36,6 miliardi a Erdogan #BastaSoldiAiDittatori

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In meno di venti anni, da quando Erdogan è salito al potere (diventa primo ministro nel 2003) fino al 2020, l'Europa ha già trasferito o promesso di stanziare alla Turchia la cifra monstre di 36,6 miliardi di euro. Ci sono tre linee di finanziamento dalle quali Erdogan attinge a piene mani: assistenza di pre-adesione, prestiti BEI, accordo sui migranti. 36,6 miliardi di euro è una stima prudenziale al ribasso perché i dati - che il Movimento 5 Stelle ha visionato in esclusiva - sono relativi ai prestiti concessi dalla BEI fino al 2015 e non tengono conto di ulteriori 3 miliardi promessi durante la firma sull'accordo dei migranti.

VIDEO. Il Movimento 5 Stelle vuole cambiare davvero questa Europa. Prima cosa da fare? #BastaSoldiAiDittatori.

Al Parlamento europeo il Movimento 5 Stelle ha denunciato l'illegittimità dell'accordo sui migranti e le ripetute violazioni dei diritti fondamentali di giornalisti, magistrati, minoranza curda e parlamentari. Per Erdogan l'Europa è una miniera d'oro: la sfrutta con meticolosa cura per applicare il suo disegno dittatoriale in Turchia. Una volta attraversato il Bosforo di questi soldi non c'è traccia: manca la trasparenza su come le autorità turche utilizzino i fondi dei cittadini europei. Questo è il verdetto di uno studio realizzato dalla Commissione 'Controllo di Bilancio' del Parlamento europeo.


I FONDI DI PREADESIONE (10,6 miliardi)
Ogni anno l'Europa mette le mani al portafogli per finanziare il processo di avvicinamento dei Paesi candidati a far parte dell'Unione europea. Fra questi - oltre a Albania, Montenegro, Serbia e la Macedonia - c'è anche la Turchia.

TABELLA.
In 18 anni l'Europa ha stanziato 10,6 miliardi di euro per la Turchia.

Come vengono utilizzati questi fondi? Secondo lo studio del Parlamento europeo l'analisi di un campione di finanziamenti del periodo 2002-2006 non può fornire informazioni sostanziali sulla sua efficacia, anche per la mancanza di dati cronologici sui risultati. Fino al 2015 la Turchia ha fatto 230 cambiamenti legislativi nel settore dei diritti fondamentali. Tuttavia la Commissione europea non fa un'analisi sui contenti delle leggi turche: quindi per paradosso i restringimenti alla libertà della stampa possono far parte di questo conteggio. Per quanto riguarda i controlli, i dati relativi alle irregolarità nei Paesi beneficiari dei fondi europei di pre-adesione non sono resi pubblici da parte della Commissione europea. Non è quindi possibile paragonare la situazione turca con quella di altri Paesi candidati, né sapere a quanto ammontano le frodi. Le autorità turche hanno segnalato 397 casi di frodi per un totale di quasi 27 milioni di euro. Dal 2002 l'Europa ha recuperato 9 milioni.


I PRESTITI BEI (23 miliardi)
Per finanziare Erdogan l'Europa usa anche mezzi indiretti come i prestiti della Banca europea degli investimenti. Questa banca è nata nel 1957 per sostenere gli obiettivi politici dell'Unione (si legge nel suo statuto). Perché investe in Turchia, un Paese che non fa parte dell'Unione europea e che, soprattutto, non ne rispetta i suoi più elementari valori? I prestiti BEI devono anche rispettare condizioni di tipo ecologico, sociale, democratico...non sono fondi a pioggia, ma in Turchia mancano i parametri per valutare se questi criteri non economici siano rispettati.

TABELLA. I prestiti BEI alla Turchia dal 2005 al 2015.




ACCORDO SUI MIGRANTI (3 miliardi)
L'accordo Europa-Turchia sui migranti prevede il trasferimento di 3 miliardi alla Turchia per l'assistenza ai rifugiati durante gli anni 2016-2017. La ripartizione prevede che 1 miliardo sia attinto dal budget dell'UE e 2 miliardi direttamente dagli Stati membri. Ecco i principali foraggiatori di Erdogan:

GERMANIA - 427,5 milioni
GRAN BRETAGNA - 327,6 milioni
FRANCIA - 309,2 milioni
ITALIA - 224,9 milioni
SPAGNA - 152,8 milioni
OLANDA - 93,9 milioni
SVEZIA - 61,3 milioni
BELGIO - 57,6 milioni
AUSTRIA - 45,6 milioni
GRECIA - 25,1 milioni

Che cosa fa la Turchia con tutti questi soldi? L'Europa non lo sa e forse non lo vuole sapere visto che alla valutazione dell'efficacia dei fondi manca una stima dei bisogni reali dei rifugiati stessi. Sono vaghi anche i sistemi di sorveglianza e di controllo della gestione da parte delle autorità turche sulla protezione dei diritti umani. Una cosa è certa, Erdogan è un dittatore: i recenti arresti dei parlamentari di opposizione e dei giornalisti del quotidiano Cumhuriet lo dimostrano. Il Movimento 5 Stelle lotta al Parlamento europeo per affermare un principio: #BastaSoldiAiDittatori.

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