa. Il rapporto, scritto e negoziato con gli altri gruppi politici dal portavoce Ignazio Corrao, era stato caricato su Rousseau, discusso ed emendato dai cittadini. È un successo di democrazia diretta!

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di Ignazio Corrao

"Il tema della responsabilità delle imprese per gravi violazioni dei diritti umani nei Paesi terzi tocca molti dei diritti fondamentali dell'uomo, legati - tra l'altro, ma non solo - alla protezione della salute, ai diritti dei lavoratori, alla tutela dell'ambiente, ai diritti dei minori e delle donne.
Le Istituzioni europee e gli Stati membri devono agire in modo urgente, coerente, continuativo ed efficace a tutti i livelli, affrontando concretamente i problemi giuridici derivanti dalla dimensione latu sensu "multinazionale" delle imprese e del loro operato. Da tale dimensione transnazionale dipende, tra l'altro, la frequente incertezza circa l'attribuzione delle responsabilità per le violazioni dei diritti umani. Da ciò discende, spesso, l'impunità per gli autori di tali violazioni.

La relazione che ho presentando al Parlamento europeo - condivisa ed emendata su Rousseau con tutti i cittadini - chiede a gran voce l'introduzione di norme vincolanti che ribadiscano il dovere per le imprese di rispettare i diritti umani ovunque e comunque. Chiediamo l'introduzione di norme che ribadiscano il dovere per gli Stati di proteggere, nell'ambito della propria giurisdizione, le persone fisiche che abbiano subito, o che possano subire violazioni dei diritti umani, anche quando compiute al di fuori del proprio territorio. Ribadiamo con forza che, laddove siano lamentate gravi violazioni dei diritti umani umani, gli Stati membri debbano garantire alle vittime l'accesso ad un ricorso effettivo, così come chiesto a gran voce da tutte le ONG e da tutti gli esponenti della società civile e accademica che abbiamo coinvolto durante la fase preparatoria del Rapporto. Chiediamo, inoltre, la creazione di norme penali minime che definiscano fattispecie e sanzioni anche per quei casi di violazioni dei diritti umani ad opera di imprese, che presentino una dimensione transnazionale.

Abbiamo individuato una misura a costo zero, ma al contempo estremamente efficace: la creazione di un marchio europeo "abuse free", che potrebbe rappresentare un grande cambiamento nella cultura di impresa. Un marchio concesso alle imprese che volontariamente lo chiedano e che decidano di sottoporsi a controlli efficaci e stringenti compiuti da organi indipendenti. In tal modo, i consumatori saranno in grado di scegliere consapevolmente. Stiamo cambiando tutto. Lo dimostra l'approvazione a larga maggioranza del rapporto targato 5 Stelle da parte del Parlamento europeo.

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