Voto shock in Belgio: messo il veto al Ceta

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Incredibile: c'è chi difende i cittadini. Con 46 voti a favore e 16 contrari il Parlamento della Vallonia (il Belgio è uno Stato federale suddiviso in tre regioni) ha messo il veto sulla ratifica del Ceta, il trattato di libero scambio fra Europa e Canada che dovrebbe essere siglato il prossimo 27 ottobre da Juncker e Trudeau. Si tratta di un voto storico perché per la prima volta i rappresentanti dei cittadini si sono ribellati e hanno rifiutato di siglare un trattato negoziato in gran segreto da super burocrati. In Italia invece c'è un Ministro (ndr. Carlo Calenda) che ha preso carta e penna per chiedere di non far discutere e votare i Parlamenti nazionali. Differenze - quelle fra il Belgio e l'Italia - che si commentano da sole...


Ecco la traduzione di un articolo pubblicato dal quotidiano belga Le Soir.

"I deputati valloni hanno deciso lo scorso venerdì di mettere il veto da parte del Belgio alla firma dell'accordo di libero scambio Ue-Canada. Al Parlamento vallone, lunghissimi applausi dai banchi di PS (partito socialista), CDH (partito centrista) e Verdi hanno prolungato il discorso di Paul Magnette, che si esprimeva sul trattato commerciale ed economico tra Europa e Canada. Le ultime parole del Ministro-Presidente sono state molto ferme e chiare: "dirò fra poco al ministro degli Esteri che il Parlamento ha riesaminato la dichiarazione interpretativa di questo trattato. Non offre garanzie sufficienti. Noi ci rifiutiamo dunque di concedere i pieni poteri: il Belgio non firmerà questo trattato il 27 ottobre".

Ma il Parlamento lascia la porta dei negoziati socchiusa: "questo rifiuto non è un funerale o un veto definitivo al Trattato. Io lancio un appello per nuovi negoziati, ma su basi nuove. Il modo di negoziare i trattati deve cambiare: perché spendere anni di discussioni segrete se il contenuto è buono per le piccole e medie imprese, gli agricoltori o i servizi pubblici? Se fosse stato così, le discussioni si sarebbero fatte nella trasparenza. È questo che noi reclamiamo: un nuovo metodo di lavoro che varrà per l'insieme dei negoziati bilaterali futuri"


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Approfondisci l'analisi di Tiziana Beghin:
NON SOLO TTIP: L'ITALIA ANCORA SOTTO ATTACCO, ARRIVA IL CETA

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